Pillole di benessere

6 ottobre 2009 da Alice

Forse anche nella vostra classe, alle medie e alle superiori, c’era il secchione che non vi lasciava copiare e copriva con la mano il foglio di protocollo ogni volta che vedeva i vostri occhi puntare sulla sua porzione di banco.
Crescendo con l’età, questo genere di comportamento l’ho rivisto in molte persone. Avete presente quelli che si tengono tutto per sé, non vogliono condividere niente con nessuno? Egoisti!
Per fortuna, nell’ambiente dei veri viaggiatori c’è la buona abitudine di passarsi informazioni, indirizzi, consigli. In fondo, buona parte dei blog a tema “viaggi” sono fatti apposta per mettere in rete, a disposizione di tutti, idee, passioni ed esperienze. Sulla scia di questi pensieri, oggi vi voglio passare un po’ di indirizzi che riguardano le mie isole preferite, le BVI. Il filo rosso che tiene insieme queste dritte è la natura, il relax e la soddisfazione dei sensi. No, non sto parlando di sesso, ma di benessere.
Cominciamo da questo sito. È una buona base di partenza per conoscere la grande varietà di proposte Health and Wellness offerte dalle Isole Vergini Britanniche, il luogo ideale per chi vuole ringiovanire la mente, il corpo e lo spirito. Le Health and Wellness Boutique delle BVI mettono a vostra disposizione Spa, pratiche tradizionali di guarigione, cure cosmetiche, ritiri olistici, programmi di lifestyle, alimentazione biologica e vegetariana. Di ognuna di queste aree trovate indirizzi, telefono, e-mail e, se c’è, il link al sito.
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Passiamo alla pappa o, se preferite, alla gola. Se volete gustare un autentico, succulento e salutare pasto vegetariano andate in uno dei seguenti ristoranti. Sono tra i più conosciuti dei Caraibi: Mellow Moods Cafe’ -Bin-Cal Building, Road Town, Tortola- ( kimpo27@hotmail.com);
Nature’s Way -Quastisky Building, Road Town, Tortola- (natsway@surfbvi.com); Indigenour Herbal Teas & Spices -Local Tea Blend & Spices by Arona Fahie Forbes- Sea Cow’ Bay, Tortola- (aronaforbes@hotmail.com); Aragorn’s Studios -Trellis Bay, Beef Island- (dreadeye@surfbvi.com).
Se passate una vacanza a Tortola dovete assaggiare il Cassava Bread, che nello slang locale chiamano Bong Bong. È il pane tradizionale delle BVI, una sorta di piadina cotta sulla griglia e generalmente riscaldata sulla brace. Si mangia sia da solo che con qualche fettina di avocado.
Attenzione: il Bong Bong si gusta meglio con una buona tazza di tè selvatico bollente. A volte i turisti sono invitati a preparare il pane gustandone l’aroma mentre viene cotto. Per saperne di più dovete contattare: Bong Bong, Road Town, Tortola, shavon217@hotmail.com.
Per chi non sa resistere ai frutti di mare, alle BVI sarà assalito da mille tentazioni. Il mare caraibico è molto generoso e rifornisce ogni giorno i negozi di seafood. Vi segnalo questo indirizzo: BVI Fishing Complex, Baugher’s Bay, Tortola. L’ultima dritta è dedicata a chi, una volta raggiunte le BVI, vuole cucinare da sé con prodotti biologici. Dove andare a fare la spesa? Per non sbagliare, chiedete al Dipartimento dell’Agricoltura delle BVI, Paraquita Bay, Tortola, Tel: (284) 495-2110, Fax: (284) 495-2532. Qui una voce cortese vi indicherà il negozio dove acquistare spezie, frutta,  verdura, pollame e carne. Buon appetito!! :-)

Dalla Foresta Nera a Virgin Gorda: la storia di Regine

1 agosto 2009 da Alice

Nella vita ci vuole fortuna.

