Vi ricordate del kitesurfer delle BVi… Marco Bava?

15 giugno 2010 da Alice

…sono sicura di sì! Per essere sicuri, date un’occhiata al post che gli ho dedicato tempo fa,  e mi rivolgo specialmente alle donzelle ;-)

Ebbene, Marco ci ha scritto! Leggete, leggete avidamente…

Ciao a tutti,
come sapete faccio il velista di mestiere ma sono altrettanto patito di kite surf e lo pratico ogni volta che posso. Lavoro su uno Swan di 30 metri e quando l’armatore viene a bordo per le sue vacanze, dalla nostra base al Bitter End Yacht Club ci spostiamo un po’ in tutto l’arcipelago.
Ci sono così tante baie ed ancoraggi che è difficile dire quali preferisco. Devo dire che ho un debole per Anegada che è uno dei rari atolli dei Caraibi: ha una laguna da far impallidire quelle del Pacifico.

Qualcuno mi aveva detto che ad Anegada, per via delle immense barriere coralline era difficile fare kite surf. Il mese scorso ci sono andato e ho provato a surfare anche là. È stato bellissimo volare sui coralli.

Inoltre, essendo l’isola molto bassa sul livello del mare, è sempre abbastanza ventilata, soprattutto nella sponda di nord ovest. Ma mi sono divertito molto anche davanti al Reef Hotel dove tra una surfata e l’altra ho approfittato di un lunch nel ristorantino della spiaggia.

I colori del mare ad Anegada sono così belli che ho deciso di fotografarmi.  Sì, ho bloccato la mia piccola macchina digitale sul bordo della “vela”, ho programmato una serie di scatti e mi sono lasciato portare dal vento.

E da lassù l’autoscatto ha fatto il suo dovere. Così dall’alto mi sono visto anch’io…

La manager senza bici

4 giugno 2010 da Alice

Donne delle BVI, nona puntata. Questa volta vi voglio parlare di Rosa Restrepo Conway. Da piccola non aveva il televisore, la bicicletta e la radio. Nata povera? Tutt’altro. I suoi genitori erano professori universitari. Forse un po’ rigidi: credevano che cibo e buona educazione fossero più importanti di tante altre cose. Quindi, niente bici. Peccato, un’infanzia senza bici è come un bignè senza crema. Per la televisione sono invece d’accordo, visto l’immenso vuoto che alberga nella casa del Grande Fratello, tanto per fare un esempio dei nostri giorni. Rosa è cresciuta con questo imput: ottenere ciò che si vuole solo con i propri mezzi dà più soddisfazione. E Rosa se n’è prese molte di soddisfazioni. Ha portato a termine i suoi studi grazie a numerose borse di studio. Oggi è Managing Director della Arias Fabrega and Fabrega Trust Co Ltd, una tra le maggiori compagnie finanziari delle BVI proprio per merito di Rosa. “Se non avessi dato il meglio di me stessa per le BVI, nessun’altra donna sarebbe riuscita a dirigere altre società fiduciarie. Le donne devono costantemente dimostrare di saper fare bene il proprio lavoro, perché è ancora molto diffusa l’idea che un uomo può farlo meglio di lei”. Come darle torto, è così anche in Italia. La consapevolezza di ciò che esattamente il lavoro richiede l’ha portata ad essere una delle donne manager con maggiore anzianità di servizio nel settore finanziario. Si potrebbe avere l’impressione che Ms. Conway sia una di quelle manager super impegnate che non hanno tempo per fare altro. Non è così. Da autentica appassionata d’arte com’è, ha fatto in modo che gli uffici della Arias Fabrega sembrino una vetrina dell’arte Panamense e delle BVI. Più di una dozzina di opere, le pareti dipinte in giallo e blu: più che un ufficio sembra una vera e propria galleria d’arte. Quando non lavora Rosa è moglie, madre e nonna. La famiglia significa molto per lei e spera un giorno di poter scrivere  un libro di storie familiari, perché le generazioni future possano conoscere i loro antenati. Sono sicura che la nonna Rosa ha regalato delle belle bici ai suoi nipotini.

