Non c’è 2 senza 3

5 dicembre 2009 da Alice

Sir Richard Branson, fondatore e proprietario della Virgin, ci sta prendendo gusto. Per lui le isole sono come le ciliegie, una tira l’altra. La prima ad essere addentata dal quel golosone di Branson fu l’isola di Makepeace, a Noosa, in Australia. Poi, secondo me, si è fatto una domanda e si è dato una risposta: “La mia ditta si chiama Virgin? La prossima isola me la compro alle Isole Vergini Britanniche!”. Detto, fatto. Nel 1976 ha acquistato la seconda ciliegina, Necker Island (e i miei aficionados sanno che ne parlo da un pezzo, è un posto magico!!)
Dicevo: se Necker Island è la sua isola privata, affittata a caro prezzo ad una ristretta cerchia di amici quando lui è altrove, ora ha deciso di acquistarne un’altra da riservare alle famiglie che hanno una spiccata sensibilità ecologica. Si chiama Moskito Island e si trova a circa un miglio da Necker Island. Non fatevi ingannare dal nome: l’isola prende il nome dagli indiani Moskito che vivevano qui prima del 1500, e non dai fastidiosi mosquitos che, si sa, popolano il set dell’Isola dei Famosi. Il progetto è in fase di elaborazione, ma le idee di Sir Richard sono chiare: costruire un resort ecologico per famiglie. Per dirne una, sui circa 120 acri di terreno non potranno circolare le auto convenzionali, ma solo auto elettriche. Il resort sarà completamente costruito nel rispetto delle norme ambientali, sfruttando l’energia del vento, dell’acqua e del sole. Amanti delle vacanze ecosostenibili fatevi sotto: Moskito, fra cinque anni, sarà la vostra isola. richard-branson
La trattativa per l’acquisto dell’isola è stata conclusa da Sir Richard poche settimane fa. Rumors caraibici rivelano che il vecchio proprietario, un ricco uomo d’affari di Los Angeles, non sembra contento della vendita. Nel 1960, come racconta una leggenda locale, a Moskitos c’era un piccolo resort dove viveva un tale Bert Kilbride che avrebbe passato quasi 50 anni della sua vita a cercare un tesoro nascosto. Il simpaticone si faceva chiamare l’Ultimo Pirata dei Caraibi. Sicuramente Branson ha capito tutto: il tesoro non è nascosto sotto terra, ma è ben visibile a tutti: è l’isola.

Palle di fuoco

29 novembre 2009 da Alice

Dopo avervi parlato di Great Wall, la galleria d’arte a cielo aperto di Tortola, mi sono scaldata sull’argomento “arte”.  Sono sicura che siete d’accordo con me: insieme ai viaggi, l’arte è una di quelle rare cose che danno più sugo alla nostra vita, ci emozionano, ci fanno sognare. Ed eccomi dunque a presentarvi Aragorn Dick Read, che dal cognome potrebbe sembrare un discendente di un arcigno pirata, ma che invece è uno scultore talentuoso e affermato. Per ammirare le sue opere dovete recarvi a Trellis Bay, Beef Island.
Fate il suo nome, lo conoscono tutti: vi indicheranno dove si trova il suo studio, un laboratorio-scrigno in cui potrete ammirare le sue superbe sculture in rame e acciaio. Aragorn è nato a Tortola nel 1966.
Ama esprimersi attraverso diverse tecniche artistiche come la ceramica, la stampa su metalli e il design.  Si è specializzato in arte tribale e del ventesimo secolo. Ha lavorato un po’ ovunque in Europa, Russia, nei Balcani, in Nepal, in Papua Nuova Guinea, Australia, Marocco… Come vedete, un grande viaggiatore. E dove ha trovato la donna della sua vita? In Italia, naturalmente! Si chiama Federica. Torniamo all’arte. Dovete vederle le sculture di Aragorn, aragorn_w_fireball2ci troverete subito i caraibici. Soprattutto i colori, un piacevole mix di contrasti tra il turchese intenso e la lucida luminosità del caldo rame o del freddo metallo. Un pezzo forte sono le Fireball.
Aragorn realizza le sfere interamente a mano, di diverse grandezze. Su di esse ritaglia delle immagini. Queste sono illuminate all’interno dal fuoco che, grazie ad un effetto ottico fantastico, sembra che si muovano agli occhi incantati di chi le osserva.
Con le sue Fireball organizza spettacoli di intrattenimento al chiaro di luna, e lo spettacolo trova un posto priviliegiato nella valigia dei ricordi di ogni spettatore. Se avete la fortuna di soggiornare a Beef Island, sappiate che potete frequentare nello studio di Aragorn lezioni di ceramica, intaglio del legno e cesteria. Lo scultore organizza anche eventi assieme agli altri artisti della cultura locale tra i quali Zelia Frett ed Estelle Dawson. Vi consiglio di andarci a primavera. Ogni anno a marzo, infatti, Trellis Bay ospita il più grande Festival dell’artigianato delle BVI, il Carribean Arts & Crafts Festival, a cui partecipano numerosi artisti provenienti  da tutta l’area caraibica.

