Una Bomba per il surf

14 novembre 2010 da Alice

Alle Isole Vergini Britanniche, sono sicura che i vostri occhi saranno rapiti non solo dalle sorprendenti nuances dei blu dell’acqua e dei verdi della vegetazione, ma anche da un’originale macchia di colori allegri.
Allegri, non chiassosi. Sto parlando di cartelli e oggetti strampalati appesi alle pareti del Bomba’s Surfside Shack.

Un cartello recita: “ Se il tuo è un problema di cuore, con 3 o 4 Bomba Punch il problema è risolto”.
E sentite quest’altro, ancora più incisivo: “Fermati, diventa un amico, fatti un amico, spendi un dollaro”.

Questi ed altri slogan non sono creati da una famosa agenzia pubblicitaria, ma è farina che proviene direttamente dal sacco del proprietario, Mr Bomba. Il locale si trova nella meravigliosa spiaggia che si estende tra Carrot Bay e Long Bay, ed è chiamata dagli abitanti locali Capoons Bay. Non pensate di trovarvi davanti ad un Club per gente che se la tira. Tutt’altro!  È una capanna emersa sulla spiaggia in modo spontaneo nel1976, architettura naif, ma per i surfisti è il ritrovo più esclusivo di tutti i Caraibi.

Le sue famose Full Moon Parties (Feste della luna piena) sono un’esperienza indimenticabile, da spenderci su una lacrima al solo ricordo. Oltre ai party al chiaro di luna, la Capanna di Bomba è l’ombelico dei Caraibi anche per il Bomba Rum e i Tè parties. Tagliamola corta: una vacanza a Tortola non è completa se non si fa un giro da Bomba.

Se poi amate il surf, allora fate tombola: tavola sotto il braccio, andate dritti dritti alla spiaggia di Apple Bay. Nella stagione invernale questa striscia sottile di spiaggia è la Mecca per chiunque voglia praticare il surf, grazie alle spettacolari onde alte più di sei metri. Apple Bay, passeggiare sulla spiaggia sorseggiando un drink prima di fare surf, il sole che cala all’orizzonte… il ricordo vale una lacrima di commozione!

Vi ricordate del kitesurfer delle BVi… Marco Bava?

15 giugno 2010 da Alice

…sono sicura di sì! Per essere sicuri, date un’occhiata al post che gli ho dedicato tempo fa,  e mi rivolgo specialmente alle donzelle ;-)

Ebbene, Marco ci ha scritto! Leggete, leggete avidamente…

Ciao a tutti,
come sapete faccio il velista di mestiere ma sono altrettanto patito di kite surf e lo pratico ogni volta che posso. Lavoro su uno Swan di 30 metri e quando l’armatore viene a bordo per le sue vacanze, dalla nostra base al Bitter End Yacht Club ci spostiamo un po’ in tutto l’arcipelago.
Ci sono così tante baie ed ancoraggi che è difficile dire quali preferisco. Devo dire che ho un debole per Anegada che è uno dei rari atolli dei Caraibi: ha una laguna da far impallidire quelle del Pacifico.

Qualcuno mi aveva detto che ad Anegada, per via delle immense barriere coralline era difficile fare kite surf. Il mese scorso ci sono andato e ho provato a surfare anche là. È stato bellissimo volare sui coralli.

Inoltre, essendo l’isola molto bassa sul livello del mare, è sempre abbastanza ventilata, soprattutto nella sponda di nord ovest. Ma mi sono divertito molto anche davanti al Reef Hotel dove tra una surfata e l’altra ho approfittato di un lunch nel ristorantino della spiaggia.

I colori del mare ad Anegada sono così belli che ho deciso di fotografarmi.  Sì, ho bloccato la mia piccola macchina digitale sul bordo della “vela”, ho programmato una serie di scatti e mi sono lasciato portare dal vento.

