Sapete che un Caribe Golaverde non è un cocktail?

20 dicembre 2010 da Alice

…bensì un minuscolo colibrì dalle piume iridescenti!
Eh sì, le BVI nascondono tanti piccoli segreti, specialmente per quel che riguarda il mondo della fauna e della flora :)

Prendete ad esempio la myrciaria floribunda, che qui chiamano guavaberry, ma che non è da confondere con la guava: piccoli frutti tra il giallo e il rosso che contengono una polpa succulenta e che sono molto usati per produrre marmellate, succhi e, unite al rum, uno speciale liquore tipico del Natale a BVI.

O il particolarissimo soursop, conosciuto in tutto l’oriente come king fruit o durian. Dal sapore delizioso ma dall’acre aroma respingente.
Quest’anno a Natale chissà cosa berremo al posto del tradizionale spumante sotto l’albero qui alle BVI?

L’agricoltura è un lavoro da donne

25 febbraio 2010 da Alice

Finanza, editoria, amministrazione pubblica…
Ma una donna che si è fatta strada in un settore più “terreno” non c’è? Sì, c’è!
Si chiama Moviene Fahie e si occupa di agricoltura. Se vi capita di passare anche solo pochi minuti nella sua azienda agricolamovienes-sign1, capirete immediatamente due cose su di lei: la prima che è orgogliosa di essere nata nelle BVI, la seconda che è ancora più orgogliosa di seguire le orme della madre. Nata nel febbraio del 1959, sua mamma Ilva Lettsome è conosciuta in tutte le Isole Vergini Britanniche come la dottoressa Ilva per la sua ampia conoscenza in erbe officinali. Ilva ha saputo trasmettere alla figlia l’amore per queste isole e per l’agricoltura. Ebbene sì, alle BVI non c’è solo mare, pesci e marine. C’è anche la terra, e con la terra l’agricoltura. Fahie svolge il suo lavoro mettendoci anima e cuore. Abbiamo le prove: per ben due anni è stata eletta Agricoltrice dell’anno e inoltre è presente all’annuale August Festival Parade. “Sono sempre stata una contadina” dice Fahie che ricorda spesso quando sua madre metteva lei e il fratello in una grande cesta e se li caricava sulla schiena mentre svolgeva i lavori nei campi. Sua madre le parlava spesso dei valori dell’educazione, che poi ha tramandato a sua volta ai propri figli. L’insegnamento più importante è quello di non frequentare l’ozio. I tre figli hanno imparato la lezione: Bianca, la figlia più giovane, la segue dappertutto nel lavoro; Garvin, 21 anni,  sta studiando medicina in Giamaica e Khoy Smith, 31 anni, è veterinario presso il dipartimento di Agricoltura. Quando i bambini delle scuole visitano la fattoria e vogliono imparare tutto sui raccolti e sulle erbe officinali, Fahie è molto felice di aiutarli a conoscere le varie tecniche e a riconoscere le erbe, nome per nome, famiglia per famiglia. Con amore e passione insegna a loro i tempi giusti per le semine per ottenere degli ottimi raccolti. È convinta che i giovani isolani potranno diventare degli ottimi produttori solo se avranno una guida esperta fin dalla giovane età. “Mi piacerebbe vedere crescere sempre di più l’agricoltura in queste isole. Purtroppo l’acqua, le materie prime e le terre coltivabili sono ancora scarse. Però anche su una piccola porzione di terreno si può coltivare per non tralasciare nessuna richiesta, anche la più piccola”. Fahie attualmente coltiva circa due acri e mezzo di terreno a Paraquita Bay, e sogna di poterne aggiungere altre tre molto presto. Il suo consiglio è quello di cominciare a coltivare anche un piccolo fazzoletto di terra disponibile. “Chiunque può raggiungere dei risultati soddisfacenti, basta essere in  buona salute e disporre di un po’ di tempo. Certo, non basta piantare qualcosa nel terreno perché nasca un frutto: lo devi nutrire con amore, devi stargli dietro, come si farebbe per un figlio. Anche la passione per la natura gioca un ruolo fondamentale per la riuscita del tuo progetto”. Ho visto un servizio al telegiornale dove mostra Michelle Obama ritagliare nel giardino della Casa Bianca un bel orticello. Vuoi vedere che ha seguito il consiglio della nostra brava Fahie!

