A Tavola! Zuppa creola e focaccine di granchio

20 luglio 2009 da Alice

Recentemente vi avevo preso per la gola presentandovi un libro di ricette caraibiche scritto da Jinx e Jefferson Morgan, i due californiani proprietari del Sugar Mill Hotel. Come promesso, vi passo due ricette tratte da questo libro, specialità che sono servite anche nel famoso ristorante del Sugar Mill Hotel. Inizio con la zuppa creola alle arachidi. food-3Prendete nota degli ingredienti: 250 gr di burro, 2 cipollotti medi tritati, 3 spicchi di aglio, 2 peperoncini piccanti, 250 gr di farina, 1 litro di brodo di pollo, 1 pollo in pezzi,1 tazza di crema di latte, 100 gr di burro di arachidi, zucchero quanto basta, sale e pepe, prezzemolo tritato, coriandolo fresco e mezzo scalogno. E ora, ai fornelli.
Soffriggete nel burro (normale) i cipollotti, l’aglio e i peperoncini fino a quando la cipolla diventa bionda, aggiungete la farina mescolando per evitare che si attacchi e quindi versate il brodo di pollo. Fate bollire per 30 minuti. Aggiungete quindi i pezzetti di pollo, la crema di latte e il burro di arachidi, in pizzico di zucchero e portate il tutto a ebollizione. Salate e pepate, aggiungete come guarnizione il prezzemolo tritato, il coriandolo fresco, lo scalogno a fettine o, se preferite, qualche arachide. Armatevi di un cucchiaio e dateci dentro.
La seconda ricetta, focaccine di granchio alla salsa di gamberetti  è ancora più facile. Ingredienti: mezzo chilo di polpa di granchio, 1 ciuffo di prezzemolo tritato, 1 pizzico di timo, 1 pizzico di pepe di Cayenna, 1 cucchiaio di pangrattato, 1 uovo, 1 cipollotto fresco a fettine, 1 peperone rosso tagliato a pezzi, 1 gambo di sedano tagliato in quattro pezzi,1 etto di mais dolce, 3 o 4 patate precedentemente lessate e tagliate a pezzi, mezzo chilo di gamberetti (sgusciati).
Passate tutti gli ingredienti al mixer fino ad ottenere un composto omogeneo e cremoso e lasciatelo riposare per due minuti. Spalmate questo composto su alcune focaccine sottili del diametro di circa 10 cm. Mettete le focaccine in una teglia antiaderente ed infornate a fuoco medio.  Quando sono pronte (fidatevi devi vostri occhi), servite le focaccine: andranno a ruba.
Certo, non potete avere l’atmosfera del ristorante del Sugar Mill Hotel, ma se chiudete gli occhi i sapori della zuppa creola e delle focaccine di granchio vi porteranno dritti dritti all’isola di Tortola.

La conchiglia che non sai

16 dicembre 2008 da Alice

La prima volta che le ho viste non erano né in mare né sulla spiaggia, ma adornavano il giardino di una casa. conchErano tante, una ventina, e delimitavano un’aiuola di bouganville. Sembravano finte: così grandi e così rosa… Mi dispiacque pensare che per un motivo solo estetico qualcuno avesse sacrificato dei molluschi. Poi, frequentando sempre più i Caraibi e le Vergini in particolare, ho saputo come andavano le cose. Quelle conchiglie, dette conch, sono frequentissime e prolifiche. Non le si preleva dai fondali per capriccio ma semplicemente perché il loro mollusco costituisce una pietanza abituale nella cucina di ogni giorno. Dunque, estratta la parte commestibile tutti conservano il bel guscio di che, solido com’è, diventa letteralmente complemento di edilizia. Ecco allora che nei villaggi delle BVI vedrete tante case in riva al mare rifinite di queste splendide conchiglie rosa.  Ho voluto subito assaggiare un piatto tipico di conch e devo dirvi che continua ad essere uno dei sapori preferiti del Caribe.
L’ho gustato in tanti modi: cotto al vapore e condito con il lime; in una zuppa con verdure e spezie e infine sulla griglia e servito su un letto di insalata. Nonostante la prelibatezza, è un piatto di cucina “povera” e in certi ristoranti non figura neppure sui menù dato che normalmente viene richiesto soprattutto dai locali. Eppure, vi assicuro, l’ho amato più dell’aragosta o di piatti da gourmet. Ha dentro il sapore del mare, che la sua grande conchiglia ha saputo gelosamente custodire.