E da lassù l’autoscatto ha fatto il suo dovere. Così dall’alto mi sono visto anch’io…

Scrub Island, la nuova isola resort

18 dicembre 2009 da Alice

Forse non tutti condivideranno la scelta di riservare un’intera isola ad una ristretta cerchia di persone, soprattutto quando questa isola è stupenda, circondata da un’acqua di trasparente bellezza, incastonata in uno dei luogo tra i più irresistibili del mondo: le Isole Vergini Britanniche.
Così, dopo Peter Island, Guana island e Necker Island, dal 2010 ci sarà un’altra isola resort aperta ai soli amanti del lusso: Scrub island. Scrub sta per boscaglia, e il fatto che su quest’isola fino ad ora non c’era anima viva ha fatto bene alla vegetazione. Selvaggia e intatta. Non che il nuovo resort abbia fatto disastri.
Come sapete, alle BVI ogni intervento edilizio deve rispettare rigide regole imposte dal governo locale per tutelare le bellezze naturali e paesaggistiche. Certo che un po’ di invidia la provo per chi potrà permettersi di prenotare una vacanza al Scrub Island Resort. Sentite un po’: 26 camere affacciate sull’oceano o, per chi ama la privacy, spettacolari villini; pavimenti in pietra naturale, arredi in legno intagliato e stoffe stile cultura caraibica. A molti di noi basterebbero queste caratteristiche per farci sognare. Invece no, Scrub Island Resort, per stuzzicare l’ego dei viaggiatori facoltosi, Mainsail_Resort_BVIha esagerato: schermi LCD ultrapiatti alle pareti, aria condizionata, bagni con docce e vasche idromassaggio, Marina, lussuose Spa e centri benessere, negozi, ristoranti esclusivi…
Se qualcuno di voi dice “Tutto qui?” lo strozzo!
Scrub Island si trova a nord-est di Tortola, tra Beef Island e Great Camanoe. La Marina dispone di 53 ormeggi profondi per imbarcazioni fino a 150 piedi di lunghezza e si trova all’estremità del Marina Village, a pochi passi dai ristoranti e negozi. Sport e attività acquatiche a volontà: snorkeling, immersioni, tour di pesca ed escursioni in barca.
Quanto costa passarci una settimana? Non lo so. Però vi posso dire che ci sono offerte davvero speciali per i primi clienti che, da gennaio ad aprile 2010, avranno l’onore di inaugurare il resort. Per informazioni visitate il sito oppure telefonate allo 877-890-7444. Fatemi sapere!

Kats, che bello!

20 novembre 2009 da Alice

Non sono una patita di calcio, ma ho letto che in Italia le grandi società di Serie A hanno trascurato il settore giovanile. Un vero peccato perché, nello sport come in qualsiasi altra attività, è fondamentale investire sui giovani. In questo senso, una bella lezione arriva dalle piccole Isole Vergini Britanniche. Loro non hanno Kakà, ma KATS: Kids And The Sea, i Bambini e il Mare, il programma di sport acquatici per i giovani promosso dal governo delle BVI.
Tutto iniziò nel 1990 quando Tom Gerker, un uomo d’affari caraibico, decise di trasferire i corsi di vela proposti dal Rotary Club sull’isola di St. John anche nelle BVI, e precisamente a Tortola. Questo programma di sport acquatici è rivolto a tutti i giovani, locali e turisti. Kats prevede diverse tipologie di corsi per giovani dai 5 anni fino 18. Sono tre i corsi da seguire per completare il programma. Ogni corso prevede degli step che vanno superati per poter accedere a quello successivo. Il più importante è quello di vela, ma si possono seguire anche i corsi di scuba diving e di windsurf.
Si inizia dai fondamentali, come si dice a scuola, dall’ABC: il corso di nuoto e abilità in mare. L’obiettivo non è di diventare dei campioni, ma di acquisire sicurezza e familiarità con l’elemento acqua. cmpcup2000cFortunati questi alunni: hanno la palestra acquatica più bella del mondo, il mare caraibico! Quindi, si accede al corso di vela, il top che si possa trovare alle  BVI. Ogni anno c’ è una lunga lista d’attesa per iscriversi, dato il grande successo ottenuto negli ultimi sedici anni. Le lezioni si suddividono in tre livelli a seconda dell’abilità dei partecipanti. Il “gran finale” del programma di vela KATS è la Chief Ministers Cup che si tiene a Tortola, e che prevede un tour nei caraibi della durata di tre giorni. I partecipanti gareggiano in classe IC 2: da qui uscirà il miglior team della categoria. Di lunghe file per partecipare al Grande Fratello, qui alle BVI, nemmeno l’ombra.