Se oltre la fortuna, poi, si ha dalla propria parte anche un po’ di spiccioli, la vita è ancora più bella. Prendiamo ad esempio la storia di Regine Hodeige. Agli inizi degli anni novanta, lei e suo marito partono dalla loro casa in Germania, ai bordi della Foresta Nera, e arrivano alle BVI.  katitche-point_postkarte-1Fin qui tutto normale, un bel viaggio. Ma ecco che la fortuna ci mette lo zampino. Girovagando per Virgin Gorda, un piccolo incidente d’auto blocca Regine a Katitche Point. Piuttosto che arrabbiarsi, la coppia si guarda attorno: dal promontorio vedono la baia, le acque cristalline che brillano come in nessun altro luogo, le candide spiagge, la purezza del paesaggio…  Amore a prima vista, Regine e consorte decidono di costruirsi la casa per le vacanze a Katitche Point. Da qui in poi entrano in scena gli spiccioli. Cercano, trovano ed acquistano un pezzo di terra, costruiscono una casa.  Beh, il termine “casa” non rende l’idea.

Si tratta di una villa spettacolare: 5 grandi suite con vista sulle più belle gradazioni di blu che si possono immaginare.sun55set1 Così è nata Katitche Point Greathouse di Virgin Gorda, oggi membro dei Small Luxury Hotels of the World.

Per la mia amica Regine la bellezza naturale dell’isola ha giocato un ruolo fondamentale. Nell’introduzione del suo bel libro fotografico, Carribean Dreams, butta lì un interessante pensierino: “Le parole ‘presto’ e ‘brevemente’ non hanno alcun significato qui. Ci si sente in pace con sé stessi e con il mondo, i giorni hanno un ritmo che ci permette di avvicinarci alla natura”.

Dato che è un libro di immagini, Regine ha coinvolto il famoso fotografo tedesco Michael Wissing. Ho sfogliato le pagine del libro e devo dire che Michael è riuscito ha raggiungere l’anima dei Caraibi perché ha mostrato la realtà rimanendo lontano dai soliti cliché. Le foto riflettono non solo ciò che si vede, ma ciò che si sente dentro a noi stessi. Dal monocolore verde della Foresta Nera agli azzurri, turchesi, lapislazzuli e oro di Virgin Gorda. Basta avere fortuna, e un po’ di spiccioli.

Prego, prendere nota: Oil Nut Bay

12 luglio 2009 da Alice

David V. Johnson, seconda parte.

Ad onor del vero, il secondo tempo del post ch evi preannunciavo giovedì, lo voglio dedicare ad una sua creatura, il Resort Oil Nut Bay. Ne voglio parlare perché rappresenta il modo più intelligente di come si possa inserire l’uomo nella natura. Il complesso residenziale sorgerà su uno degli angoli più isolati e lussureggianti di Virgin Gorda, isola abitata da 1.600 persone discendenti da ex-schiavi o portoghesi. Cristoforo Colombo la battezzò “Vergine grassa” per via della sua curiosa forma, sottile alle estremità e tondeggiante al centro. Le splendide unità che formeranno il resort saranno costruite in perfetta armonia con il paesaggio, rispettando così la primitiva bellezza dell’ambiente.oil-nut-bay-beach1

Tutto è stato progettato e realizzato mettendo al primo posto la natura, qui rappresentata da circa 300 acri di terra, una baia di spiagge bianchissime e il mare turchese. La Oil Nut Bay ha applicato le sue regole eco-progressiste: solo 88 unità su una superficie di 300 acri, quando le norme locali ne permettono fino a 300. La Oil Nut Bay e il North Sound Yacht Club di David V. Johnson dimostrano che si possono realizzare resort e complessi residenziali di alto livello senza rinunciare agli ideali di vita eco-sensibili. Le offerte immobiliari con standard di eccellenza abitativa riguarderanno tutti gli 88 villini familiari della Oil Nut Bay che non offrirà solo l’esclusiva proprietà del villino, ma garantirà la più bassa densità abitativa in tutte le BVI.
Ogni unità abitativa sarà un pezzo architettonico unico, diverso da tutti gli altri. Non mancheranno le attrazioni per rendere il soggiorno piacevole come il Kids Club, meglio conosciuto come il Nut-House, dove i bambini potranno trascorrere un’intera giornata all’insegna delle attività acquatiche, artistiche e sportive.
Ci sarà anche un Centro Natura dove si potrà conoscere la storia locale, la flora e la fauna dell’isola.
Il Beach Club sarà il centro di socializzazione per le famiglie residenti, il cuore della comunità. La candida spiaggia è protetta dalla barriera corallina, con accesso diretto a Eustatia Sound, l’oceano e il Sir Francis Drake Channel.
Se volete dare un’occhiata a come procedono i lavori dovete salire in barca: dal mare, dietro al Bitter End Yacht Club, vedrete apparire un sogno.

