Sunfun Gospel: tutta l’ironia caraibica nel nuovo libro di Julian Putley

20 maggio 2009 da Alice

bvi_julian_putley_sunfun_calypso.jpgCi ho preso gusto ha presentarvi i libri che raccontano, con sfumature e tagli diversi, le Isole Vergini Britanniche. Cosa volete, è più forte di me: la letteratura che ha come sfondo posti meravigliosi o tratta di viaggi mi piace da impazzire. Oggi vi voglio presentare un autore locale, Julian Putley.
Questo personaggio, che tra l’altro è anche capitano, ha scritto diversi libri sulle BVI. Virgin’s Tresure Isle (L’isola vergine del tesoro, un titolo che fa il verso al capolavoro di Stevenson), narra le vicende reali di pirati e tesori sulla Norman Island. La guida The Baths e A to Z of the Sea (Il mare dalla A alla Z) prende in giro, con toni umoristici,  il mondo della navigazione. Diciamocelo: è vero, spesso chi va per mare se la tira. Ne so qualcosa io con il mio amato skipper…
Un altro suo libro, Sunfun Calypso, è diventato anche una fiction.
Se vi piace la satira, potete passare delle piacevoli ore e spesso vi scoprirete a sorridere. Tutto gira attorno alla vita caraibica e alle avventure di un capitano di yacht. Il nuovo libro di Putley è uscito fresco di stampa a febbraio. S’intitola SunFun Gospel, e questo la dice lunga sulle capacità di marketing del capitano scrittore: se è andato bene il primo Sunfun, andrà bene anche il secondo. Senza svelarvi troppo, ecco il succo della storia. sunfun-gospel.jpg
Siamo sull’isola di Dominada (pura invenzione, non esiste). Un miracolo cambia la tranquilla vita degli abitanti di quest’isola. Il pastore Frazer rinasce cristiano e comincia a fare sermoni nella chiesa parrocchiale. Ordinato sacerdote comincia a fare affari raccogliendo denaro durante le serate di canti Gospel.
Tutte le storie hanno un filo conduttore: la guerra delle banane. L’organizzazione mondiale caraibica per il commercio delle banane ha decretato che presto questo frutto non avrà più sbocchi commerciali verso il mercato europeo. I piantatori cercano di salvare le loro piantagioni che si stanno impoverendo. Ma ecco che arriva l’uomo cattivo, il presidente della United Fruti Company, che vuol prendersi tutto con una manciata di soldi e… Mi fermo qui, così non vi tolgo il gusto di leggerlo!
La parte a mio avviso davvero spassosa e interessante del libro è la descrizione minuziosa della gente locale: rifugiati, devoti parrocchiani, muscolosi contadini, un rasta fumatore di ganja, un poliziotto pasticcione, un politico corrotto, seducenti ragazze, un gruppo di cantanti di gospel e un intero gruppo di visitatori a bordo di uno yacht…
Se amate la colorita cultura caraibica e lo stile di vita beato dei suoi abitanti, dovete comprarlo. Un consiglio: leggetelo comodamente sdraiati sulla spiaggia, all’ombra di una palma o sul ponte di un lussureggiante yacht. Alle BVI, of course!

Viaggiatori pionieri: le BVI prima dell’era del turismo

15 maggio 2009 da Alice

Ho avuto la fortuna di scoprire un libro stupendo, intrigante già dal titolo: “Travels with Myself and Another”. Lo ha scritto Martha Gellhorn, un’intrepida giornalista corrispondente di guerra. In Italia è stato tradotto da Guido Lagomarsino ed edito da FBE nella Collana La Mongolfiera. In poco più di 300 pagine, Martha racconta cinque “horror trips” (cinque orribili viaggi) vissuti in prima persona e con “qualcuno” accanto. Sapete chi è questo “qualcuno”? Ernest Hemingway! Martha ed Ernst si erano sposati nel 1940 e il viaggio raccontato alle BVI risale al 1942.
Il bello del libro sta proprio in quella data, perché dalle pagine emerge la fotografia di com’erano le BVI prima dell’era del turismo, degli yatch, delle strutture alberghiere.
Invidio Martha perché anch’io avrei voluto scoprire da pioniere Tortola e le altre isole.
Non c’erano porti d’attracco, né aeroporti. Di banche neanche l’ombra. L’energia era prodotta da piccoli generatori a diesel. Quando Martha approdò a Tortola nel 1942 trovò ospitalità nella guesthouse Social Inn, gestita da privati sulla Main Street. La sua camera era quasi nuda, la pioggia entrava dal soffitto e da sotto la porta. Indovinate chi c’è oggi in questo storico edificio, rinnovato e ampliato? L’emporio di spezie e la galleria d’arte Sunny Caribbee, di cui vi ho parlato alcuni post fa.
Durante il suo viaggio Martha scopre un’icona delle BVI di allora: l’island loop, la corvetta delle isole.
Queste tradizionali imbarcazioni trasportavano i prodotti dell’artigianato locale da Tortola a St Thomas per venderli in cambio di cibo. Per Martha queste corvette furono l’unico mezzo di trasporto che lei usava per spostarsi durante i suoi viaggi, aiutata da un giovane capitano locale chiamato Carlton De Castro, che ne possedeva una da 30 piedi chiamata Pilot.
Già che ci sono vi segnalo un altro bel libro, “Two on an isle”, stampato nel 1953. Nel 1958 uscì anche un film, Virgin Island, con Sydney Poitier e John Cassavetes. Oggi il libro è introvabile, ma il film è disponibile in DVD da Pusser’s Company Store a Road Town e da Pusser’s Marina Cay.
È stato scritto da altri due intrepidi pionieri che arrivarono alle BVI nel 1937: Rob and Rhodie White. Si erano appena sposati negli Stati Uniti quando la depressione economica li convinse a fuggire.
Giunti a Tortola, iniziarono a cercare un posto ideale per poter realizzare il loro sogno: trovare una piccola proprietà. Con una corvetta acquistata per pochi soldi e dopo parecchi viaggi per mare, approdarono a Marina Cay. Qui costruirono la loro prima dimora, all’ombra di un piccolo albero di fico, all’estremità della spiaggia di Privateer’s Bay. A Marina Cay la casa dei White è stata trasformata in un accogliente bar-libreria della catena Pusser’s  che propone ristoranti e negozi insieme. Non ci crederete,
ma il piccolo albero di fico descritto da Robb nel suo libro si può vedere sulla spiaggia proprio davanti all’ingresso del Pusser’s Restaurant. Io l’ho visto.

