Are you an island hopper?
Se sì, se anche voi come me immaginate e desiderate una vacanza non statica, cambiando isola ogni giorno, senza dovere programmare un viaggio in un “pacchetto chiuso” prima di partire, mi permetto di suggerirvi una possibile scaletta dei vostri spostamenti e delle cose da non perdere.
Ovviamente, è un’ipotesi assolutamente personale che riflette i miei gusti e costruita con l’esperienza di tanti viaggi nelle British Virgin Island. Mettiamo allora che io abbia dieci giorni a mia disposizione, e che abbia scelto di non trascorrerli tutti in barca a vela.
Dopo l’arrivo a Tortola, mi fermerei un giorno ad esplorare l’isola, noleggiando uno scooter per esempio, e percorrere la strada che lambisce l’isola nel versante nord, il più selvaggio. Poi prenderei il ferry che tutti i giorni collega Tortola e Jost Van Dike: è un piccolo postale che in un ora e mezza raggiunge la fantastica isoletta. Alloggerei sicuramente al piccolo Sandcastle Hotel che ha i bungalow sulla riva di White Bay, una delle spiagge più belle dei Caraibi. Il quarto giorno tornerei a Tortola e da lì un altro ferry per l’isola di Virgin Gorda. Mi fermerei a Virgin Gorda minimo due giorni, per non perdermi una giornata sulla sabbia di Savannah Bay ed un’altra tra i graniti di The Baths. A Spanish Town, il minuscolo e unico villaggio, andrei al porto e mi prenoterei per un uscita con un centro diving per andare a fare un’immersione nelle secche della piccola Dog Island. A questo punto, tornerei a Tortola per recarmi all’aeroporto di Beef Island e contratterei un volo col piccolo aeroplano che raggiunge in 30 minuti la pista di sabbia di Anegada. Lì consumerei i miei ultimi tre giorni soggiornando al Reef Hotel. Trascorrerei le giornate tra il turchese del mare e le strade bianche da girare in mountan bike (la si noleggia nell’hotel), per vedere ogni laguna ed ogni spiaggia della vasta isola tutta di sabbia corallina.
Certo, per godere della variegata natura delle BVI in ogni sua espressione, servirebbero tanti in giorni in più. Ma vi assicuro che se deciderete queste tappe, tornerete a casa sbalorditi e innamorati.
Col blu negli occhi e le trasparenze tatuate sulla pelle. Parola di Alice.
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Mi son data nome Alice, un nome che ho amato fin da quando lessi la favola di Lewis Carrol, anche se a me piace soprattutto perché è il nome di un pesce. Un pesce azzurro (che si avvicina al blu, mio colore preferito) che col suo guizzo argentato solca instancabilmente tutti i mari, da piccolo grande migratore quale è...
21 gennaio 2009 at 23:51
Ciao Alice, che bello questo blog. Adoro le BVI dalle quali sono appena tornato, anche se la mia era solo la terza volta. Sto per iniziare a scriverne sul mio blog di viaggi al quale ho linkato ora il tuo, certo molto più preparata di me sulle Vergini. Magari cercherò qualche “ispirazione” tra le cose che scrivi, per documentarmi un po’. Spero tu mi legga e la prossima volta che sarò alle BVI ti avverto per tempo.
PS: quest’anno ho scoperto due baiette meravigliose: Cam Bay, vicino a Trellis Bay dalle parti dell’aeroporto con quell’ingresso stretto a sinistra del reef e soprattutto Diamond Cay a JVD, dove Foxy ha aperto il suo nuovo ristorantino, un reef da paura, un bassofondo verso l’oceano e la bubbling pool. BVI forever! Fausto
30 gennaio 2009 at 15:45
ciao Fausto!
ma sei velista anche tu? E blogger? Ho fatto un giro sul tuo blog: mi piace!
“usa” pure i miei contenuti, scrivi delle BVI come le conosci tu e confrontiamoci: è stupendo quando scopri che c’è qualcunaltro che conosce e ama le stesse mete che si amano!
quanto a Cam Cay, scommetto che sei amico di Caterine, del Surfsong resort: è a due passi da lì. Mai stato? Allora annota per il prossimo viaggio!!
Io prendo nota del nuovo locale di Foxy che, ahimè, mi manca ancora…
3 marzo 2010 at 14:25
The most beautiful water i’ve ever seen.