Kats, che bello!

20 novembre 2009 da Alice

Non sono una patita di calcio, ma ho letto che in Italia le grandi società di Serie A hanno trascurato il settore giovanile. Un vero peccato perché, nello sport come in qualsiasi altra attività, è fondamentale investire sui giovani. In questo senso, una bella lezione arriva dalle piccole Isole Vergini Britanniche. Loro non hanno Kakà, ma KATS: Kids And The Sea, i Bambini e il Mare, il programma di sport acquatici per i giovani promosso dal governo delle BVI.
Tutto iniziò nel 1990 quando Tom Gerker, un uomo d’affari caraibico, decise di trasferire i corsi di vela proposti dal Rotary Club sull’isola di St. John anche nelle BVI, e precisamente a Tortola. Questo programma di sport acquatici è rivolto a tutti i giovani, locali e turisti. Kats prevede diverse tipologie di corsi per giovani dai 5 anni fino 18. Sono tre i corsi da seguire per completare il programma. Ogni corso prevede degli step che vanno superati per poter accedere a quello successivo. Il più importante è quello di vela, ma si possono seguire anche i corsi di scuba diving e di windsurf.
Si inizia dai fondamentali, come si dice a scuola, dall’ABC: il corso di nuoto e abilità in mare. L’obiettivo non è di diventare dei campioni, ma di acquisire sicurezza e familiarità con l’elemento acqua. cmpcup2000cFortunati questi alunni: hanno la palestra acquatica più bella del mondo, il mare caraibico! Quindi, si accede al corso di vela, il top che si possa trovare alle  BVI. Ogni anno c’ è una lunga lista d’attesa per iscriversi, dato il grande successo ottenuto negli ultimi sedici anni. Le lezioni si suddividono in tre livelli a seconda dell’abilità dei partecipanti. Il “gran finale” del programma di vela KATS è la Chief Ministers Cup che si tiene a Tortola, e che prevede un tour nei caraibi della durata di tre giorni. I partecipanti gareggiano in classe IC 2: da qui uscirà il miglior team della categoria. Di lunghe file per partecipare al Grande Fratello, qui alle BVI, nemmeno l’ombra.

A Quito’s legend, please!