Scrub Island, la nuova isola resort

18 dicembre 2009 da Alice

Forse non tutti condivideranno la scelta di riservare un’intera isola ad una ristretta cerchia di persone, soprattutto quando questa isola è stupenda, circondata da un’acqua di trasparente bellezza, incastonata in uno dei luogo tra i più irresistibili del mondo: le Isole Vergini Britanniche.
Così, dopo Peter Island, Guana island e Necker Island, dal 2010 ci sarà un’altra isola resort aperta ai soli amanti del lusso: Scrub island. Scrub sta per boscaglia, e il fatto che su quest’isola fino ad ora non c’era anima viva ha fatto bene alla vegetazione. Selvaggia e intatta. Non che il nuovo resort abbia fatto disastri.
Come sapete, alle BVI ogni intervento edilizio deve rispettare rigide regole imposte dal governo locale per tutelare le bellezze naturali e paesaggistiche. Certo che un po’ di invidia la provo per chi potrà permettersi di prenotare una vacanza al Scrub Island Resort. Sentite un po’: 26 camere affacciate sull’oceano o, per chi ama la privacy, spettacolari villini; pavimenti in pietra naturale, arredi in legno intagliato e stoffe stile cultura caraibica. A molti di noi basterebbero queste caratteristiche per farci sognare. Invece no, Scrub Island Resort, per stuzzicare l’ego dei viaggiatori facoltosi, Mainsail_Resort_BVIha esagerato: schermi LCD ultrapiatti alle pareti, aria condizionata, bagni con docce e vasche idromassaggio, Marina, lussuose Spa e centri benessere, negozi, ristoranti esclusivi…
Se qualcuno di voi dice “Tutto qui?” lo strozzo!
Scrub Island si trova a nord-est di Tortola, tra Beef Island e Great Camanoe. La Marina dispone di 53 ormeggi profondi per imbarcazioni fino a 150 piedi di lunghezza e si trova all’estremità del Marina Village, a pochi passi dai ristoranti e negozi. Sport e attività acquatiche a volontà: snorkeling, immersioni, tour di pesca ed escursioni in barca.
Quanto costa passarci una settimana? Non lo so. Però vi posso dire che ci sono offerte davvero speciali per i primi clienti che, da gennaio ad aprile 2010, avranno l’onore di inaugurare il resort. Per informazioni visitate il sito oppure telefonate allo 877-890-7444. Fatemi sapere!

Isole minori: le Vergini più Vergini

3 ottobre 2009 da Alice

Viaggiando in lungo e in largo per il mondo mi sono convinta che le isole più piccole, meno frequentate e più selvagge, hanno un fascino superiore, una bellezza più croccante. Piccolo è meglio anche alle Isole Vergini Britanniche. Sono perle sparse sull’oceano, e bisogna andare a scovarle. Salite sulla barca a vela del mio skipper del cuore: vi porto ad ammirarne quattro, tra le più splendenti.