Architettura fa rima con natura

9 luglio 2009 da Alice

Alle Isole Vergini Britanniche è normale incontrare persone interessanti.

Prima di tutto la gente del posto, simpatica, allegra ed ospitale come il DNA caraibico comanda.
Poi ci sono gli innamorati della vela: arrivano a bordo delle loro barche, piccole e grandi, o in aereo, per poi noleggiare, immediatamente, una barca per veleggiare con i generosi soffi degli alisei. Gli stessi turisti sono sempre un po’ speciali perché scegliere le BVI con meta di un viaggio significa avere una spiccata sensibilità verso la bellezza e una forte attrazione per le emozioni vere, difficili da dimenticare. Infine, può succedere di conoscere persone che hanno un carisma particolare.
Recentemente ho avuto la fortuna di incontrare un uomo che fa parte dell’esclusiva categoria dei “realizzatori di sogni”. Si chiama David V. Johnson ed è il presidente della Victor International Oil Nut Bay.

David non è originario delle BVI. La sua storia, come quella della Oil Nut Bay, parte dal Michigan. Quando aveva vent’anni, David ha sfidato la prognosi medica che lo voleva in carrozzella per il resto della vita. Ora cammina, fa immersioni ed è uno dei più accreditati immobiliaristi nel panorama internazionale. “Immobiliarista” è un termine che a noi italiani fa venire in mente “mattoni e cemento”. Non è il caso del signor Johnson. quality-of-life-201Lui si occupa della creazione di ambienti residenziali e lavorativi nel pieno rispetto del territorio sotto il profilo sociologico ed ecologico. Lo straordinario talento professionale e creativo del suo team è uno degli elementi che rendono la Oil Nut Bay unica nel suo genere nella realizzazione di complessi residenziali qui alle BVI. Negli USA, David ha ottenuto numerosi riconoscimenti per la sua politica ambientale che prevede una regola ferrea: costruire e promuovere un’architettura in armonia con l’ambiente naturale. Ad esempio, è stato  proclamato ambientalista dell’anno dalla Michingan Chamber of Commerce. Maggiori dettagli nel prossimo post.

