Rockfeller che aveva visto giusto
Invidio sempre un po’ coloro i quali hanno avuto il privilegio di “scoprire” un luogo.
Voglio dire – scoprirlo prima di chiunque altro – e immaginare come poterlo rendere fruibile, godibile, abitabile; ma senza snaturarlo, anzi, cercando di sommare alla bellezza naturale l’ingegno, il tatto e l’opera dell’uomo.
Questa è la storia di uno dei resort di maggior pregio al mondo incastonato in una baia che continua ad essere tra le più belle del mondo: il Little Dix Bay.
Era l’inizio degli anni Sessanta quando il magnate e filantropo newyorkese Laurence Rockefeller andò in vacanza sull’isola di Virgin Gorda, quasi deserta allora.
Acquistò quell’accecante mezzaluna che segnava il profilo di un fondale dai colori indicibilmente blu. Blu intermittenti ai celesti, ai turchesi, agli smeraldi.
Sì, era il posto giusto perché lì sorgesse un rifugio esclusivo e totalmente immerso nell’habitat della natura: e il Little Dix Bay nacque con quella precisa vocazione che per Rockefeller era una conditio sine qua non.
Rockfeller fu forse il primo nel mondo a concepire e a costruire con la visione che oggi chiamiamo eco-turistica: in fondo, era proprio lui a capo di numerose fondazioni americane che istituivano e sostenevano parchi naturali in tutto il mondo.
Oggi, dopo un restauro sapientissimo che ne ha conservato l’indole discreta, il Little Dix Bay continua ad evocare gli albori del turismo a cinque stelle ai Caraibi, pur con tutte le possibili sfumature di agio e di servizio.
Da parte mia, ricordo con nostalgia i giorni passati al Little Dix Bay nel corso degli anni: è sempre un piacere svegliarsi la mattina e restare abbagliati dalla bellezza della spiaggia, dal mare che luccica e sentire la brezza marina che soffia dolce. Unico dilemma del giorno: scegliere fra una passeggiata sulla sabbia o lasciarmi scivolare in acqua, fare un tuffo in mare o lasciarsi coccolare nella Sense Spa del resort. Devo dire che sorrido ancora se ripenso alla prima volta che il mio amico Gerard mi ha regalato un trattamento alla SPA del Little Dix: “Come faccio a rinchiudermi qua dentro? è scandaloso! questo panorama, questa bellezza e io devo rinunciare a stare all’aria aperta?”- Accettai per cortesia, pensando di rimpiangere la mia scelta. E, con mio grande stupore, subito cambiai idea quando vidi che la Sense Spa è cesellata tra le palme e le rocce. Una piccola infinity pool fa da sala d’attesa durante i minuti che anticipano i trattamenti scrub alle alghe e i massaggi alle essenze di aloe vera. Il personale, accogliente e gentilissimo, è abilissimo nel proporre i trattamenti che più sono indicati in base alla personalità di ognuno. Ed è un mondo ovattato, circondato da un lusso discreto e un’atmosfera di pace che rapisce mente e sensi. Da quel giorno la mia visita a quell’oasi di benessere è diventato un rituale di puro piacere che amo ripetere cullata dalla brezza marina e dal moto del mare ogni volta che visito le mie isole.
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Mi son data nome Alice, un nome che ho amato fin da quando lessi la favola di Lewis Carrol, anche se a me piace soprattutto perché è il nome di un pesce. Un pesce azzurro (che si avvicina al blu, mio colore preferito) che col suo guizzo argentato solca instancabilmente tutti i mari, da piccolo grande migratore quale è...
1 ottobre 2008 at 09:17
Buon Giorno, ALICE!
Devo farTi i complimenti perchè leggere i Tuoi racconti è sempre un piacere.
Grazie per le belle emozioni che sai trasmetterci con le Tue fantastiche descrizioni di quei luoghi esotici e lontani.
Ogni Bene!
beppe
6 maggio 2009 at 03:25
Eco turismo questo? Rockfeller quasi un benefattore?
Voi siete pazzi!
11 maggio 2009 at 13:15
Il Sig.Maurizio
ha espresso il suo “parere”..forse un po’ avventato..
Per caso ha avuto modo di vedere le Isole Vergini e capire realmente di che posto si sta parlando ?
Conosce Virgin Gorda ? E Tortola ? Ha mai sentito parlare di Anegada ?
13 maggio 2009 at 11:13
ciao Paolo
e grazie del sostegno
ho pubblicato il post di Maurizio visto che credo nella liberta’ di parola… ma sono ben contenta di leggere che qualcun altro (ma siamo ben di piu’ !) come me pensa che le BVI siano un paradiso naturale preservato dal turismo di massa, dove il vero lusso è nuotare in acque cristalline e affondare i piedi fra le sabbie fini come il borotalco, e dove il bene piu’ prezioso è la natura: vergine, intatta, rigogliosa, preservata e avvolgente…
Alice
14 maggio 2009 at 11:50
sono dei posti meravigliosi
belle immagini.
9 ottobre 2009 at 20:48
…..senza fiato…..