Isole minori: le Vergini più Vergini

3 ottobre 2009 da Alice

Viaggiando in lungo e in largo per il mondo mi sono convinta che le isole più piccole, meno frequentate e più selvagge, hanno un fascino superiore, una bellezza più croccante. Piccolo è meglio anche alle Isole Vergini Britanniche. Sono perle sparse sull’oceano, e bisogna andare a scovarle. Salite sulla barca a vela del mio skipper del cuore: vi porto ad ammirarne quattro, tra le più splendenti.

Rotta verso Cooper Island. Arriviamo da nord. Lo rocce di Quart-o-Nancy fanno da paravento agli alisei. Vi invito a far silenzio per gustarci la splendida Manchionel Bay. Potevamo ancorare sulla punta a sud, a Carter Bay o a Houlover Bay, ma la piccola spiaggia di Manchionnel Bay, con i suoi pochi cottage a ridosso del mare, non ha paragoni. Seguitemi: vi porto a fare merenda all’ombra di un folto palmizio dove potete ammirare le principali isole che si trovano ad Ovest. Se fate i bravi stasera vi porto a cenare al Cooper Island Beach Club.
Ritorniamo in barca e andiamo a scoprire la seconda perla, Salt Island, chiamata così per i suoi tre stagni di acqua salata. Salt Island è stata per lungo tempo tappa regolare per le navi che solcavano i mari caraibici in cerca di sale per gli equipaggi di Sua Maestà la Regina. Il sale è venduto ancora oggi, potete acquistarlo anche voi, ma non esagerate perché nella nostra barca c’è poco spazio. Sì, sì,  vi accompagno a visitare queste curiose saline durante la raccolta del sale. Gli appassionati di immersioni li lasciamo ad esplorare il relitto del Rhone, un portale a vapore della Royal Steam Racket Company, affondato con tutto l’equipaggio nel lontano 1807. Il relitto è oggi parco marino nazionale e, poco più a nord, a Lee Bay, possono scendere i sub che desiderino esplorarlo.
Terzo giorno, terza perla: Peter Island. Appena la vedete capite subito perché è stata inserita nella classifica delle Top Ten Islands dal Conde Nast Traveller. Quest’isola è un vero gioiello della natura e gran parte della sua superficie appartiene al milionario norvegese Peter Smedwig che negli anni ’60 fece costruire il Peter Island Resort, uno tra i più prestigiosi del mondo. Noi, peones, ci fermiamo al Peter Island Yacht Club, a Deadmen’s Bay, oppure attracchiamo a Little Harbour, tra le piccole South Bay e White Bay. Vi obbligo a fare una passeggiata all’interno, immersi nella natura: mi ringrazierete per tutta la vita. norman-island
La breve crociera sta per finire. Ritorniamo verso il Francis Drake Chanel. Tra le numerose isolette scelgo di farvi scoprire la mia preferita: Norman Island.  Poco abitata, disseminata di grotte e caverne, è stata per anni covo di pirati. Stevenson l’ha mirabilmente descritta nel suo romanzo ‘L’isola del tesoro’. Avete appetito? Offro io. Ci sediamo al  William Thornton, un vecchio mercantile del Baltico, oggi trasformato in un curioso bar ristorante galleggiante. Non abbuffatevi, perché appena abbiamo finito di pranzare tutti in barca per visitare le celebri grotte di Treasure Point!