I piccoli imprenditori crescono

28 maggio 2010 da Alice

Le piccole e medie industrie sono la colonna vertebrale dell’Italia, sperando che escano con la schiena dritta dall’attuale crisi planetaria. Anche alle BVI il “piccolo” va forte, e molta parte del merito va ad una donna, Delores Christopher, forse una delle più influenti donne d’affari dell’arcipelago. Mrs. Christopher inzia la sua carriera nel 1968 come pubblico dipendente, lavorando in vari dipartimenti per circa trent’anni. Il suo carisma prende forma negli ultimi dieci anni, da quando è Capo del Dipartimento del Commercio. Delores è riuscita a dare slancio alla piccola imprenditoria locale, aiutando e incoraggiando tutti coloro che volevano aprire una piccola attività. Un esempio eclatante è la storia del Crafts Alive, una piccola catena di negozi di artigianato locale di Wickham’s Cay. “Mi facevano pena quelle donne che dovevano spostarsi da un luogo all’altro per vendere i loro prodotti. Ho pensato alla creazione di questa catena di negozi dell’artigianato per dare una spinta iniziale a queste donne, per incrementare i loro affari”. Delores è consapevole che nel suo ruolo è fondamentale avere una forte dedizione al servizio per gli altri, perché solo così dai il meglio, anche se spesso i risultati non sono immediati e si vedono solo quando magari tu te ne sei già andata via. Per spiegare questo concetto, Delores ama citare uno dei suoi proverbi africani preferiti: “Gli anziani hanno piantato alberi alla cui ombra non si sono mai seduti”. Ma, si sa, i sacrifici di oggi sono parte di un disegno che serve per sostenere i popoli negli anni futuri. Delores è una delle fondatrici dell’annuale Fiera Natalizia che si organizza sulla Main Street per promuovere in tutte le BVI i prodotti tipici nel periodo natalizio. Questa donna dalle mille risorse ha anche lavorato negli anni novanta al Eastern Caribbean Promotion Service (ECIPS) suggerendo strategie di marketing e servizi alle piccole imprese locali. “Ci occupavamo di promuovere negli Stati Uniti e Canada le otto città della regione meridionale del nostro territorio; mi sono fatta una grande esperienza dei numerosi problemi economici che le piccole società come le nostre devono affrontare”. Il suo obiettivo è quello di aiutare la popolazione delle BVI a pensare e sognare in grande. “Se possiamo essere forti e lavorare assieme come popolo, possiamo realizzare grandi cose, e la gente deve saperlo”. Mrs. Christopher attualmente dirige a Road Town il Moods Indigo, un’attività di home décor, perché “la vita è un viaggio e io sono pronta a tutto ciò che il futuro mi riserverà”.

Le Vergini di sua Maestà

23 aprile 2010 da Alice

Ogni tanto ci si imbatte in questi bei reportage su un magazine di viaggio, avete presente quelli che vi fanno sognare a occhi aperti?
Se poi i reportage in questione parlano delle Isole Vergini Britanniche, meglio ancora, dico io!

E’ andata così: il mio amico Corrado, appassionato di vela e fortunato partecipante della Spring Regatta l’anno scorso, mi mostra alcune sue foto scattate durante il suo viaggio dello scorso anno: “wow” dico io! e subito dopo, trionfante, mi mostra un numero di Vela e Motore – datato febbraio 2010 – dove le stesse foto, corredate da un testo scritto da lui, fanno bella mostra di sè.

Che soddisfazione: le foto e i testi del mio amico, le “mie” isole presentate nella loro veste migliore agli amanti della vela, lettori del noto magazine di vela, ma anche a chi di vela non capisce niente, e si è semplicemente innamorato del mare, del sole, del ritmo del Caribe che pulsa nelle vene quando ci si trova alle Isole Vergini Britanniche, le Vergini sua Maestà!

Una Bava di vento…

3 aprile 2010 da Alice

Prima di Pasqua, cosa c’è di meglio che un po’ di adrenalina dalle BVI?

Tranquilli, nessun pericolo per il mio amato skipper:  il fascino di Marco Bava, 21 anni,
risiede nel semplice fatto che vive alle  BVI ed è diventato una giovane star del kite surf.

