Architettura fa rima con natura

9 luglio 2009 da Alice

Alle Isole Vergini Britanniche è normale incontrare persone interessanti.

Prima di tutto la gente del posto, simpatica, allegra ed ospitale come il DNA caraibico comanda.
Poi ci sono gli innamorati della vela: arrivano a bordo delle loro barche, piccole e grandi, o in aereo, per poi noleggiare, immediatamente, una barca per veleggiare con i generosi soffi degli alisei. Gli stessi turisti sono sempre un po’ speciali perché scegliere le BVI con meta di un viaggio significa avere una spiccata sensibilità verso la bellezza e una forte attrazione per le emozioni vere, difficili da dimenticare. Infine, può succedere di conoscere persone che hanno un carisma particolare.
Recentemente ho avuto la fortuna di incontrare un uomo che fa parte dell’esclusiva categoria dei “realizzatori di sogni”. Si chiama David V. Johnson ed è il presidente della Victor International Oil Nut Bay.

David non è originario delle BVI. La sua storia, come quella della Oil Nut Bay, parte dal Michigan. Quando aveva vent’anni, David ha sfidato la prognosi medica che lo voleva in carrozzella per il resto della vita. Ora cammina, fa immersioni ed è uno dei più accreditati immobiliaristi nel panorama internazionale. “Immobiliarista” è un termine che a noi italiani fa venire in mente “mattoni e cemento”. Non è il caso del signor Johnson. quality-of-life-201Lui si occupa della creazione di ambienti residenziali e lavorativi nel pieno rispetto del territorio sotto il profilo sociologico ed ecologico. Lo straordinario talento professionale e creativo del suo team è uno degli elementi che rendono la Oil Nut Bay unica nel suo genere nella realizzazione di complessi residenziali qui alle BVI. Negli USA, David ha ottenuto numerosi riconoscimenti per la sua politica ambientale che prevede una regola ferrea: costruire e promuovere un’architettura in armonia con l’ambiente naturale. Ad esempio, è stato  proclamato ambientalista dell’anno dalla Michingan Chamber of Commerce. Maggiori dettagli nel prossimo post.

BVI Music Festival: appuntamento al prossimo anno

6 luglio 2009 da Alice

In Italia abbiamo il Festival di San Remo, alle Isole Vergini Britanniche c’è il BVI Music Fest.
Tutta un’altra musica, ovviamente.

Ho chiesto, via e-mail, ad una mia amica del posto che mi ha insegnato a ballare, come è andata l’edizione 2009 e ho scoperto che è saltata. Non ho capito bene le cause, ma so che gli amanti dei ritmi caraibici ci sono rimasti male. Niente di grave, si sta già lavorando per l’edizione del prossimo anno. bvi-music-fest-logo
Il BVI Music Festival si svolge a Cane Garden Bay, isola di Tortola, una lunga baia costellata di locali sulla spiaggia. Ogni anno, verso la fine di maggio, qui si mescola lo sciabordio delle onde alla musica e alle danze caraibiche. Ma al BVI Music Fest non c’è solo musica. La spiaggia più famosa dell’isola si anima con giochi, feste e tradizioni della cultura caraibica.

Se siete rigidi come dei tronchi, dopo alcuni minuti di calypso, reggae e soca vi troverete belli sciolti e danzerete fino a notte inoltrata. “Soca” non vi dice niente?  Eppure, tempo fa, Raffaella Carrà fece ballare gli italiani con la canzone “Soca dance”. Soca, o Soul Calypso, è una musica dance proveniente da Trinidad. Sulla base del ritmo cadenzato-melodico del calypso inserite i veloci battiti delle percussioni e, se possibile, anche due ottoni, preferibilmente le trombe. E poi ondulate i fianchi a piacimento!
Nelle passate edizioni,  artisti del calibro di Wyclef Jean e Percy Sledge hanno preso parte al festival che raduna alle BVI amanti della cultura musicale caraibica, provenienti anche dalle isole vicine. Appena ho notizie della prossima edizione, ve le canto.