Palme, baie, sabbia e web

30 settembre 2009 da Alice

La maggioranza delle persone, io compresa, è attratta dalle Isole Vergini Britanniche per la loro bellezza e molti inseriscono questo paradiso caraibico ai primi posti della speciale classifica che ha come titolo “Luoghi assolutamente da visitare e, appena posso, faccio le valige e ci vado”.
Le Vergini sono rimaste vergini, nel senso che spiagge, baie e vegetazione non sono stati aggrediti da mostri cementiferi o aggrovigliatii da lunghi filari di villette a schiera.
Chi governa queste isole è sempre stato attento a proteggere e coccolare il loro vero tesoro: la natura. 2854476
Ma chi pensa che le Isole Vergini Britanniche siano una manciata di isole rimaste esattamente come cinquecento anni fa, si sbaglia. Anche noi, amanti dei viaggi, non utilizziamo forse il web per conoscere le nostre mete, informarci su come raggiungerle, sapere dove alloggiare e quanto ci può costare?
Nel corso degli anni le attività legate all’accoglienza, all’ospitalità e al divertimento dei viaggiatori che raggiungono l’arcipelago sono diventate sempre più importanti. Bene, anche alle BVI c’è tecnologia, società che prestano molta attenzione ai nuovi strumenti di informazione. Ad esempio la Coldwell Banker, società di intermediazione immobiliare che  è presente in 46 Stati – tra cui le BVI- con 2.800 uffici e più di 101.000 associati, nel giugno scorso ha organizzato una conferenza a St. Marteen, nelle Indie Francesi Occidentali.  A questo importante incontro hanno partecipato 22 brokers e manager delle principali isole dell’Atlantico e dei Caraibi. L’obiettivo dello staff dirigenziale è stato quello di aiutare coloro che cercano buone occasioni per fare affari online e come migliorare questo servizio. Tra i numerosi nuovi concetti all’orizzonte spiccano le pagine individuali della compagnia su Facebook e Twitter, con tanto di elenchi di dati e i link ai loro personali siti web. L’utilizzo di tecnologie d’avanguardia e una presenza dominante sul web consentono di soddisfare in pieno l’esigenza di chi  vuole avere online, comodamente seduto a casa sua, tutte le informazioni di cui ha bisogno. Poi, una volta avute tutte le informazioni, bisogna vedere se c’è un conto in banca che permette l’acquisto o l’affitto di una casetta alle BVI. Ma questo è un altro discorso…

WC con vista Mar dei caraibi

28 settembre 2009 da Alice

Non sono il capo ufficio stampa di Richard Branson, padre padrone della Virgin, uno tra gli uomini più ricchi del Regno Unito. Lo dico perché di lui e della sua isola privata alle Isole Vergini Britanniche, la Necker Island,Necker_Island ve ne avevo parlato in due post l’anno scorso, il 13 marzo e il 17 agosto. Come sapete, sono molto attratta dalla bellezza di questo arcipelago del Mar dei Caraibi, e il mio cuore è già impegnato con un uomo di mare che certo non può contare su un impero economico come Sir Richard. richard-bransonSe sono qui a raccontarvi di nuovo di Necker Island è per via di internet.
Da buona navigatrice, non ti pesco un sito dove è online un breve filmato su Necker Island?! Inizia con l’elicottero targato Virgin e il Sir, bello abbronzato, che scende sorridendo. È lui in prima persona che fa da Cicerone o, se preferite, da agente immobiliare, per presentarci l’esclusiva bellezza della sua piccola isola e dell’esclusivo resort che proprio lui ha voluto in perfetto in stile balinese. Passa dalla piscina con cascatella alle cucine, ci introduce nei vari salotti, ci mostra il box doccia (ohibò: c’è un uomo nudo dentro!), le stanze da letto, la veranda sul mare con alcune persone che si divertano a dare due colpi di golf, beve del vino bianco e si intrattiene con un’amica che ha affittato un po’ di camere. Un sottotitolo ci dice che è Mariah Carey… però!
Per i distratti, ricordo che l’isola è una sorta di rifugio per personaggi che abitualmente fanno bella mostra di sé sulle copertine delle principali testate mondane. La Principessa Diana, ad esempio, era un’assidua frequentatrice dell’isola. Qui ha ricaricato le sue batterie la bravissima Annie Lennox e lo scorso luglio, udite udite, David Beckham ha affittato tutta l’isola per festeggiare con la consorte Victoria Adams il loro 10° anniversario di matrimonio. Insomma, se vi piace visitare le nuove case dei vostri amici appena sposati, questo filmato vi soddisferà. Certo, tutto tutto no. Il campo da tennis non si vede, come anche l’area fitness. Però, alla fine, Sir Richard ci omaggia di un’immagine molto intima, oserei dire segreta: comodamente seduto su un WC posto sotto ad una tettoia, su un terrazzino, ammira spensierato un panorama mozzafiato, palme rigogliose, mare turchese, aria limpida… Sembra che pensi “E il naufragar m’è dolce in questo mare”. A proposito, per vedere il film: http://www.metacafe.com/watch/272592/richard_branson_necker_island/ Copiate e incollate sulla barra degli indirizzi.