Una dimostrazione pratica? Date un’occhiata a questo video e poi mi dite che ve ne pare…

intanto, Buona Pasqua! :-)

Il giudice Justice

21 gennaio 2010 da Alice

Entra la Corte, silenzio in aula.
Alziamoci, nel nostro blog fa il suo ingresso Justice Indra Hariprashad Charles, giudice alla Suprema Corte dei Caraibi orientali.
Certo che una donna con un nome così, Justice, aveva il destino segnato. Prima di diventare giudice, Justice ha coperto il ruolo di Ufficiale capo alla corte suprema dei Caraibi orientali a fianco di giudici come Sir Lascelles Rowbotham, Rt. Hon, Sir Vincent Flossac e questo le ha permesso di osservarli nel loro lavoro. Justice ha fatto tesoro di quegli anni di lavoro come Ufficiale capo, una bella esperienza che le è servita per raggiungere la sua attuale carica dietro il banco. Justice Charles è nata nella Guyana, ma è cittadina di Saint Lucian, dove ha svolto praticamente quasi tutta la sua carriera lavorativa. Dopo la laurea in legge, il suo primo impiego è stato quello di Alto Ufficale della High Court e un anno dopo, è stata nominata Magistrato, la più giovane nella storia di Saint Lucian, attività svolta fino al 1992. Sei anni dopo è diventata giudice. All’inizio della sua carriera universitaria voleva entrare in politica, ma poi si è decisa a seguire la strada della magistratura già segnata, secondo me, dal suo nome. E poi per fare politica devi essere molto aggressiva e intransigente, caratteristiche estranee alla personalità di Justice. Meglio fare il magistrato: devi essere molto più costante e coerente.
La scelta di Justice è stata vincente. Oggi è molto soddisfatta per i riconoscimenti che hanno ottenuto i suoi casi in ambito civile e commerciale, fin dal suo arrivo nelle BVI: “Le cause commerciali sono sempre state per me di grande interesse” ammette “e mi piacerebbe continuare a seguirne altre”. giudice
Ma la sua più grande ambizione è quella di riuscire a diventare la prima donna a capo della Suprema Corte di giustizia dei Caraibi orientali, la più alta carica disponibile in quella regione. La sua ascesa a giudice è avvenuta in un momento in cui esisteva una sola altra donna con le sue stesse mansioni, e attualmente lei è quella che ha lavorato più a lungo con questo incarico. “Sono molto contenta e soddisfatta del mio lavoro e spero di essere sempre ricordata come un giudice onesto, grande lavoratrice, impegnata a trasmettere i valori e gli ideali di onestà, giustizia, imparzialità e verità”.
Chissà se anche i giudici delle BVI indossano il mantello di ermellino. Con il caldo che fa…

Dietro a 64 pagine c’è una donna

16 gennaio 2010 da Alice

Se pensate che alle Isole Vergini Britanniche le notizie si spargano nell’arcipelago per via “barca” attraverso la voce dei pescatori, vi sbagliate di grosso. Questa visione romantica dei luoghi lontani mi ricorda un tipo che ho conosciuto a New York nei primi anni ottanta. Saputo che ero italiana, mi chiedeva se anche noi avevamo la TV a colori, il frigorifero e il computer…
Chi vede le BVI come meta da “buon selvaggio”, posso rassicurarlo che anche oggi può trovare luoghi incontaminati, natura pura, baie deserte, antichi usi e costumi, eccetera eccetera. Però, sappia che anche qui ci sono fior di alberghi, marine super attrezzate, acqua calda e fredda, computer e un grande quotidiano: The BVI Beacon. the_BVI_BeaconQuesto giornale, edito a Tortola dal 1984, mi offre lo spunto di presentarvi un’altra grande donna delle BVI.
Si chiama Linnell Abbott ed è l’editore e il redattore capo del più accreditato quotidiano delle BVI. Linnell dirige The BVI Beacon dalla sua nascita. Ultima dei suoi fratelli a trasferirsi negli USA, ha sempre sentito il bisogno di ritornare nella sua terra, come disse una volta a sua madre: “Devo ascoltare il mio cuore”.
Proprio allora si convinse che le BVI avevano bisogno di un grande quotidiano. Laureata  in sociologia alla Columbia University School nel 1975, si è poi specializzata in giornalismo. Le sue prime esperienze lavorative le ha coltivate nella divisione Pubbliche Relazioni della Dow Jones and Co., editore del Wall Street Journal. Inizia così la sua lunga carriera lavorativa svolta con autentica passione, energia e quel pizzico di curiosità e molto amore verso le persone. Nel corso di 23 anni la storia del BVI Beacon ha avuto una forte crescita: dalle 12 pagine originarie, il quotidiano ne conta oggi 64, grazie alla grande creatività e passione di tutta la redazione diretta sapientemente dalla Abbott.
Sebbene il suo sia un lavoro impegnativo, lo considera il più bello del mondo. In una recente intervista ha dichiarato: “Penso che valga la pena dare un contributo alla mia città natale in questo momento così particolare del suo sviluppo; voglio contribuire a far crescere la sua storia. Cosa ho ricevuto personalmente e professionalmente dal mio lavoro? Grandi soddisfazioni, perché ho dovuto contare esclusivamente sulle mie capacità; non c’erano molti soldi all’inizio e anche se ero alquanto sfiduciata, ho sempre cercato di riportare le notizie in modo sincero e reale. Ero convinta che solo così avrei potuto dare un nuovo impulso di qualità al giornale”. Oltre ad occuparsi quotidianamente del The BVIBeacon, Ms. Abbott è vicepresidente della Commissione di regolamentazione delle telecomunicazioni. Ciò è la prova lampante che alle BVI ci sono la TV a colori, i cellulari, internet e le stazioni radio.