Il pirata che c’è in me

28 dicembre 2008 da Alice

Chissà perché, i pirati e le storie di pirateria suscitano sempre simpatia e a volte, persino un sentimento di complicità.
Forse perché alle loro vite si mescolano epopee e leggende. Forse perché ci fanno immaginare isole inviolate e lotte con le forze del destino, condotte con temerarietà e coraggio. Forse perché anch’io come molti di voi negli anni dell’infanzia, ho sognato qualche volta di essere pirata.
Inoltre, nei bagliori del Mar dei Caraibi, sembra sempre debba comparire da un momento all’altro un vascello di corsari.
Alle BVI  i pirati erano di casa. L’insularità e le mille insenature erano perfetti nascondigli dove temporeggiare in attesa di abbordaggi e di saccheggi.  Il più famoso della storia ha dato il nome al Canale Maestro delle Vergini, il Sir Francis Drake Channel, uno degli scenari velici più eclatanti dei Caraibi. In effetti anche Francis Drake era un eccellente marinaio. Ancor di più: nella seconda metà del ‘500 era vice ammiraglio della flotta inglese e fu il primo britannico a circumnavigare il globo.  Allora era facile rompere il confine della legalità e nonostante la Regina Elisabetta I lo onorò del titolo di cavaliere, compiva missioni decisamente piratesche.  Forse non efferate come quelle che un secolo più tardi segnarono la storia del pirata Barbanera, che coi suoi vascelli fece fuoco e fiamme nei Caraibi di quel tempo.
Diversa l’indole di Henry Morgan che nelle Antille era giunto da ragazzo, come schiavo. Il suo riscatto fu diventare bucaniere. E lo fece con tale carisma e convinzione tanto che a lui si attribuisce l’istituzione del Codice della Pirateria.
Insomma, se pure fuorilegge, i pirati erano comunque eroi del loro tempo. Lo testimonia il fatto che ancora oggi ne subiamo il fascino. E che ancora oggi, navigando tra le isole delle British Virgin Island,  quasi quasi ci sembra di scorgerne il veliero.
D’altra parte, il viaggio è anche libertà di sognare e immaginare, non credete?

Come un diario

16 luglio 2008 da Alice

Oggi non parlo di me ma di un mio amico, Francesco, che ha il dono di sapere trasmettere emozioni quando scrive, e l’appuntamento con il suo blog è diventato per me un piacere quotidiano. Ogni mattina – o quasi – quando clicco sull’iconcina del mio browser è fra i primi indirizzi che digito, pregustando il piacere di leggere i suoi “pensierini” o le sue “cattiverie”, o semplicemente di vedere cosa ha fatto oggi. Francesco è, oltre che appassionato di fumetti, un amante della vela, e amante delle mie isole :-)
Invito dunque tutti quelli che come me hanno voglia di iniziare bene la giornata a fare una visitina sul suo blog, senza trascurare il mio, ovviamente!

A man’s home is his castle until..

11 luglio 2008 da Alice

Sotto vedete uno dei tanti cartelli che la mia amica Regine ama tenere a disposizione dei propri ospiti

katitche_point_uno_dei_tanti_avvisi_per_le_porte.JPG

nella sua Katitche Point Greathouse: una fantastica, grande villa immersa nel verde, a picco sul mare che dispone di piscina varie stanze e suite che puo’ essere affittata tutta per sè oppure semplicemente “per stanza” come se fosse un hotel. E’ situata su uno dei punti panoramici che preferisco a Virgin Gorda, Katitche Point, appunto, e.. vi tengo col fiato sospeso.. presto ne scrivero’ con dovizia di particolari! :-)

buon weekend a tutti!