Paul Cayard: numero da fuoriclasse alle BVI

21 settembre 2009 da Alice

I fedeli lettori di Caraibi Blues sanno che da un po’ di tempo a questa parte ogni tanto infilo nei miei testi un riferimento al “mio amato skipper”. Non svelerò mai il suo nome e comunque non è Paul Cayard.
Lo dico perché leggendo questo pezzo qualcuno potrebbe trarre delle conclusioni errate. Parlo di Cayard perché durante la Pro Am dello Scuttlebutt Offshore Championship, regata annuale tra i lettori di Scuttlebutt organizzata dal Bitter End Yacht Club di Virgin Gorda, ha stupito tutti con un colpo da fuoriclasse. Ecco come è andata. cayard_BVI
Nel bel mezzo del race è esplosa una sartia del suo IC26. Molti avrebbero maledetto la sorte e perso del tempo prezioso. Non Cayard. In un lampo, ha ceduto il timone ad un membro del suo equipaggio e, con la drizza dello spinnaker tra i denti, è salito a braccia in testa all’albero approntando una sartia di fortuna. Poi, con tutta calma, ha ripreso il timone ed è andato a vincere la regata.
Chi sconosce il mondo della vela sa chi è Cayard e non sarà stupito di quest’ultima impresa. Paul è salito a bordo di una barca per la prima vota a nove anni. Risiede a San Francisco ma, da buon marinaio, è sempre in giro. Uno dei suoi posti preferiti sono le acque e le isole delle BVI.
È stato il primo skipper americano ad aggiudicarsi nel 1998 la Whitbread Round the World Race a bordo dell’ EF Language. Nel 2005-2006 Paul era al timone del Pirates of the Caribbean, barca della Disney, nella Volvo Ocean Race, conquistando la tappa finale -fino a Goteborg – e piazzandosi al secondo posto della classifica generale.
Sette volte campione del mondo, è un veterano dell’America’s Cup, avendo partecipato a cinque edizioni, oltre ad aver preso parte a due Olimpiadi. Il suo traguardo più prestigioso l’ha raggiunto nel 1988 con la conquista del Star World Championship.P1090760_pnormal
Tra i premi ricevuti l’ammissione alla Sailing World Hall of Fame nel 2002 e l’elezione nel 1998 a Rolex Yachtsman of the Year.
Figlio di uno scenografo dell’Opera di S.Francisco, città in cui è nato il 19 maggio 1959, Paul Cayard come velista ha due padri putativi: l’americano Tom Blackaller, che conobbe quando aveva 18 anni e fece di lui un grande timoniere di Star (classe di cui nel 1988 è stato campione del mondo) e Raul Gardini, che a 25 anni gli affidò il timone del suo maxi Il Moro, e a 29 anni gli affidò la gestione della sfida miliardaria del Moro di Venezia per la Coppa America 1992, a San Diego.
Il “mio” skipper del cuore, ve lo giuro, ha sul suo comodino la foto di Paul Cayard.
Con soddisfazione vi dico che c’è anche la mia, ed molto più grande! ;-)

