La straordinaria storia di Foxy Callwood, Membro dell’Eccellentissimo Ordine dell’Impero Britannico

25 maggio 2009 da Alice

Vi voglio raccontare una storia strana, ma proprio per questo, interessante.
Tutto inizia dall’OBE, l’Eccellentissimo Ordine dell’Impero Britannico (The Most Excellent Order of the British Empire). Parole pompose adatte a definire l’ordine di cavalleria britannico istituito da re Giorgio V il 4 giugno 1917. Quest’ordine è composto da cinque classi.
Per la nostra storia conta conoscere solo l’ultima, la MBE (Member of the Order of the British Empire).
Attualmente la lista degli iscritti al MBE compre alti funzionari al servizio del paese: professori, uomini politici, ricercatori scientifici, atleti olimpici, medici, ambasciatori e… il proprietario di un bar. Sapete dove è nato? Alle Isole Vergini Britanniche .
Il suo nome è da film: Philicianno Callwood di Jost Van Dyke, conosciuto in tutto il mondo come Foxy (vuoi vedere che è il papà di tutti i Foxy Bar?). Verso la fine di dicembre del 2008, il simpaticone di Foxy riceve una chiamata dal governatore David Pearey, che gli dà la bella notizia. ‘Mi disse di non parlarne a nessuno’ racconta Foxy. Qualche ora dopo la notizia di una grande festa per l’anno nuovo era già sulla bocca di tutti i clienti del Callwood’s Tamarind Bar, e giunse fino alla segretaria del governatore. Persino la BBC ne aveva parlato.
Nella notte di capodanno del 2008 Foxy sfoggiò una delle sue mise migliori: cappello di panama, abito bianco, occhiali con la scritta 2009 lampeggiante e uno dei suoi migliori sorrisi. Applausi scroscianti di oltre mille persone.
Siccome Foxy lo conosco anch’io, volevo scoprire come e perché gli era stato conferito un simile onore. Non lo sapeva nemmeno lui. In realtà Foxy è stato nominato ambasciatore in patria e all’estero per i suoi numerosi contributi dati al turismo e alla conservazione delle tradizioni locali. ‘Ciò servirà soprattutto per le nuove generazioni, perché capiscano che mantenere vive le tradizioni è un fatto reale, mentre abbandonare la tradizione per qualcosa di nuovo non è affatto reale’. Foxy è un personaggio richiesto e corteggiato. È stato addirittura invitato alla cerimonia di ventidue nuove investiture a Buckingam Palace, al Castello di Windsor e in altri siti regali. Ci ha pensato a lungo ma poi ha concluso dicendo: ‘Non voglio andare, è inverno, non è posto per me’. Foxy è un uomo felice, preferisce andar per mare a caccia di aragoste, suonare la sua chitarra e cantare le sue ballate.