Tre passeggiate a Tortola, l’isola delle sorprese

1 giugno 2009 da Alice

Andiamo troppo di fretta. I francesi hanno inventato un’arguta battuta per prendere in giro chi va forte in auto: “ Ha dimenticato a casa il fazzoletto”. Corriamo, corriamo… e ci perdiamo il meglio.
Io ho riscoperto il gusto di passeggiare con calma alle Isole Vergini Britanniche. È vero, da queste parti non ha senso andare di fretta. Soprattutto a Tortola. Una bella passeggiata all’interno dell’isola è il modo miglore per apprezzarne le bellezze naturali. Camminando con un’andatura calma ho capito che è più facile concentrarsi sui dettagli. Vedi e apprezzi ogni minima cosa: una splendida conchiglia arancione proprio ai tuoi piedi, un gruppetto di fiori multicolori avvinghiati alle viti…
Anche le orecchie diventano più sensibili. Per me, il suono più magico di Tortola è il trillo del cuculo delle mangrovie. Ha l’abitudine di nascondersi tra le fresche foglie del fico.
Se giri l’isola in macchina o in taxi te la scordi questa fantastica collezione di suoni, immagini e profumi.
La mia passeggiata preferita è quella di Long Bay, una bella distesa di spiagge bianche, situata a nord dell’isola.beach.jpg Long Bay è lunga quasi due chilometri, ma vi giuro che non mi sento stanca dopo averla percorsa tutta; anzi, ogni volta provo una sensazione di benessere fisico.
La spiaggia di Long Bay è una scultura sempre diversa. Come una bambina, ogni volta rimango affascinata davanti alle sue trasformazioni. Long Bay è donna, cambia spesso vestito e i più belli li sfoggia di sera: una volta è ampia e bassa, un’altra sottile come un nastro, con le onde che arrivano fino alle piante di vite e agli arbusti di piante grasse che fanno da confine tra mare e terra. Anche la sabbia è civettuola: a volte è compatta e puoi camminarci facilmente; altre volte, se le onde sono alte e la sabbia viene continuamente rimescolata, è come camminare dentro un porridge. Non conoscete il porridge? È una specie di polentina fatta con avena, acqua e latte.
Preferisco passeggiare insieme ai miei pensieri, da sola. Unica eccezione alla sera, e in particolar modo a Long Bay. La gente del posto si ritrova qui dopo il lavoro e si incrocia con i turisti che soggiornano al Long Bay Beach Resort. Capisci subito chi sono i turisti dall’abbronzatura: hanno gradazioni che vanno dal rosa intenso al bronzo.
Da noi queste passeggiate serali le chiamiamo struscio. Ed il senso dell’incrociarsi e sfregarsi c’è anche qui, però a Long Bay lo “sfregamento” è più socializzante.

Anegada: piatta sul mare, rotonda di bellezza

10 maggio 2009 da Alice

Una rivista di viaggi inglese mi ha chiesto di scrivere un articolo su Anegada. Secondo voi, ho accettato o no?  Ho accettato, ho accetato… Ad una condizione però: due biglietti, andata e ritorno. Esclusivamente per voi, vi trascrivo i miei appunti personali di questa escursione di un solo giorno.
Ho buttato giù dal letto il mio amato skipper  molto presto perché il ferry da Road Town per Anegada parte alle sette del mattino. Il sacrificio di alcune ore di sonno è stato premiato: l’alba alle BVI è uno spettacolo da brivido.  Per il primo tratto di viaggio siamo stati sulla parte superiore del Ferry, poi abbiamo dovuto spostarci sul ponte coperto a causa del forte vento, così ho potuto  leggere il mio libro senza litigare con le pagine svolazzanti. Dopo circa un’ora ecco profilarsi chiaramente dal finestrino la sagoma di Anegada  con i suoi alti alberi di ananas. Ed ecco  il Reef di Horseshoe, una delle barriere coralline più vaste del mondo. Si snoda  come una lunga coda attorno all’isola.
Anegada è notoriamente piatta. Lo svela anche il suo nome di origine spagnola: isola sommersa, annegata. Ma attenzione, è piatta solo perché il suo terreno compatto come la roccia è a zero metri sul livello del mare, mentre è bella rotonda in fatto di bellezza e fascino… Il suo ecosistema è completamente diverso da quello delle altre Isole Vergini Britanniche. Per scoprirlo basta noleggiare un’auto.
Ci siamo diretti a nord e abbiamo fatto una piccola tappa a Bone’s Bight (probabilmente il nome di qualche pirata), per fare una passeggiata sulla spiaggia; poi ci siamo diretti verso la foresta dell’interno. Il mio skipper mi ha buttato lì un’acuta osservazione: “Se per ammirare la bellezza di un fiocco di neve occorre il microscopio,  la bellezza di Anegada va vista in un solo colpo d’occhio”.anegada_beach_bg.jpg
Non lo pensavo così romantico!
La foresta di Anegada è il paese delle meraviglie: splendidi fiori, arbusti spinosi, piante grasse ed eleganti orchidee mozzafiato che crescono avviluppate ai cespugli. Mentre camminavamo, all’improvviso, arriva una magia. Poco al di sotto del sentiero,  più di cento fenicotteri rosa ci stavano guardando dal Red Pond. Che spettacolo!!
Eppure Anegada non è solo famosa per la sua natura: le aragoste che si gustano qui sono leggendarie. La gente del posto le chiama card e le cattura al largo del reef . Noi le abbiamo assaggiate a Pomato Point sulla costa occidentale dell’isola: esageratamente deliziose!
A fine pranzo abbiamo visitato il museo di Pomato Point, all’interno dello stesso ristorante. Sono esposti oggetti trovati nei relitti tipo monete, anfore e argenteria varia recuperata dal fondo del mare. La collezione è di proprietà di Wilfred Creque, un abitante dell’isola. Più di 200 barche hanno fatto naufragio nei pressi del reef di Anegada nei secoli scorsi.
Il mio skipper dice che chi governava quelle barche non ci sapeva fare… Lo so: oltre ad essere romantico è anche un po’ spaccone :-)

Are you an island hopper?

