La conchiglia che non sai
16 dicembre 2008 da AliceLa prima volta che le ho viste non erano né in mare né sulla spiaggia, ma adornavano il giardino di una casa.
Erano tante, una ventina, e delimitavano un’aiuola di bouganville. Sembravano finte: così grandi e così rosa… Mi dispiacque pensare che per un motivo solo estetico qualcuno avesse sacrificato dei molluschi. Poi, frequentando sempre più i Caraibi e le Vergini in particolare, ho saputo come andavano le cose. Quelle conchiglie, dette conch, sono frequentissime e prolifiche. Non le si preleva dai fondali per capriccio ma semplicemente perché il loro mollusco costituisce una pietanza abituale nella cucina di ogni giorno. Dunque, estratta la parte commestibile tutti conservano il bel guscio di che, solido com’è, diventa letteralmente complemento di edilizia. Ecco allora che nei villaggi delle BVI vedrete tante case in riva al mare rifinite di queste splendide conchiglie rosa. Ho voluto subito assaggiare un piatto tipico di conch e devo dirvi che continua ad essere uno dei sapori preferiti del Caribe.
L’ho gustato in tanti modi: cotto al vapore e condito con il lime; in una zuppa con verdure e spezie e infine sulla griglia e servito su un letto di insalata. Nonostante la prelibatezza, è un piatto di cucina “povera” e in certi ristoranti non figura neppure sui menù dato che normalmente viene richiesto soprattutto dai locali. Eppure, vi assicuro, l’ho amato più dell’aragosta o di piatti da gourmet. Ha dentro il sapore del mare, che la sua grande conchiglia ha saputo gelosamente custodire.
Mi son data nome Alice, un nome che ho amato fin da quando lessi la favola di Lewis Carrol, anche se a me piace soprattutto perché è il nome di un pesce. Un pesce azzurro (che si avvicina al blu, mio colore preferito) che col suo guizzo argentato solca instancabilmente tutti i mari, da piccolo grande migratore quale è...