Ci vediamo Chez Bamboo

17 novembre 2008 da Alice

Sì, è proprio il posto giusto dove darsi appuntamento a Virgin Gorda, la sera, dopo che il sole è tramontato.
A cinque minuti di cammino dal porticciolo di Spanish Town,  ne sentirete già la musica nell’aria; musica blues o jazz dal vivo, suonata finalmente ad un volume dolce, che consente di parlare, di ascoltare, di cenare téte a téte. Perché Chez Bamboo è soprattutto un ristorante, di grande atmosfera e di ottima cucina. A patto che vi piaccia gustare i sapori creoli e cajun.
Io li adoro. Soprattutto quando si tratta di piatti a base di pesce. Mi piacciono i sapori meticci, le assonanze inusuali, le spezie.
Lo chef Joyce Rodriguez prepara benissimo le conch: i molluschi delle grandi conchiglie rosa che proliferano ai Carabi e che cucina sulla brace e poi condisce con una salsa d’erbe. Ma il piatto che ho preferito in assoluto sono stati i gamberoni alla creola.
Li ho chiesti come primo e poi come secondo. Mi son fatta dare la ricetta ma ad essere sincera non li ho ancora cucinati mai, per il timore di sbagliare. Anche se in fondo è facile: si mette a bollire mezzo litro d’acqua con cipolla, sedano, carota e alloro. Quando bolle si versano i gamberoni che cuoceranno appena due minuti. Quando si scolano, l’acqua si conserva. In una padella, si farà un soffritto di burro con ancora una cipolla sminuzzata, brandy, bacche di ginepro, curry e due cucchiai di farina. Bastano due minuti affinché tutto sia ben amalgamato e a quel punto si uniscono i gamberi e si lascia mantecare per cinque minuti, aggiungendo l’acqua conservata se la zuppa vi pare troppo asciutta. Vi assicuro che con a fianco due crostini e magari una spolverata di peperoncino, i gamberoni diventano indimenticabili.
Provateli se andate a Virgin Gorda, e prima, ricordate di telefonare e prenotare.
Questo è il numero: 4955752, dite pure che vi mando io.

Un brunch con i pirati

5 luglio 2008 da Alice

Di tutti i Carabi e non solo delle Isole Vergini Britanniche, Norman Island incarna l’isola dei pirati per antonomasia.
Non soltanto perché ad essa sono riconducibili le coordinate dell’isola del tesoro narrata da Stevenson. La sua posizione strategica sul canale di Sir Francis Drake nonché le sue grotte e insenature hanno davvero costituito un crocevia di avventure bucaniere. Proprio a Norman, al centro della profonda baia “The Bight” è ancorato dal 1989 un vecchio veliero non più attrezzato a navigare ma adattato invece Willie T logo - thanks to www.williamthornton.coma bar e ristorante fluttuante: The William Thornton.
Lo riconoscerete perché alle sartie dell’unico albero rimasto è legata una bandiera nera con l’inequivocabile Jolly Roger, il teschio bianco dal ghigno ammiccante, simbolo universale dei pirati.
La William Thornton, o Willy T, come è chiamata e conosciuta da tutti alle BVI, ha rovesciato i termini delle avventure piratesche e per favorire l’arrembaggio ha predisposto ai suoi fianchi bitte e parabordi affinché sia agevole l’ormeggio di chi voglia sedersi al tavolo del suo ponte in legno.
Dopo il bagno tra secche coralline di Norman Island o una nuotata ai bordi della bianca mezzaluna della spiaggia, quel barcone vecchio eWillie T - thanks to  www.williamthornton.com suggestivo che nel riverbero del sole appare come fosse in una favola, è pronto a rifocillare i bagnanti , velisti e ogni tipo di avventore con menu del tutto consoni al suo stile: pesce alla brace, insalata di conch, spremute di guyava e ovviamente, dell’ottimo rum. Il servizio è caraibico e senza troppi convenevoli e per salire a bordo è gradita una mise informale, meglio se si tratta di costume da bagno e poco altro!
Un mio amico skipper racconta che ci sono serate in cui si puo’ bere insieme ad un centinaio di marinai, velisti o avventori per caso!
Cosa aspettate a fare un tuffo e riemergere a bordo del caro vecchio Willy??

Speziato.. che bell’aggettivo!

26 maggio 2008 da Alice

Pesce, molluschi, conchiglie e sopra.. spezie a volontà!
È questa la cucina dei Caraibi che personalmente preferisco: fresca, aromatica, piccante. Ad alcuni non è così gradita e dunque sulla tavola, trovate infinite possibilità di gustare pesce o carne cucinati da chef “tolleranti” e comprensivi circa le universali abitudini del gusto. Eppure, vi consiglio di chiedere, anche là dove il menù non li riporta, i piatti semplici e veraci della cucina tradizionale delle Vergini di Sua maestà.
Il Conch, ad esempio, è una grossa conchiglia il cui guscio rosa viene usato come elemento di decorazione, e il mollusco pregiatissimo Conch - tks to capturedambiance.comviene marinato nella crema di cocco e lime, o stufato in fricassea o semplicemente grigliato. È squisito, ve lo assicuro.
La Lobster Salad è un’insalata freschissima a base di aragosta, cipollina cruda e foglie verdi ma altrettanto gustose sono la Tuna Salad e L’Avocado Salad.
La Callolou Soup è invece una zuppa di verdure e spezie che da sempre è il piatto principale della tavola domestica delle BVI. Un toccasana che ha il pregio di essere buonissimo.
Il dessert autoctono, nonché peccaminoso, è il Plantain, a base di banane fritte e la vaniglia fresca.
Infine, credo troverete ovunque gli Shrimp Creole, Shrimp creole - tks to http://rachelsbite.blogspot.comgamberetti conditi con spezie piccanti e scorza di lime, ottimo snack da gustare quando si vuole.
Ho nostalgia di quei sapori.. Ho tentato di cucinare allo stesso modo a casa mia ma il risultato, nonostante avessi abbondato con il chili, era davvero sbiadito.. Ma, in fondo, è un bene che le cose vadano così: che non tutto sia esportabile, replicabile, ripetibile. Il Caribe è Caribe.