12 ottobre 2009 da Alice

Siete seduti? Vi svelo la mia vera professione: spionaggio di cocktail.
In via del tutto eccezionale vi passo i segreti per preparare uno dei drink che preferisco: il Quito’s Legend. lemonade-cocktail-sl-1665308-l
niziate a scrivere il nome dei componenti e la loro quantità: un bicchiere di Bacardi Rum bianco, un bicchiere di Smirnoff Vodka (i russi non possono mancare), un bicchiere di grappa alla pesca, curaçao blue, sciroppo di lime, Seven Up (ci sono anche gli americani), Granatina. Imparateli a memoria, poi mangiatevi il pezzo di carta su cui li avete scritti.
Chiudetevi in cucina, tirate le tende e alla luce di una pila seguite attentamente questi passaggi.
Primo: versate nel mixer il rum, la vodka, la grappa  e il blue curacao.
Secondo: miscelate il tutto lentamente.
Terzo:  aggiungete il Seven Up e quindi, sempre lentamente, lo sciroppo di granatina.
Quarto: versate in un generoso bicchiere la formula ottenuta e guarnite con fettine d’arancia e lime, una ciliegina sotto spirito. Il drink Quito’s Legend, invitante e coloratissimo, è pronto da sorseggiare per la goduria della vostro corpo e della vostra mente.
Questo cocktail l’ho ”rubato” al barman del Quito’s Gazebo Restaurant, Cane Garden Bay, isola di Tortola. Non è stato facile, ho dovuto dar fondo a tutte le mie capacità di irresistibile seduttrice per sciogliere la lingua del barman.
Già che ci sono, due notizie sul Quito’s Gazebo Restaurant.QuitoRhymerTheEdge Il locale, ristrutturato di recente, è noto per due buoni, anzi, ottimi motivi. Primo: il proprietario è Quito Rhymer, artista, musicista, compositore e cantante. Non un tipo qualsiasi, ma uno dei personaggi e musicisti più conosciuti nelle BVI. In più, cosa che non guasta, è una persona maledettamente deliziosa. Secondo: a pranzo e a cena si mangia bene. Alla sera, mentre il sole tramonta, potete anche limitarvi a bere dei drink tra un ballo e l’altro, o semplicemente fermarvi ad ascoltare il sound caraibico, perfetta colonna sonora della Cane Garden Bay.
Quito e la sua chitarra acustica si esibiscono ogni martedì e mercoledì sera. Il venerdì e il sabato, invece, si balla al ritmo della band di Quito e The Edge. Se volete carpire i segreti di uno dei deliziosi cocktail state attenti: il barman del Quito’s Gazebo Restaurant è un osso duro.

WC con vista Mar dei caraibi

28 settembre 2009 da Alice

Non sono il capo ufficio stampa di Richard Branson, padre padrone della Virgin, uno tra gli uomini più ricchi del Regno Unito. Lo dico perché di lui e della sua isola privata alle Isole Vergini Britanniche, la Necker Island,Necker_Island ve ne avevo parlato in due post l’anno scorso, il 13 marzo e il 17 agosto. Come sapete, sono molto attratta dalla bellezza di questo arcipelago del Mar dei Caraibi, e il mio cuore è già impegnato con un uomo di mare che certo non può contare su un impero economico come Sir Richard. richard-bransonSe sono qui a raccontarvi di nuovo di Necker Island è per via di internet.
Da buona navigatrice, non ti pesco un sito dove è online un breve filmato su Necker Island?! Inizia con l’elicottero targato Virgin e il Sir, bello abbronzato, che scende sorridendo. È lui in prima persona che fa da Cicerone o, se preferite, da agente immobiliare, per presentarci l’esclusiva bellezza della sua piccola isola e dell’esclusivo resort che proprio lui ha voluto in perfetto in stile balinese. Passa dalla piscina con cascatella alle cucine, ci introduce nei vari salotti, ci mostra il box doccia (ohibò: c’è un uomo nudo dentro!), le stanze da letto, la veranda sul mare con alcune persone che si divertano a dare due colpi di golf, beve del vino bianco e si intrattiene con un’amica che ha affittato un po’ di camere. Un sottotitolo ci dice che è Mariah Carey… però!
Per i distratti, ricordo che l’isola è una sorta di rifugio per personaggi che abitualmente fanno bella mostra di sé sulle copertine delle principali testate mondane. La Principessa Diana, ad esempio, era un’assidua frequentatrice dell’isola. Qui ha ricaricato le sue batterie la bravissima Annie Lennox e lo scorso luglio, udite udite, David Beckham ha affittato tutta l’isola per festeggiare con la consorte Victoria Adams il loro 10° anniversario di matrimonio. Insomma, se vi piace visitare le nuove case dei vostri amici appena sposati, questo filmato vi soddisferà. Certo, tutto tutto no. Il campo da tennis non si vede, come anche l’area fitness. Però, alla fine, Sir Richard ci omaggia di un’immagine molto intima, oserei dire segreta: comodamente seduto su un WC posto sotto ad una tettoia, su un terrazzino, ammira spensierato un panorama mozzafiato, palme rigogliose, mare turchese, aria limpida… Sembra che pensi “E il naufragar m’è dolce in questo mare”. A proposito, per vedere il film: http://www.metacafe.com/watch/272592/richard_branson_necker_island/ Copiate e incollate sulla barra degli indirizzi.