Alle BVI venti in poppa per gli investimenti

24 giugno 2009 da Alice

Dici “Isole Vergini Britanniche ” e pensi subito agli alisei e alle barche a vela, al sole e alle spiagge incantevoli, alla natura da sogno ed ai gustosi sapori caraibici.
Con questo pezzo vi stupirò: cambio il mio look casual, sostituisco le mie infradito con scarpe tacchi a spillo 12 cm,  indosso un tailleur da donna in carriera e vi parlo, udite udite, di finanza. In fatto di investimenti sono un disastro, quindi non aspettatevi analisi da esperta economista.
Allora, nei primi anni ’80, quando le BVI formarono una giurisdizione a sé, ci fu una straordinaria crescita dei mercati finanziari.
Nel corso di una generazione l’economia è cresciuta fino a raggiungere un reddito pro capite di circa  40.000 dollari! Mica male. Ciò fa delle  BVI uno dei luoghi più ricchi al mondo, oltre che uno dei più belli. Parecchie società finanziarie hanno la loro sede estera proprio qui. Per completare il quadro, ecco due cifre: circa 750.000 le compagnie presenti, oltre 65.000 società finanziarie locali in più rispetto allo scorso anno. Le BVI  sono oggi una giurisdizione ideale per i fondi di investimento. Questa crescita inizia nel 1996 con l’introduzione del Mutual Fund Act. La collaborazione tra settore pubblico – privato e i servizi finanziari delle BVI consente di offrire vantaggi agli investitori della comunità internazionale. Conosciuto come THE BVI ADVANTAGE, questo accordo significa: sostenere la stabilità economica e politica; una vasta gamma di prodotti e servizi finanziari innovativi; un regime di regolamentazione moderno, flessibile e solido; ambiente operativo  efficiente e favorevole alle imprese; un team di professionisti con grande esperienza e conoscenza; l’uso del dollaro USA come valuta corrente; impegno politico nell’attuazione di norme e leggi che soddisfino le necessità degli investitori e proteggano l’integrità delle BVI. Io aggiungerei il valore aggiunto della BVI: isole da mille e una notte. Anzi, mi viene il sospetto che tutte queste società  e questi professionisti hanno scelto di venire alle BVI proprio per il panorama! Ad esempio, gli avvocati: le Isole Vergini Britanniche sono l’unica giurisdizione dei Caraibi che vanta la presenza di sei tra le più grosse compagnie di consulenza legale del mondo, con una grande presenza di avvocati penalisti e civilisti. L’ICF (Centro Finanziario Internazionale delle BVI) si muove molto bene nella diffusione dei vantaggi che può offrire una sana competitività territoriale e si impegna a promuovere grandi eventi come le conferenze internazionali. Con un capillare programma informativo, il BVI IFC vuole spingere la comunità internazionale ad investire in servizi finanziari. Questo programma globale è stato ben recepito all’estero, soprattutto dai principali centri del business come New York, Londra, Hong Kong, Singapore, Miami, Ginevra, Zurigo e Shanghai.
Mi rimetto le mie infradito, mi infilo i mie pantaloni di leggero cotone bianco e vado a farmi una bella passeggiata a Tortola. Come avrete capito, i miei investimenti alle BVI sono di tutt’altro genere! :-)

Tempo caldo, Racing di fuoco: finisce alla grande la BVI Spring Regatta 2009

5 aprile 2009 da Alice

Chi si è svegliato questa mattina, 5 aprile, e ha guardato il cielo, non poteva crederci. Com’è possibile, proprio l’ultimo giorno della Spring Regatta, ritrovarsi il cielo coperto da nuvole nere? Vuoi vedere che piove e non vedremo un filo di vento?! Gente di poca fede: le BVI non deludono, non ti lasciamo mai in “braghe di tela”!! Ed infatti, le nuvole sono state solo una piacevole protezione solare e lungo tutto il Sir Francis Drake Channel ben 122 imbarcazioni hanno gareggiato con vento da 12 a 14 nodi. bvisr_3april.jpg
Ho aspettato le barche al loro rientro in porto. Per me è un momento magico osservare le facce dei vari equipaggi alla fine delle competizioni. Nei loro occhi ci puoi leggere un affascinante romanzo di avventura.
Il volto di Philip Lotz, proprietario e skipper di Arethusa, arrivata seconda dietro a Vincitore nella divisione A, era raggiante: “ Qui è tutto stupendo. Il prossimo anno ci ritorno e voglio convincere altri proprietari di Swan 42 a partecipare”. Nella divisione B, Three Harkoms ha vinto con un margine di sette punti su Lost Horizons II di Jamie Dobbs. Sulle labbra di James Heddleston , proprietario di Three Harkoms, ho letto questo bilancio:  “È una delle regate meglio organizzate a cui abbia mai partecipato da diverso tempo”.
Nella categoria C, il grande vincitore è stato Bad Girl, con dieci primi posti e un secondo: era veramente duro batterli. Spirit of Montpellier e Safir III si sono piazzati primo e secondo nella Performance Cruising A, mentre al terzo posto c’è Miss MaJic, un J/46, comandato dallo skipper portoricano Jim Baus. Nota di colore: a bordo di Miss MaJic c’era Ella, una protagonista assoluta della Spring Regatta. Ella non è una miss, ma una simpatica cagnetta. Un’altra particolarità di questa barca è che Baus e la moglie Heather hanno comprato Miss MaJic lo scorso anno ed hanno partecipato alla Spring Regatta assieme agli ex proprietari, con in quali  hanno stretto una grande amicizia. Una bella storia che poteva succedere solo alle BVI. In alcune classi c’è stata una lotta accanita fino all’ultima regata. Addirittura si è ricorsi al tie-break nella classe dei 30 metri modificati. L’ha spuntata Diva di Robin Tattersall, residente alle BVI.
Anche nella classe Bareboat A c’è stata battaglia.  Le tre migliori imbarcazioni hanno ottenuto tutte 14 punti in cinque gare, ma sono stati il californiano Justin Barton e Pressley King delle BVI  che si sono divisi lo scettro della vittoria arrivando primi a pari merito.
Gara fantastica anche nella classe Large Multihull, con Richard Wooldridge delle BVI che ha portato alla vittoria il suo trimarano Kelsall, del Team di Nanny Cay, davanti a Soma, un Formula 40. Questione di millimetri.
Prima di partecipare alla festa finale, preparo le valigie. Domani parto. Per mia fortuna avrò accanto il mio skipper del cuore. Sta già pensando alla prossima edizione della BVI Spring Regatta. Quanti giorni pensate che resista a Milano, vicino all’Alzaia del Naviglio Grande?

