L’albero delle mele d’oro
Ho un’amica qui alle BVI, anche lei italiana, alla quale invidio non il marito, ma il suo giardino. Si intuisce subito che è curato con passione e che lei, la mia amica, ha un enorme pollice verde. Il mio pollice, invece, dev’essere grigio, dato che non riesco a far crescere nemmeno l’erba per il mio gatto.
In mezzo al piccolo giardino c’è un grande albero dalle mele d’oro. Tutto iniziò da un seme che la mia amica compero’ durante una vacanza all’isola di St. Lucia (Piccole Antille). Una volta piantato e coltivato con tanto amore, in poco tempo è cresciuto che è una meraviglia. Dopo solo due anni ha dato i suoi frutti: grosse, lucide e dorate sfere che assomigliano più a una susina che a una mela. 
La mela d’oro (Spondias dulcis) è più conosciuta come ambarella.. però a seconda dei posti il suo nome cambia. Vi butto lì altri due nomi: susina Polinesiana o cotogna di Tahiti. Questa varietà di mela è originaria delle isole della Polinesia e Melanesia.
La storia ci dice che l’albero fu portato nel Nuovo Mondo alla fine del diciottesimo secolo dal Tenente di Vascello William Blight, reso famoso per via dell’ammutinamento del Bounty. Era al suo secondo viaggio verso le Indie Occidentali. Trasportava l’albero del pane da Tahiti alla Giamaica e altri particolari frutti provenienti dal sud del Pacifico. Dalla Giamaica, la Spondias Dulcis si propagò nelle Grandi e le Piccole Antille e nell’America centro meridionale.
La mela d’oro si mangia matura, quando ha un bel colore dorato, ma deve essere bella soda e con la buccia croccante. Il suo gusto acidulo ricorda quello dell’ananasso o quello delle mele Granny Smith. Sull’isola di St. Lucia la sua polpa viene utilizzata per preparare una salsa a base di curry che si accompagna allo stufato.
La mia amica è contenta di avere a portata di mano l’albero dalle mele d’oro. Dice che è ricco di vitamina C, è un ottimo nutrimento per i diabetici, è un toccasana per chi ha problemi di cuore o soffre di infezioni alle vie urinarie… A me piace perché è originale e mette allegria. Cosa dite, pianto un seme sul terrazzo di casa mia a Milano?
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