Ai Mondiali di Berlino un’atleta delle BVI

4 settembre 2009 da Alice

Saranno gli zuccheri contenuti nelle loro patate, sarà l’aria che respirano, la natura meravigliosa e generosa in cui sono cresciuti, i geni ricevuti in eredità dagli avi africani, le corse a piedi nudi sulle spiagge … Certo che i caraibici corrono forte!
E non solo i giamaicani. Ai recenti Campionati Mondiali di Atletica di Berlino si è fatta notare anche una centometrista delle Isole Vergini Britanniche. Si chiama Tahesia Harrigan, ha compiuto 27 anni il 15 febbraio e tra uno scatto e l’altro si è laureata in Psicologia.  Nel 2007 ha frequentato anche un master sulla Patologia del Linguaggio. Tipa tosta, Tahesia. Tahesia_Harrigan's_ChaseHa raggiunto le semifinali, ma piuttosto di essere contenta si è arrabbiata con se stessa. In una intervista ha infatti dichiarato: “Le semifinali sono state alquanto deludenti, se considero che mi ero preparata molto e che ho dato il meglio di me stessa nei primi due turni. È una delusione, è vero, ma per me essere arrivata in semifinale è stato un privilegio”. La Harrigan, comunque, le sue belle soddisfazioni se le è conquistate: bronzo ai Mondiali Indoor di Valencia 2008 nei 60m; oro ai giochi dell’America Centrale e Caraibica di Cartagena de Indias 2006  nei 100m; quinta nei giochi del Commonwhealth nel 2006. La OECS (Organizzazione degli stati Caraibici Orientali) la nomina miglior atleta donna del 2006 per le sue alte performance nei meeting internazionali. Oltre ai 100 m si diverte a gareggiare nei 200m e, in passato, si è cimentata nelle discipline del salto in lungo e salto triplo. Vive e si allena negli USA, ma appena può torna a casa, alle BVI. A mangiare le patate zuccherine, a respirare gli alisei, a correre a piedi nudi sulle spiagge incantevoli.

Solobagaglioamano: un blog proprio bello

1 settembre 2009 da Alice

Non so voi, ma io sono felice quando incontro una persona più brava di me. Soprattutto quando i suoi interessi, le sue passioni, il suo modo di osservare il mondo sono molto vicini ai miei. È da un po’ che volevo parlarvi di Fausto Tazzi e del suo prezioso blog “solobagaglioamano” (http://solobagaglioamano.blogspot.com). Mi auguro che gli amanti delle BVI – e dei viaggi in generale – lo frequentino assiduamente. Non conosco Fausto di persona, ma attraverso il suo blog so molte cose di lui.
Prima di tutto scrive bene, di quel genere di scrittura che Roland Barthes definiva “il piacere del testo”. Fausto viaggia bene perché legge bene: Calvino, Hemingway, Kundera, Pennac, Huellebecq… I suoi appunti di viaggio non sono mai banali, da brochure turistica. Leggendoli avvertiamo i suoi brividi, sentiamo il profumo di un particolare istante, tocchiamo i pensieri che gli girano per la testa e le emozioni che albergano nel cuore.
Un paesaggio, un cielo, una spiaggia sono uguali per tutti, ma c’è chi sa osservarli in profondità e, soprattutto, ha il dono di comunicare agli altri quello che è riuscito a vedere. Della stessa categoria le immagini fotografiche, mai cartoline illustrate (si possono comprare, perché farle con la nostra macchina fotografica?), semplici ma colte. Sul blog “solobagaglioamano” si viaggia alle BVI, Canada, Cuba, Giappone, Londra e molte altre mete. I post delle Isole Britanniche Vergini sono strepitosi, assolutamente da leggere. Nella sezione “Dati personali”, Fausto ha inserito un stimolante pensiero di Italo Calvino che mi ha fatto venire in mente, non so per quale misterioso meccanismo, quattro righe del diario di bordo di Louis Antoine de Bougainville, esploratore, navigatore e matematico francese. Lui e il suoi marinai avevano scoperto un’isola stupenda abitata da gente bella e ospitale. Vi soggiornarono, meravigliosamente, per oltre un mese. Bougainville annotò che solo quando si allontanarono dall’isola, per ripartire, le diedero un nome.

