I Moko Jumbies danzano in punta di trampoli
Ritorno con piacere a parlarvi del BVI August Festival, una esplosione di manifestazioni organizzate per commemorare e festeggiare l’indipendenza dalla schiavitù nelle BVI (1 agosto 1834). Lo faccio perché nelle numerose sfilate spiccano i Moko Jumbies.
Partiamo dal significato del nome.
Mocko è una parola che rimanda a un gruppo etnico della Nigeria; Jumbies è il simbolo degli spiriti ancestrali, più precisamente una divinità che protegge i villaggi e che, metaforicamente, è così in alto da poter guardare ciò che succede nel presente e ciò che accadrà nel futuro.
È un’eredità della cultura agraria dell’Africa. Per proteggere le coltivazioni dagli uccelli i contadini preparavano abiti dai colori sgargianti e li legavano con cinghie su alti trampoli. Insomma, i nostri spaventapasseri, ma con un denso alone di magia attorno.
Ogni gruppo che partecipa all’August Festival ha il proprio costume. Ci vogliono ore e ore di lavoro per ottenere dei costumi così particolari, curati nei minimi dettagli, creazioni veramente uniche.
Potremmo definire la sfilata dei Moko Jumbies come l’antica arte di camminare al di sopra di tutti. Senza le “anime volanti” il Festival non sarebbe la stessa cosa e lo spirito degli antenati non troverebbe pace. Roberto ‘Tico’ Harrigan, un nativo della Repubblica Dominicana che ora resiede a Virgin Gorda con i suoi nonni, entrò a far parte dei Mocko Jumbies nel 1995, e da allora ha sempre danzato sui suoi trampoli altissimi durante le sfilate organizzate in tutte le strade delle BVI. Tico è il più acceso difensore di questa tradizione.
Nata in Africa, non si sa come l’arte di camminare sui trampoli arrivò nelle isole caraibiche. Certa è la prima apparizione sull’isola di St. Thomas (Isole Vergini Americane). Intorno al 1963, grazie ad Ali J. Paul, questa arte arrivò anche nelle BVI ed è rimasta tale fino ai nostri giorni.
Dalla tradizione dei Mocko Jumbies sono nati numerosi gruppi. Purtroppo, alcuni nuovi gruppi hanno sostituito i meravigliosi costumi della tradizione africana con involucri dalle sembianze umane fatti in materiale coloratissimo ma, ahimè, di plastica.
Harrigan ha più volte manifestato il suo disappunto per il grande successo che questi nuovi gruppi stanno riscuotendo nel mondo, a discapito dei ben più originali gruppi ispirati ai Mocko Jumbies della tradizione. Io faccio il tifo per Tico: mille volte più belli e veri i costumi di stoffa che quelle banali figure di PVC che mi ricordano tanto la mucca Carolina.
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