Rotta verso Cooper Island. Arriviamo da nord. Lo rocce di Quart-o-Nancy fanno da paravento agli alisei. Vi invito a far silenzio per gustarci la splendida Manchionel Bay. Potevamo ancorare sulla punta a sud, a Carter Bay o a Houlover Bay, ma la piccola spiaggia di Manchionnel Bay, con i suoi pochi cottage a ridosso del mare, non ha paragoni. Seguitemi: vi porto a fare merenda all’ombra di un folto palmizio dove potete ammirare le principali isole che si trovano ad Ovest. Se fate i bravi stasera vi porto a cenare al Cooper Island Beach Club.
Ritorniamo in barca e andiamo a scoprire la seconda perla, Salt Island, chiamata così per i suoi tre stagni di acqua salata. Salt Island è stata per lungo tempo tappa regolare per le navi che solcavano i mari caraibici in cerca di sale per gli equipaggi di Sua Maestà la Regina. Il sale è venduto ancora oggi, potete acquistarlo anche voi, ma non esagerate perché nella nostra barca c’è poco spazio. Sì, sì,  vi accompagno a visitare queste curiose saline durante la raccolta del sale. Gli appassionati di immersioni li lasciamo ad esplorare il relitto del Rhone, un portale a vapore della Royal Steam Racket Company, affondato con tutto l’equipaggio nel lontano 1807. Il relitto è oggi parco marino nazionale e, poco più a nord, a Lee Bay, possono scendere i sub che desiderino esplorarlo.
Terzo giorno, terza perla: Peter Island. Appena la vedete capite subito perché è stata inserita nella classifica delle Top Ten Islands dal Conde Nast Traveller. Quest’isola è un vero gioiello della natura e gran parte della sua superficie appartiene al milionario norvegese Peter Smedwig che negli anni ’60 fece costruire il Peter Island Resort, uno tra i più prestigiosi del mondo. Noi, peones, ci fermiamo al Peter Island Yacht Club, a Deadmen’s Bay, oppure attracchiamo a Little Harbour, tra le piccole South Bay e White Bay. Vi obbligo a fare una passeggiata all’interno, immersi nella natura: mi ringrazierete per tutta la vita. norman-island
La breve crociera sta per finire. Ritorniamo verso il Francis Drake Chanel. Tra le numerose isolette scelgo di farvi scoprire la mia preferita: Norman Island.  Poco abitata, disseminata di grotte e caverne, è stata per anni covo di pirati. Stevenson l’ha mirabilmente descritta nel suo romanzo ‘L’isola del tesoro’. Avete appetito? Offro io. Ci sediamo al  William Thornton, un vecchio mercantile del Baltico, oggi trasformato in un curioso bar ristorante galleggiante. Non abbuffatevi, perché appena abbiamo finito di pranzare tutti in barca per visitare le celebri grotte di Treasure Point!

Palme, baie, sabbia e web

30 settembre 2009 da Alice

La maggioranza delle persone, io compresa, è attratta dalle Isole Vergini Britanniche per la loro bellezza e molti inseriscono questo paradiso caraibico ai primi posti della speciale classifica che ha come titolo “Luoghi assolutamente da visitare e, appena posso, faccio le valige e ci vado”.
Le Vergini sono rimaste vergini, nel senso che spiagge, baie e vegetazione non sono stati aggrediti da mostri cementiferi o aggrovigliatii da lunghi filari di villette a schiera.
Chi governa queste isole è sempre stato attento a proteggere e coccolare il loro vero tesoro: la natura. 2854476
Ma chi pensa che le Isole Vergini Britanniche siano una manciata di isole rimaste esattamente come cinquecento anni fa, si sbaglia. Anche noi, amanti dei viaggi, non utilizziamo forse il web per conoscere le nostre mete, informarci su come raggiungerle, sapere dove alloggiare e quanto ci può costare?
Nel corso degli anni le attività legate all’accoglienza, all’ospitalità e al divertimento dei viaggiatori che raggiungono l’arcipelago sono diventate sempre più importanti. Bene, anche alle BVI c’è tecnologia, società che prestano molta attenzione ai nuovi strumenti di informazione. Ad esempio la Coldwell Banker, società di intermediazione immobiliare che  è presente in 46 Stati – tra cui le BVI- con 2.800 uffici e più di 101.000 associati, nel giugno scorso ha organizzato una conferenza a St. Marteen, nelle Indie Francesi Occidentali.  A questo importante incontro hanno partecipato 22 brokers e manager delle principali isole dell’Atlantico e dei Caraibi. L’obiettivo dello staff dirigenziale è stato quello di aiutare coloro che cercano buone occasioni per fare affari online e come migliorare questo servizio. Tra i numerosi nuovi concetti all’orizzonte spiccano le pagine individuali della compagnia su Facebook e Twitter, con tanto di elenchi di dati e i link ai loro personali siti web. L’utilizzo di tecnologie d’avanguardia e una presenza dominante sul web consentono di soddisfare in pieno l’esigenza di chi  vuole avere online, comodamente seduto a casa sua, tutte le informazioni di cui ha bisogno. Poi, una volta avute tutte le informazioni, bisogna vedere se c’è un conto in banca che permette l’acquisto o l’affitto di una casetta alle BVI. Ma questo è un altro discorso…