BVI August Festival: fine della schiavitù, inizio della festa

10 agosto 2009 da Alice

Agosto, Tortola, British Virgin Islands. Se fosse un articolo di giornale, inizierebbe così. D’altra parte, sono o non sono la vostra inviata speciale alle BVI?
Prendete nota: il primo di agosto di ogni anno il meraviglioso popolo delle BVI festeggia il giorno dell’indipendenza dalla schiavitù, avvenuto nel 1834.
La notizia è scritta, in nero su una targa di bronzo, a Road Town:
“Il giorno 1 Agosto del 1834 è stata annunciata in tutto il territorio delle Isole Vergini Britanniche la liberazione di 5.133 schiavi negri. Questo storico evento, più noto come il Sunday Morning Well, ricorda l’abolizione del regime di schiavitù nelle piantagioni britanniche”. Da quel lontano primo agosto, sono ben undici le generazione di cittadini delle Isole Vergini Britanniche che godono dello stato di libertà e autodeterminazione.
Parate militari, aerei, fanfare? Decisamente no, roba da vecchio continente! Qui la festa è un grande festival con balli, canti e parate in puro stile caraibico.
Per una settimana a Road Town un evento tira l’altro, all’insegna della fantasia, del divertimento e della partecipazione. Ad esempio, la “Rise & Shine” (Sorgi & Brilla), una parata con splendidi costumi dai colori sgargianti e pieni di allegria. Quindi le immancabili gare di vela, corse a cavallo, l’elezione di miss BVI (no, non è presentata da Carlo Conti, anche se può vantarsi d’avere un’abbronzatura da BVI), un torneo di pesca e tante altre manifestazioni. Liberi dalla schiavitù, liberi di mangiare, bere e ballare al Festival Village, sempre nella capitale di Tortola.
Un altro gioco divertente da seguire è il Greased Pole Contest. Gli isolani più giovani cercano di restare in equilibrio su di un tronco untuoso, cercando di strappare la bandierina rossa posta alla sua estremità. Tanti ci provano, molti cadono in acqua, pochi ci riescono. L’evento che di gran lunga preferisco è una corsa a cavallo. Si tiene fin dal 1956 ed è la manifestazione più amata dalla popolazione locale. La genialata è che alla corsa possono partecipare tutti: amazzoni, fantini, panettieri, pescatori, studenti, ferramenta… e una pazza come me.

Dalla Foresta Nera a Virgin Gorda: la storia di Regine

1 agosto 2009 da Alice

Nella vita ci vuole fortuna.

Se oltre la fortuna, poi, si ha dalla propria parte anche un po’ di spiccioli, la vita è ancora più bella. Prendiamo ad esempio la storia di Regine Hodeige. Agli inizi degli anni novanta, lei e suo marito partono dalla loro casa in Germania, ai bordi della Foresta Nera, e arrivano alle BVI.  katitche-point_postkarte-1Fin qui tutto normale, un bel viaggio. Ma ecco che la fortuna ci mette lo zampino. Girovagando per Virgin Gorda, un piccolo incidente d’auto blocca Regine a Katitche Point. Piuttosto che arrabbiarsi, la coppia si guarda attorno: dal promontorio vedono la baia, le acque cristalline che brillano come in nessun altro luogo, le candide spiagge, la purezza del paesaggio…  Amore a prima vista, Regine e consorte decidono di costruirsi la casa per le vacanze a Katitche Point. Da qui in poi entrano in scena gli spiccioli. Cercano, trovano ed acquistano un pezzo di terra, costruiscono una casa.  Beh, il termine “casa” non rende l’idea.

Si tratta di una villa spettacolare: 5 grandi suite con vista sulle più belle gradazioni di blu che si possono immaginare.sun55set1 Così è nata Katitche Point Greathouse di Virgin Gorda, oggi membro dei Small Luxury Hotels of the World.