Tempo caldo, Racing di fuoco: finisce alla grande la BVI Spring Regatta 2009

5 aprile 2009 da Alice

Chi si è svegliato questa mattina, 5 aprile, e ha guardato il cielo, non poteva crederci. Com’è possibile, proprio l’ultimo giorno della Spring Regatta, ritrovarsi il cielo coperto da nuvole nere? Vuoi vedere che piove e non vedremo un filo di vento?! Gente di poca fede: le BVI non deludono, non ti lasciamo mai in “braghe di tela”!! Ed infatti, le nuvole sono state solo una piacevole protezione solare e lungo tutto il Sir Francis Drake Channel ben 122 imbarcazioni hanno gareggiato con vento da 12 a 14 nodi. bvisr_3april.jpg
Ho aspettato le barche al loro rientro in porto. Per me è un momento magico osservare le facce dei vari equipaggi alla fine delle competizioni. Nei loro occhi ci puoi leggere un affascinante romanzo di avventura.
Il volto di Philip Lotz, proprietario e skipper di Arethusa, arrivata seconda dietro a Vincitore nella divisione A, era raggiante: “ Qui è tutto stupendo. Il prossimo anno ci ritorno e voglio convincere altri proprietari di Swan 42 a partecipare”. Nella divisione B, Three Harkoms ha vinto con un margine di sette punti su Lost Horizons II di Jamie Dobbs. Sulle labbra di James Heddleston , proprietario di Three Harkoms, ho letto questo bilancio:  “È una delle regate meglio organizzate a cui abbia mai partecipato da diverso tempo”.
Nella categoria C, il grande vincitore è stato Bad Girl, con dieci primi posti e un secondo: era veramente duro batterli. Spirit of Montpellier e Safir III si sono piazzati primo e secondo nella Performance Cruising A, mentre al terzo posto c’è Miss MaJic, un J/46, comandato dallo skipper portoricano Jim Baus. Nota di colore: a bordo di Miss MaJic c’era Ella, una protagonista assoluta della Spring Regatta. Ella non è una miss, ma una simpatica cagnetta. Un’altra particolarità di questa barca è che Baus e la moglie Heather hanno comprato Miss MaJic lo scorso anno ed hanno partecipato alla Spring Regatta assieme agli ex proprietari, con in quali  hanno stretto una grande amicizia. Una bella storia che poteva succedere solo alle BVI. In alcune classi c’è stata una lotta accanita fino all’ultima regata. Addirittura si è ricorsi al tie-break nella classe dei 30 metri modificati. L’ha spuntata Diva di Robin Tattersall, residente alle BVI.
Anche nella classe Bareboat A c’è stata battaglia.  Le tre migliori imbarcazioni hanno ottenuto tutte 14 punti in cinque gare, ma sono stati il californiano Justin Barton e Pressley King delle BVI  che si sono divisi lo scettro della vittoria arrivando primi a pari merito.
Gara fantastica anche nella classe Large Multihull, con Richard Wooldridge delle BVI che ha portato alla vittoria il suo trimarano Kelsall, del Team di Nanny Cay, davanti a Soma, un Formula 40. Questione di millimetri.
Prima di partecipare alla festa finale, preparo le valigie. Domani parto. Per mia fortuna avrò accanto il mio skipper del cuore. Sta già pensando alla prossima edizione della BVI Spring Regatta. Quanti giorni pensate che resista a Milano, vicino all’Alzaia del Naviglio Grande?

BVI Spring Regatta: per chi ha scelto di navigare in paradiso

4 aprile 2009 da Alice

Penultimo giorno della Spring Regatta edizione 2009.
Mi conosco troppo bene: dentro di me sta salendo un po’ di tristezza. Fra due giorni torno nel vecchio continente e dovrò salutare la mia spiaggia preferita, i colori, i profumi, la musica che amo di più, la gente stupenda del posto … Tanto per cambiare, anche oggi, 4 aprile, è una giornata meravigliosa. C’è un detto nel mondo velico che recita “Preferisco navigare a Cowes sotto la pioggia”. Cowes è una città posta sulla costa nord dell’Isola di Wight, ed è molto nota tra i velisti  per essere la sede di due famose regate, l’Admiral’s Cup e la Fastnet Race, spesso caratterizzate da un pessimo tempo. Qui alle BVI questo detto non lo condivide nessuno. Anzi, i partecipanti della Spring Regatta vi diranno “Preferisco navigare in paradiso”. Sole splendente, vento da 10 a 12 nodi, e ovunque gli occhi si posano sono abbagliati dalla bellezza dell’isola di Tortola e del mare che la circonda.
Nella Divisione  A, Vincitore, il Reichel Pugh 52 in fibra di carbonio, ha ottenuto un altro punto in classifica.
Nella Divisione B, un membro del team proveniente dall’Irlanda ha detto che sono arrivati alle BVI  nonostante la crisi economica dell’Europa. Si fanno chiamare Team Denial, team della smentita, e non ci sono dubbi che sono proprio stati smentiti, per via del loro attuale ultimo posto. Li ho incrociati al Regatta Village e mi sembra che, al di là dei risultati in mare, se la stiano godendo. In testa alla classifica si conferma Three Harkoms. Bad Girl di Rob Armstrong, continua a spadroneggiare nel Racing Class C.
Spirit of Montpellier, con lo skipper inglese David Yelloly, è andato in testa nella Performance Cruising A.
Ha fatto un buon lavoro mantenendosi allo stesso punteggio dell’americano Robert Radqay con  Safir III, un Arcona 460.  Antigua di Tony Sayer, sulla sua Beneteu First 42, nella gara Cruising B è arrivato terzo e avrebbe preferito altre gare più lunghe e con più vento. Come dargli torto: è così bello veleggiare alle BVI che si vorrebbe uscire in mare alle 8 del mattino e ritornare in porto alle 20 di sera.
Questo giorno perfetto si è concluso al Nanny Cay Village mangiando, bevendo e ascoltando della musica dal vivo. Kay Acott, della KA Yatch Charters, ha riassunto così la Spring Regatta “Rum, sole, balli e un po’ di navigazione”. Proveniente dal Regno Unito e al timone di un Beneteau First 40.7, sta già pensando di ritornare il prossimo anno. Mica scemo il ragazzo. bvi_sr_2april.jpg

Terzo giorno della Spring Regatta. Mille emozioni alla Nanny Cay Cup di Tortola.