Pro Am Regatta: principianti e campioni insieme

17 settembre 2009 da Alice

Certe cose succedono solo alle BVI.
Dopo avervi presentato la Premier’s Cup Yout Regatta, aperta esclusivamente a ragazzi e ragazze, ecco un’altra regata molto speciale e fuori dalle regole. Si svolge a Virgin Gorda, North Sound, dal 31 ottobre al 7 novembre, ed è organizzata dal Bitter End Yacht Club.
Fin qui tutto normale. Ma adesso arriva il bello. Provate ad immaginare di gareggiare a fianco di Serena Williams o Roger Federer sul tappeto verde di Wimbledon. Nel tennis, come per la maggior parte degli sport, questo è impossibile. proambvi
Nella vela e alle BVI, invece, si può. Basta partecipare alla Pro Am Regatta, unico evento al mondo che offre agli appassionati di vela l’opportunità di partecipare a una gara di alto livello accanto agli skipper più bravi.
La regata ha 22 anni di storia alle spalle e fin dalla prima edizione partecipano, sulle stesso campo di regata,  principianti, amatori e i migliori skipper dell’America’s Cup, vincitori di Olimpiadi e Campioni del Mondo.
Per la sua unicità la Pro Am Regatta è menzionata dai principali magazine come il New York Times, il Financial Times, Sports Illustrated, Sail, Fortune Small Business. Ampi servizi  si possono vedere sui network TV come il Fine Living Network, T2P TV,  senza contare le numerose pubblicazioni di viaggi, lyfstyle e di vela.
I navigatori professionisti lo considerano il “Campionato della Fantasia”, mentre per i comuni mortali è l’occasione per partecipare ed imparare.
Chiariamoci: la Pro Am non è una vera e propria gara, ma puro divertimento. Non importa avere esperienza e un curriculum di vittorie lungo due pagine. Gli unici requisiti richiesti sono una buona dose di coraggio e tanta volontà. La partecipazione dei “peones” della vela è alta, anche perché quando non ci sono le regate si può fare un po’ di snorkeling, del windsurf o semplicemente rilassarsi sulla spiaggia. E il divertimento? Figuratevi se il Bitter End Yacht Club non ci ha pensato! Ogni sera gli equipaggi amatoriali si uniscono a quelli dei professionisti per cocktail parties, cene, incontri nei migliori pub e numerosi altri momenti socializzanti. Tra i tanti eventi, vi segnalo il Seminario sullo Sport (con Paul Cayard e Zach Railley) e un sontuoso barbecue alla West Indian Beach. Menu: grigliate di pesce, pollo, patatine fritte, musica, balli caraibici…

Premier’s Cup Youth Regatta: la Coppa dei piccoli

27 agosto 2009 da Alice

Sono passate ormai diverse settimane, ma quattro righe sulla Premier’s Cup Youth Regatta le scrivo volentieri. Il 10 luglio si è svolta nelle acque attorno a Tortola la Premier’s Cup Youth Regatta. Cosa ha di speciale questa regata? I suoi partecipanti: esclusivamente adolescenti e teenager. Dalla serie “ le buone abitudini si imparano da piccoli”, KATS_photoalle BVI hanno pensato bene di varare un programma denominato KATS (Kids And The Sea). Questo programma è nato nel 1990 sull’isola di Tortola per insegnare a bambini e adolescenti a navigare, nuotare e immergersi in piena sicurezza. L’idea è piaciuta così tanto che ormai queste regate non competitive per giovani velisti si organizzano un po’ ovunque nei mari caraibici.
La Premier’s Cup Youth Regatta è sicuramente la gara più importante e richiama molti team in erba. La cerimonia di apertura della Premier’s Cup Regatta di quest’anno si è svolta nel pomeriggio di venerdì 10 luglio, mentre il sabato è stata la giornata più divertente col Campionato Open Bic: un percorso in bici e un torneo di pallavolo, a dimostrazione che alle BVI non si vive di sola vela. La sera grandi spettacoli tra i quali vi voglio segnalare il geniale Meow Party, caratterizzato da una gara di miagolii. Ho partecipato anch’io – figuriamoci se potevo mancare – e il mio miagolio dal titolo “dammi i bocconcini” è stato premiato con scroscianti applausi. A seguire, mini sfilata di moda e musica a volontà con la Show Time Band. Insomma, ormai l’avete capito: alle BVI divertirsi è uno stile di vita. Anche per i più piccoli e per la bambina che è in me.