BVI Spring Regatta: per chi ha scelto di navigare in paradiso

4 aprile 2009 da Alice

Penultimo giorno della Spring Regatta edizione 2009.
Mi conosco troppo bene: dentro di me sta salendo un po’ di tristezza. Fra due giorni torno nel vecchio continente e dovrò salutare la mia spiaggia preferita, i colori, i profumi, la musica che amo di più, la gente stupenda del posto … Tanto per cambiare, anche oggi, 4 aprile, è una giornata meravigliosa. C’è un detto nel mondo velico che recita “Preferisco navigare a Cowes sotto la pioggia”. Cowes è una città posta sulla costa nord dell’Isola di Wight, ed è molto nota tra i velisti  per essere la sede di due famose regate, l’Admiral’s Cup e la Fastnet Race, spesso caratterizzate da un pessimo tempo. Qui alle BVI questo detto non lo condivide nessuno. Anzi, i partecipanti della Spring Regatta vi diranno “Preferisco navigare in paradiso”. Sole splendente, vento da 10 a 12 nodi, e ovunque gli occhi si posano sono abbagliati dalla bellezza dell’isola di Tortola e del mare che la circonda.
Nella Divisione  A, Vincitore, il Reichel Pugh 52 in fibra di carbonio, ha ottenuto un altro punto in classifica.
Nella Divisione B, un membro del team proveniente dall’Irlanda ha detto che sono arrivati alle BVI  nonostante la crisi economica dell’Europa. Si fanno chiamare Team Denial, team della smentita, e non ci sono dubbi che sono proprio stati smentiti, per via del loro attuale ultimo posto. Li ho incrociati al Regatta Village e mi sembra che, al di là dei risultati in mare, se la stiano godendo. In testa alla classifica si conferma Three Harkoms. Bad Girl di Rob Armstrong, continua a spadroneggiare nel Racing Class C.
Spirit of Montpellier, con lo skipper inglese David Yelloly, è andato in testa nella Performance Cruising A.
Ha fatto un buon lavoro mantenendosi allo stesso punteggio dell’americano Robert Radqay con  Safir III, un Arcona 460.  Antigua di Tony Sayer, sulla sua Beneteu First 42, nella gara Cruising B è arrivato terzo e avrebbe preferito altre gare più lunghe e con più vento. Come dargli torto: è così bello veleggiare alle BVI che si vorrebbe uscire in mare alle 8 del mattino e ritornare in porto alle 20 di sera.
Questo giorno perfetto si è concluso al Nanny Cay Village mangiando, bevendo e ascoltando della musica dal vivo. Kay Acott, della KA Yatch Charters, ha riassunto così la Spring Regatta “Rum, sole, balli e un po’ di navigazione”. Proveniente dal Regno Unito e al timone di un Beneteau First 40.7, sta già pensando di ritornare il prossimo anno. Mica scemo il ragazzo. bvi_sr_2april.jpg

Tortola: è partita la Spring Regatta. Al Regatta Village battute, musica e drink.