3 aprile 2009 da Alice

Sono qui, nella mia isola preferita delle Isole Vergini Britanniche , Tortola. Ė sempre fantastico raggiungere le BVI ma, lo ammetto, da quando la storia sentimentale con il “mio” skipper va a gonfie vele, è ancora più esaltante.
Sì, è a bordo di una barca, ma mi verrebbe il naso lungo se vi dicessi che i mie occhi sono solo per lui. Il 2 aprile, ad esempio, si è svolta la Nanny Cay Cup a Road Town, e i miei occhi si sono felicemente persi nell’azzurro chiaro del cielo, per poi specchiarsi nei riflessi blu turchese del mare. Ė stato il tipico giorno in cui capisci perché le Isole Vergini Britanniche sono il luogo più splendido della terra. bvisr_4april.jpg
Gli alisei sono sati generosi anche in questo terzo giorno di regata: venti di 12-14 nodi hanno gonfiato le vele delle numerose barche concorrenti giunte dalla Nuova Zelanda, Olanda, Inghilterra, Irlanda, Russia e oltre. I velisti professionisti amano la Spring Regatta e ogni anno arrivano sempre più numerosi con le famiglie al seguito. Quest’anno c’è anche un cane a bordo di una barca!
Per la Nanny Cay Cup, il campo di regata è stato disegnato per far navigare la flotta sottovento da North Sound, Virgin Gorda, fino all’ingresso del Nanny Cay Marina di Tortola. L’elegante, iridescente scafo blu di Vincitore ha messo la sua prua davanti alla Tre Harkoms di James Hudleston.Ha ragione lo skipper di Vincitore, Colin Booth, quando dice che la sua barca veleggia relativamente bene in poppa, ma è nel lato di bolina che esprime le performances migliori.
Colin ha toccato la velocità massima di 26 – 27 nodi, mantenendo facilmente una media di 20 nodi. Vincitore ha raggiunto il traguardo con più di mezz’ora di vantaggio su Tre Harkoms. Terza Arethusa, di proprietà di Philip Lotz. Quarta, con solo quattro secondi di ritardo da Arethusa, Luxury Girl di Eldridge Guy.
Per gli appassionati della vela faccio la brava cronista e riporto anche l’ordine di arrivo della classe Bareboat:Cool Girl, barca della Rob Swain Sailing School, prima; BVI Team seconda;Justice, dopo un brutta partenza, terza.
Nella classe Cruiser, invece, ha vinto Agostino, un Beneteau First 42 di proprietà di Tony Sayer , precedendo di quattro minuti Beneteau First Anguilla S7, di proprietà di Ian Hop Ross.
Domani l’evento principale della BVI Spring Regatta inizierà con 121 barche a sfidarsi nel Sir Francis Drake Channel.
Per quanto mi riguarda, vado subito a sfidare un sontuoso piatto di pesce nel ristorantino della Nanny Cay Marina. Devo consolare il mio skipper: è arrivato ultimo.

Spring Regatta: attorno a Virgin Gorda, spettacolo in mare, divertimento a terra

1 aprile 2009 da Alice

Non potevo mancare al BVI Sailing Festival 2009, evento clou del mare dei Caraibi, animato da piacevoli feste ma soprattutto dai molti che danno un enorme prestigio alla Spring Regatta.