18 gennaio 2009 da Alice

Se sì, se anche voi come me immaginate e desiderate una vacanza non statica, cambiando isola ogni giorno, senza dovere programmare un viaggio in un “pacchetto chiuso” prima di partire, mi permetto di suggerirvi una possibile scaletta dei vostri spostamenti e delle cose da non perdere.
Ovviamente, è un’ipotesi assolutamente personale che riflette i miei gusti e costruita con l’esperienza di tanti viaggi nelle British Virgin Island. Mettiamo allora che io abbia dieci giorni a mia disposizione, e che abbia scelto di non trascorrerli tutti in barca a vela.
Dopo l’arrivo a Tortola, mi fermerei un giorno ad esplorare l’isola, noleggiando uno scooter per esempio, e percorrere la strada che lambisce l’isola nel versante nord, il più selvaggio. Poi prenderei il ferry che tutti i giorni collega Tortola e Jost Van Dike: è un piccolo postale che in un ora e mezza raggiunge la fantastica isoletta. Alloggerei sicuramente al piccolo Sandcastle Hotel che ha i bungalow sulla riva di White Bay, una delle spiagge più belle dei Caraibi. Il quarto giorno tornerei a Tortola e da lì un altro ferry per l’isola di Virgin Gorda. Mi fermerei a Virgin Gorda minimo due giorni, per non perdermi una giornata sulla sabbia di Savannah Bay ed un’altra tra i graniti di The Baths. A Spanish Town, il minuscolo e unico villaggio, andrei al porto e mi prenoterei per un uscita con un centro diving per andare a fare un’immersione nelle secche della piccola Dog Island. A questo punto, tornerei a Tortola per recarmi all’aeroporto di Beef Island e contratterei un volo col piccolo aeroplano che raggiunge in 30 minuti la pista di sabbia di Anegada. Lì consumerei i miei ultimi tre giorni soggiornando al Reef Hotel. Trascorrerei le giornate tra il turchese del mare e le strade bianche da girare in mountan bike (la si noleggia nell’hotel), per vedere ogni laguna ed ogni spiaggia della vasta isola tutta di sabbia corallina.trasparenze1.JPG
Certo, per godere della variegata natura delle BVI  in ogni sua espressione, servirebbero tanti in giorni in più. Ma vi assicuro che se deciderete queste tappe, tornerete a casa sbalorditi e innamorati.
Col blu negli occhi e le trasparenze tatuate sulla pelle. Parola di Alice.

Anegada, l’essenza di un’isola

23 dicembre 2008 da Alice

Le isole sono sempre territori unici ed irripetibili, che vivono di propria, ciascuna isolata da mare, ciascuna con una propria identità. Dire quando e come un’isola è più bella di un’altra mi è sempre stato difficile. Ognuna ha sempre avuto una ragione che non era uguale a nessun altra. Eppure, ci sono isole che io chiamo “archetipo” e che possiedono l’essenza di un genere espresso con assolutezza.
Anegada è così: non ha foreste, né promontori, né vere insenature. flukes-2000-map-500x335.jpgÈ, potrei dire, la forma più essenziale di un’isola. Anegada che in spagnolo voleva dire “sommersa”: una lingua di sabbia lunga diciannove chilometri; un’altezza che non supera i sei metri; una laguna corallina che la circonda ininterrottamente, creandole un anello intorno di turchese puro.  A terra, solo sabbia. Sulla sabbia, una pista di atterraggio per piccoli aeroplani, piccole casette sparse per duecento anime, un hotel che non può che chiamarsi Reef Hotel. Se non vi piace il mare non andate ad Anegada. Se non vi piace immergervi tra i relitti affondati nei coralli, scegliete un altro luogo. Se amate vivacizzare la serata con qualcosa di diverso dalle stelle, rimanete nelle isole più inclini alla mondanità.
Sarete invece al vostro posto se vi piace vivere gli estremi naturali. Se guardare il mutare dei blu e dei celesti di una laguna immensa, non vi stancherebbe mai. Se quello che cercate è il significato più profondo di un atollo. Ovvero, l’affioramento di voi stessi nella radiosità della natura.