Volare basso non serve

12 gennaio 2010 da Alice

La prima figura femminile delle BVI che vi presento è Joycelyn Murraine. Conoscerla è stata una scoperta: è una donna in carriera che non pensa alla carriera, perché, da sempre, mette al primo posto il bene della comunità. Nata ad  Antigua e cresciuta in Gran Bretagna, Ms. Murraine è diventata Managing Director della Scotiabank Limited nell’ottobre del 2005.
Figlia di un autista e di una domestica, la sua escalation è il frutto di determinazione e passione, una miscela propulsiva che l’ha lanciata in alto. Ha sempre ascoltato le persone che le hanno trasmesso l’etica del duro lavoro e del coraggio, prima fra tutte sua madre.
Joycelyn sapeva bene che le donne della sua generazione non hanno mai aspirato a cariche manageriali, anche quando il muro dei pregiudizi è crollato. Per superare gli ostacoli lei ha dovuto lavorare il doppio: JoyceMurrainea“La cultura dell’organizzazione è cambiata e  il nostro obiettivo è ora è quello di inserire le donne nelle posizioni leader”.
Sotto la sua dirigenza la Scotiabank delle U.S. Virgin Islands ha ottenuto molti riconoscimenti, come il  Best Bank Overall e il Best Mortgage Lender. Oltre a fare bene la manager, ha fatto altrettanto bene altre cose, come crescere un figlio, diventare una nonna felice, essere membro del locale Rotary Club, del Lyons Club e dell’Associazione dei Bancari delle BVI. Alle giovani donne Joycelyne lancia questo messaggio: “Cercate di capire quali sono le vostre aspirazione e vedete sempre il bicchiere mezzo pieno invece che mezzo vuoto!”. E ama citare un brano dal libro Return to Love di Marianne Williamson’s: “Volare basso non serve per migliorare il mondo. Non c’è niente che illumini di più del sapere che altre persone possano sentirsi insicure. Siamo nate per manifestare la gloria di Dio”. Ancora qualche anno di duro lavoro e poi Joycelyne spera di passare molto più tempo assieme al nipote, di viaggiare e lavorare per l’emancipazione delle giovani donne.

Kats, che bello!