bvisr_vincitore.jpg1 aprile 2009, secondo giorno, secondo appuntamento per centinaia di barche, tutte impazienti di gareggiare. Un po’ le invidio le barche, grandi o piccole che siano, perché la loro prua taglia le onde di un mare meraviglioso, le loro vele si gonfiano ai baci degli alisei e i fortunati velisti che ospitano a bordo possono ammirare un paesaggio di una bellezza incredibile. Oggi è il giorno del Bitter End Yacht Club. Per chi non lo sapesse, il Bitter End Yacht Club è un resort veramente unico che si trova nell’isola Virgin Gorda, incantevole perla delle Isole Vergini Britanniche . Questo Yacht Club accoglie barche e velisti che partecipano, all’interno del BVI Sailing Festival, al Round Virgin Gorda (per grandi barche a chiglia) e al Nation’s Challenge Cup Regatta (riservato ai piccoli e agili dinghy). Non solo. I velisti sanno divertirsi anche a terra e il Bitter End Yacht Club sa come soddisfarli: notte di festeggiamenti, con layday di grande successo. Nel linguaggio navale, il termine layday indica le operazioni di imbarco e sbarco che una nave fa nel porto. Ora ha un nuovo significato: festa e divertimento.
A differenza dei precedenti round Virgin Gorda, quest’anno gli skipper potevano scegliere di circumnavigare l’isola sia a babordo che a tribordo. Per chi è a digiuno della terminologia velistica, diciamo che le barche potevano fare il giro completo attorno all’isola in senso orario o in senso antiorario. Con venti di 12 – 14 nodi di mattina, un colpo di vento più sostenuto nel pomeriggio, le barche più grandi sono state avvantaggiate.
Il race alle 9:35. Dopo poco meno di quattro ore, uno Rogers 46 proveniente dal Regno Unito, ha tagliato la linea dell’arrivo.
Solo dieci delle undici barche iscritte sono state in grado di terminare il percorso entro il tempo limite, compresa la più piccola della flotta, un Santana 26.Nel pomeriggio si è invece svolta la gara della Nation’s Cup Challenge. Con 10 – 12 nodi di brezza, il Team Brasile, con Arethusa, ha vinto sia nella classe Hobies che Laser. bvisr_2april.jpgDomani, tutta la flotta del BVI Sailing Festival si ritroverà a gareggiare nelle acque di Tortola per la Nanny Cay Cup. Peccato che voi non siate qui con me: domani sera si balla al Mount Gay Party con musica dal vivo di MJ Blues.

È qui la festa

31 dicembre 2008 da Alice

Sapete cosa avranno in comune Times Square a New York, Trafalgar Square a Londra, e l’isola di Jost Van Dyke la notte del 31 dicembre? Non certo il clima: gelido nelle due celebri piazze, mentre nell’isoletta delle BVI  tergiverserà intorno ai 30 gradi di temperatura.
Da spartire avranno invece i festeggiamenti per l’arrivo del 2009 perché Jost Van Dyke è il terzo luogo più famoso al mondo per il brindisi di fine anno. Da tutti i Caraibi i diportisti arrivano a migliaia e si riversano a dare ancora tra le baie di Great Harbour e White Bay: è ormai una felice consuetudine. La festa comincia prima che il sole anneghi dentro l’orizzonte e – inutile dirlo – finisce al sorgere dell’alba. Al Foxy’s Tamarind Bar, più che bollicine di champagne ci saranno fiumi di buon rhum, brochette di pesce e musica calypso. La cosa che mi colpì qualche anno fa quando trascorsi il Capodanno nella baia erano gli scafi delle barche, che dondolavano con le tenui luci d’albero accese, come per partecipare al party sulla spiaggia: una magia.
Poi, quando arrivò il momento del countdown finale, dalla spiaggia gremitissima vidi lo spettacolo di luci e di fuochi che si rispecchiavano sul mare. Non erano comuni fuochi d’artificio: imparai quel giorno che marinai ed armatori aspettano quel giorno tutto l’anno per lanciare in cielo i razzi di segnalazione che hanno passato la data di scadenza.
Un doppio augurio e un doppio auspicio per chi naviga i Caraibi a vela  e ringrazia il mare delle Vergini Britanniche con un SOS che tra le onde non è mai servito.

Buon anno a tutti voi!!

Ci vediamo Chez Bamboo

17 novembre 2008 da Alice

Sì, è proprio il posto giusto dove darsi appuntamento a Virgin Gorda, la sera, dopo che il sole è tramontato.
A cinque minuti di cammino dal porticciolo di Spanish Town,  ne sentirete già la musica nell’aria; musica blues o jazz dal vivo, suonata finalmente ad un volume dolce, che consente di parlare, di ascoltare, di cenare téte a téte. Perché Chez Bamboo è soprattutto un ristorante, di grande atmosfera e di ottima cucina. A patto che vi piaccia gustare i sapori creoli e cajun.
Io li adoro. Soprattutto quando si tratta di piatti a base di pesce. Mi piacciono i sapori meticci, le assonanze inusuali, le spezie.
Lo chef Joyce Rodriguez prepara benissimo le conch: i molluschi delle grandi conchiglie rosa che proliferano ai Carabi e che cucina sulla brace e poi condisce con una salsa d’erbe. Ma il piatto che ho preferito in assoluto sono stati i gamberoni alla creola.
Li ho chiesti come primo e poi come secondo. Mi son fatta dare la ricetta ma ad essere sincera non li ho ancora cucinati mai, per il timore di sbagliare. Anche se in fondo è facile: si mette a bollire mezzo litro d’acqua con cipolla, sedano, carota e alloro. Quando bolle si versano i gamberoni che cuoceranno appena due minuti. Quando si scolano, l’acqua si conserva. In una padella, si farà un soffritto di burro con ancora una cipolla sminuzzata, brandy, bacche di ginepro, curry e due cucchiai di farina. Bastano due minuti affinché tutto sia ben amalgamato e a quel punto si uniscono i gamberi e si lascia mantecare per cinque minuti, aggiungendo l’acqua conservata se la zuppa vi pare troppo asciutta. Vi assicuro che con a fianco due crostini e magari una spolverata di peperoncino, i gamberoni diventano indimenticabili.
Provateli se andate a Virgin Gorda, e prima, ricordate di telefonare e prenotare.
Questo è il numero: 4955752, dite pure che vi mando io.