Maquita: bella ma non solo

20 novembre 2008 da Alice

Come ormai succede in quasi ogni angolo del mondo, anche le British Virgin Island hanno il loro concorso di bellezza suelikas-pics-056.jpgper eleggere la miss dell’anno. Un’amica che vive a Virgin Gorda mi ha mandato la foto della vincitrice, la Miss BVI 2008/2009, Maquita Richards. Ha ventidue anni e si è contesa la corona con altre veneri nere: tutte belle, non c’è che dire.
Ma quel che mi ha favorevolmente colpito è la formula del concorso, che non premia solo e soltanto l’avvenenza. Tra i dieci premi dispensati, Maquita ne ha vinti quattro, più di ogni altra concorrente. Non ha vinto, per esempio, quello di Miss Swimwear, ma si è portata a casa quello di Miss Intellect, di Miss Talent, di Miss Traditional Wear, oltre appunto a quello supremo di Miss BVI.
Dunque, se due più due fa quattro, mi viene da pensare che conquistare il titolo non è stata solo questione di gambe lunghe e affusolate; bensì anche di talento, intelligenza, memoria delle tradizioni. Finalmente, un concorso che premia la bellezza vera, che è quella che va oltre le apparenze!

Una casa non solo da sfogliare

5 novembre 2008 da Alice

Sarà capitato anche a voi di sfogliare una rivista di architettura e arredamento e scorrere pagine e pagine di scatti fatti in dimore strepitose, tanto strepitose da chiedervi “ma esistono? O sono soltanto esercizi di stile di un architetto geniale e visionario, edificate con un senso astratto e non già un intento pratico di viverle?”infinity pool Katitche Point Great Villa
Quella di cui voglio parlarvi non soltanto esiste ma va vissuta: si può soggiornare in una delle sue suite, e sperimentare l’ebbrezza di abitare una villa da sogno che Architectural Digest non è riuscito ad illustrare in meno di 10 pagine: si tratta della maestosa Katitche Point Greathouse, progettata dall’architetto londinese Michael Helm.
Cos’ha di speciale questa villa? Innanzitutto la collocazione, che più felice non si può: sorge a Virgin Gorda, al limite della radiosa spiaggia di Savannah Bay, su un promontorio di granito.
La struttura è area, leggera, ariosa e sembra fondersi con cielo. Allo stesso tempo, ogni livello della villa si compenetra col mare, crea una sorta di continuo trompe-l’oeil fondendo gli spazi luminosi degli interni e delle terrazze rivestite in tek con i turchesi accecanti della laguna tropicale. Bagliori cristallini che sembrano davvero proseguire nella piscina sapientemente disegnata al margine del patio, come sospesa sopra i magici fondali dell’isola.
Non da meno sono gli interni, amaca di Katitche Point Great Villapavimentati in arenaria di corallo, arredati con il gusto che solo la vera architettura riesce a fare dialogare con le bellezze naturali. La chicca che vi consiglio di provare è il “rifugio” nella mansarda della Great Villa: un’amaca e tanti caldi cuscini sotto un cielo stellat, un buon libro e una tazza di tè sono la conclusione ideale di una beal giornata passata in giro per le spiagge dell’isola!

Estremo calore, estrema semplicità ed ogni possibile agio.
C’è solo una controindicazione per chi decidesse di soggiornarvi: è il rischio che Katitche Point vi catturi al punto di sottrarvi al resto e monopolizzi l’intera vostra vacanza alle BVI. Ve la sentite di correrlo?