20 novembre 2009 da Alice

Non sono una patita di calcio, ma ho letto che in Italia le grandi società di Serie A hanno trascurato il settore giovanile. Un vero peccato perché, nello sport come in qualsiasi altra attività, è fondamentale investire sui giovani. In questo senso, una bella lezione arriva dalle piccole Isole Vergini Britanniche. Loro non hanno Kakà, ma KATS: Kids And The Sea, i Bambini e il Mare, il programma di sport acquatici per i giovani promosso dal governo delle BVI.
Tutto iniziò nel 1990 quando Tom Gerker, un uomo d’affari caraibico, decise di trasferire i corsi di vela proposti dal Rotary Club sull’isola di St. John anche nelle BVI, e precisamente a Tortola. Questo programma di sport acquatici è rivolto a tutti i giovani, locali e turisti. Kats prevede diverse tipologie di corsi per giovani dai 5 anni fino 18. Sono tre i corsi da seguire per completare il programma. Ogni corso prevede degli step che vanno superati per poter accedere a quello successivo. Il più importante è quello di vela, ma si possono seguire anche i corsi di scuba diving e di windsurf.
Si inizia dai fondamentali, come si dice a scuola, dall’ABC: il corso di nuoto e abilità in mare. L’obiettivo non è di diventare dei campioni, ma di acquisire sicurezza e familiarità con l’elemento acqua. cmpcup2000cFortunati questi alunni: hanno la palestra acquatica più bella del mondo, il mare caraibico! Quindi, si accede al corso di vela, il top che si possa trovare alle  BVI. Ogni anno c’ è una lunga lista d’attesa per iscriversi, dato il grande successo ottenuto negli ultimi sedici anni. Le lezioni si suddividono in tre livelli a seconda dell’abilità dei partecipanti. Il “gran finale” del programma di vela KATS è la Chief Ministers Cup che si tiene a Tortola, e che prevede un tour nei caraibi della durata di tre giorni. I partecipanti gareggiano in classe IC 2: da qui uscirà il miglior team della categoria. Di lunghe file per partecipare al Grande Fratello, qui alle BVI, nemmeno l’ombra.

Paul Cayard: numero da fuoriclasse alle BVI

21 settembre 2009 da Alice

I fedeli lettori di Caraibi Blues sanno che da un po’ di tempo a questa parte ogni tanto infilo nei miei testi un riferimento al “mio amato skipper”. Non svelerò mai il suo nome e comunque non è Paul Cayard.
Lo dico perché leggendo questo pezzo qualcuno potrebbe trarre delle conclusioni errate. Parlo di Cayard perché durante la Pro Am dello Scuttlebutt Offshore Championship, regata annuale tra i lettori di Scuttlebutt organizzata dal Bitter End Yacht Club di Virgin Gorda, ha stupito tutti con un colpo da fuoriclasse. Ecco come è andata. cayard_BVI
Nel bel mezzo del race è esplosa una sartia del suo IC26. Molti avrebbero maledetto la sorte e perso del tempo prezioso. Non Cayard. In un lampo, ha ceduto il timone ad un membro del suo equipaggio e, con la drizza dello spinnaker tra i denti, è salito a braccia in testa all’albero approntando una sartia di fortuna. Poi, con tutta calma, ha ripreso il timone ed è andato a vincere la regata.
Chi sconosce il mondo della vela sa chi è Cayard e non sarà stupito di quest’ultima impresa. Paul è salito a bordo di una barca per la prima vota a nove anni. Risiede a San Francisco ma, da buon marinaio, è sempre in giro. Uno dei suoi posti preferiti sono le acque e le isole delle BVI.
È stato il primo skipper americano ad aggiudicarsi nel 1998 la Whitbread Round the World Race a bordo dell’ EF Language. Nel 2005-2006 Paul era al timone del Pirates of the Caribbean, barca della Disney, nella Volvo Ocean Race, conquistando la tappa finale -fino a Goteborg – e piazzandosi al secondo posto della classifica generale.
Sette volte campione del mondo, è un veterano dell’America’s Cup, avendo partecipato a cinque edizioni, oltre ad aver preso parte a due Olimpiadi. Il suo traguardo più prestigioso l’ha raggiunto nel 1988 con la conquista del Star World Championship.P1090760_pnormal
Tra i premi ricevuti l’ammissione alla Sailing World Hall of Fame nel 2002 e l’elezione nel 1998 a Rolex Yachtsman of the Year.
Figlio di uno scenografo dell’Opera di S.Francisco, città in cui è nato il 19 maggio 1959, Paul Cayard come velista ha due padri putativi: l’americano Tom Blackaller, che conobbe quando aveva 18 anni e fece di lui un grande timoniere di Star (classe di cui nel 1988 è stato campione del mondo) e Raul Gardini, che a 25 anni gli affidò il timone del suo maxi Il Moro, e a 29 anni gli affidò la gestione della sfida miliardaria del Moro di Venezia per la Coppa America 1992, a San Diego.
Il “mio” skipper del cuore, ve lo giuro, ha sul suo comodino la foto di Paul Cayard.
Con soddisfazione vi dico che c’è anche la mia, ed molto più grande! ;-)