Oggi mi sembrava di essere alle BVI

9 settembre 2008 da Alice

Tra le ragioni che mi fanno amare le British Virgin Island, c’è che somigliano tanto alla Sardegna, o viceversa. Le une e le altre verdi e granitiche, perfette per la vela e quasi confondibili, se le prime non avessero palme e barriere coralline.
In questi giorni di settembre sono in Sardegna dove lo Yacht Club Costa Smeralda ospita la Rolex Swan Cup. Una regata che dal 1980 riunisce i celebri scafi finlandesi che arrivano da tutto il mondo. Oggi ho seguito la prima regata delle sei inFavonius Sardinia 2008 programma: centodue Swan che regalano tra le isole dell’Arcipelago della Maddalena: mi sembrava davvero di essere alle BVI.
Anche qui le isole costituiscono le boe della regata: segnano il percorso e fanno felici i fotografi di vela che possono ritrarre splendide sovrapposizioni. Ebbene, a quella boa c’era una barca in testa con uno spinnaker favoloso e uno scafo blu carta da zucchero. Ho guardato il nome e l’ho riconosciuto: è uno Swan di 80 piedi, si chiama Favonius e batte bandiera delle British Virgin Island. In questi giorni di regata lo seguirò, lo terrò d’occhio e vi racconterò delle sue performance sul mare. Intanto, ho saputo che la Nautor’s, che da sempre costruisce quelle che secondo me sono le più belle barche a vela da crociera, ha già fissato la data del suo settimo raduno caraibico: il Club Swan Caribbean Rendezvous, in onda dal 23 al 28 febbraio 2009, naturalmente alle British Virgin Island.

Le notti bianche

23 luglio 2008 da Alice

La luna piena sul mare di solito non mi fa dormire. Ricordo di aver trascorso una notte sveglia, su una chaise-longue nel patio della mia camera d’albergo a Virgin Gorda. La luna rischiarava la spiaggia sottostante e illuminava il basso fondale della riva che riusciva ad essere turchese anche nel cuore della notte. Una visione che mi ha impedito di chiudere gli scuri e andare a letto, e mi ha fatto restare in estatica contemplazione del mare con il fruscio delle onde in sottofondo.bomba’s shack - Tortola
Ebbene, se credete che per me alle BVI il plenilunio sia soltanto occasione di romanticherie, ricredetevi: di notte le BVI si accendono di feste sulla spiaggia: vi ho già parlato di Foxy Callwood, di Quito Rhymers e del Soggy Dollar di Jost. Oggi è la volta dei proverbiali full moon party.
Quando la luna – una volta al mese – è illuminata dal sole ed è interamente visibile dalla Terra, la festa comincia, a Tortola. Comincia già al calare del tramonto, spesso e volentieri si spegne soltanto all’alba del giorno successivo. Dove? Ci sono due party particolarmente animati, sull’isola: uno a Trellis Bay, nella penisola di Beef Island, l’altro sulla Cappon’s Bay nella “boite” in riva il mare chiamata “Bomba Shack”.
I surfisti sono i primi ad arrivare e man mano che la bomba shacknotte avanza e la palla della luna prende il sopravvento, centinaia di persone sono già a ballare a piedi nudi sulla sabbia. Sparsi tra le palme si cucinano pesce e chicken grilled e dai banchi di legno colorato del Bomba Shack vengono versati fiumi di cocktail a base di rum.
La musica si sparge al ritmo del calypso e del reggae: non ci sono limiti, non ci sono convenzioni. Siete avvisati. Il prossimo full moon party è per il 16 agosto: se siete in zona preparatevi ad una notte pazza, insonne e molto Caribe.