Per la mia amica Regine la bellezza naturale dell’isola ha giocato un ruolo fondamentale. Nell’introduzione del suo bel libro fotografico, Carribean Dreams, butta lì un interessante pensierino: “Le parole ‘presto’ e ‘brevemente’ non hanno alcun significato qui. Ci si sente in pace con sé stessi e con il mondo, i giorni hanno un ritmo che ci permette di avvicinarci alla natura”.

Dato che è un libro di immagini, Regine ha coinvolto il famoso fotografo tedesco Michael Wissing. Ho sfogliato le pagine del libro e devo dire che Michael è riuscito ha raggiungere l’anima dei Caraibi perché ha mostrato la realtà rimanendo lontano dai soliti cliché. Le foto riflettono non solo ciò che si vede, ma ciò che si sente dentro a noi stessi. Dal monocolore verde della Foresta Nera agli azzurri, turchesi, lapislazzuli e oro di Virgin Gorda. Basta avere fortuna, e un po’ di spiccioli.

Leverik Bay Resort & Marina: l’ombelico del mondo a Virgin Gorda

23 luglio 2009 da Alice

La “Vergine grassa” ha per me un punto d’attrazione irresistibile: North Sound.
Alle BVI fare una classifica delle baie più belle è difficile. Io penso che sia anche sbagliato dare i voti. Con quale criterio si può giudicare, confrontare e stabilire una classifica? Ognuno ha un suo personale sistema di valutazione, ed è giusto che sia così. Io mi baso sui ricordi: i luoghi che dimorano nella mia memoria, perché legati ad un evento, un incontro, un’emozione, per me sono i più belli. North Sound è una baia fantastica perché qui ho conosciuto il “mio” skipper del cuore. Ho avuto fortuna: North Sound è la baia più frequentata dagli appassionati della vela e incontrare l’uomo giusto tra tanti lupi di mare non è mica poi così semplice. Galeotto fu il Leverick Bay Resort. leverick
Il Leverick Bay è un resort che sorge sull’incantevole laguna. I locali dicono che la particolare atmosfera del posto sia la stessa che secoli fa ha incantato pirati e che oggi incanta i velisti.
Le suite del Leverick Bay Resort hanno i nomi delle spezie delle West Indies: Cinnamon, Spice, Ginger e Nutmeg. Possono ospitare fino a 6 persone e comprendono zona giorno e zona notte, terrazza per il BBQ, un angolo cottura e una vista spettacolare su North Sound, Mosquito Island e il Mar dei Caraibi. Quanti tramonti e quante albe mi sono goduta dal mio terrazzo!
A poca distanza dalle suite c’è la piscina, lo shopping center, il centro benessere, i campi da tennis, il centro di water activities, atc atc. Io non ho mai messo piede in questi posti preferendo di gran lunga la spiaggia, la marina e il molo del Leverick, dove Nick e Monica, gestori del resort ormai da circa 25 anni, da bravi nostalgici del British Style, hanno avuto l’originale idea di mettere una cabina telefonica londinese trasformandola in doccia. Figuratevi che anche Sir Richard Branson, patron della Virgin, pare che abbia voluto essere ritratto sotto la doccia in cabina! :-) 3472937650_846e2fd854
Il Leverick Bay ha un’anima marinara: qui hanno sede le società Charter Virgin Gorda per il noleggio imbarcazioni e la marina del resort . Oltre alla vela, al Leverick Bay Watersports si può fare di tutto e di più: parasailing, snorkeling, pesca, kayak, corsi di diving o di sub. Oltre alla terrazza ed ai suoi panorami, ho un forte ricordo di un altro luogo: il Leverick Bay Restaurant. Qui ho conosciuto il mio skipper, anche lui goloso delle aragoste di Anegada. Mi ha colpito perché mentre tutti erano seduti a tavola, lui era l’unico in piedi a gustarsi le numerose fotografie appese alle pareti del ristorante. Soggetto: i momenti più belli dell’America’s Cup e delle maggiori gare di vela degli ultimi 100 anni. Da lì è scattata una magia, ma adesso mi fermo qua: non vorrete mica sapere tutto tutto, eh?