3 aprile 2009 da Alice

Non ditelo a nessuno, ma oggi, 3 aprile, mi sono ritagliata una pausa  e  non ho seguito in presa diretta il ricco programma di race del BVI Sailing Festival 2009. Tra l’altro, la leggendaria Spring Regatta inizia proprio oggi, ma non preoccupatevi, vi racconto lo stesso come sono andate le gare grazie ai racconti degli skipper e uomini di equipaggio: in genere di poche parole, alla sera diventano dei chiaccheroni.
Forse il merito va al BVI Festival e al Regatta Village di Tortola. Qui, alla fine di ogni giornata, uomini di mare e appassionati si ritrovano per mangiare dell’ottimo cibo, ballare con della buona musica e commentare le imprese della loro barca sorseggiando con calma una birra ghiacciata o il loro drink preferito.
Una pausa, dicevo. Cosa ho fatto? Dopo tanto blu del mare, mi è venuta voglia di fare una passeggiata a Road Town per gustarmi i colori pastello delle case in legno e pietra, fedeli al tipico stile gingerbread delle Indie caraibiche.
Sì, ma le regate? Ecco la cronaca della vostra report preferita. bvi_sr_1april.jpg
Ottime condizioni di tempo, sole splendente, vento da 11 a 15 nodi: la Spring Regatta non delude mai da oltre 35 anni. Sono  tutti entusiasti dell’organizzazione e, ovviamente, dai meravigliosi campi di regata.
Nella Divisione A, Vincitore, il Reichel Pugh 52 di Jim Mitchell, ha ottenuto tre primi e un secondo posto,  ma Arethusa, lo Swan 42 di Philip Lotz, lo rincalza con tre secondi e un primo posto. In Divisione B, Three Harkoms ha cinque punti di vantaggio su Jamie Dobbs e Lost Horizon II.  Sul volto di Alfred Koolen, del team Lost Horizon II, si leggeva un po’ di delusione, ma su una cosa era convinto al 100%: “Questa regata è la migliore e la meglio organizzata di tutti i Caraibi”. In classe C, Jurakan è  arrivato secondo dietro a Bad Girl.
Bomba, un Beneteau First 45 è in testa nella gara Cruising A, mentre un altro Beneteu, Bonne Chance, è arrivato primo nella gara Cruising B.
Prima di salutarvi, due parole su una bella novità: nella  classe Bareboat  c’è stata la sfida tra nazioni, con i team di Puerto Rico, Italia, America del Nord, Europa, Regno Unito, Olanda e BVI, sponsorizzati tutti dall’Ente del Turismo delle BVI. Diverse bandiere, un amore in comune: la bellezza delle Isole Vergini Britanniche.

Una “giornata tipo”

3 gennaio 2009 da Alice

Una mia amica in partenza per le BVI era indecisa se passare le vacanze di Natale in barca oppure a terra.barca BVI
Era affascinata dall’idea della crociera in barca a vela ma non essendoci mai stata, pur amando molto il mare, non sapeva bene se il ritmo a bordo fosse troppo impegnativo o non adatto a lei. Allora mi ha telefonato chiedendomi come fosse la “giornata tipo” alle BVI per me.
Ciascuno è fatto a modo suo, ad ogni modo, dopo che le ho descritto una mia “giornata tipo” in barca, non avuto dubbi, ha prenotato subito e l’altro ieri mi ha mandato un sms pieno di entusiasmo.
Cosa le avevo raccontato? Cose “semplici”: sveglia naturale, quando il sole filtra dalle tendine dell’oblò e chiama a uscire fuori. Personalmente, il risveglio all’ancora sopra un fondale trasparente mi spinge al primo tuffo prima ancora di prendere un caffé. Il bagno del mattino, quando ancora tutto è immobile, è meraviglioso. Poi, mi asciugo al sole del pozzetto mentre faccio colazione: frutta fresca, pane burro e marmellata. Qualche briciola, si sa, la butto sempre ai pesci, che formano una nuvola al bordo delle murate della barca.
A metà mattina mi preparo per lo snorkelling con la mia piccola fotocamera subacquea e vado a zonzo tra i coralli a cercare souvenir da immortalare. Mi pongo sempre l’obiettivo di spezzare la nuotata in due, raggiungere una riva, camminare sulla sabbia e poi immergermi di nuovo per ritornare indietro. Così, fa presto a diventare ora di pranzo. Difatti, l’appetito c’è  ma a quell’ora prediligo un’insalata mista o un avocado. Capita pure che la mattina si trascorra un paio d’ore a vela, navigando verso un’altra isola. In quel caso mi godo il sole e i riverberi del mare. Poi dedico sempre qualche ora alla lettura: leggere un romanzo sdraiata sul ponte di una barca e navigare anche in quelle pagine… è impagabile. Talvolta arriva l’ora del tramonto senza che mi renda conto di aver passato tutto un pomeriggio a leggere sul mare. La notte è sempre carica di stelle e si rimarrebbe a guardarle per la notte intera così tante e luminose da sembrar vicine. Insomma, capite bene come Petra, la mia amica, si sia convinta che la barca a vela fosse proprio da provare per vedere le Isole Vergini Britanniche.

Anegada, l’essenza di un’isola

23 dicembre 2008 da Alice

Le isole sono sempre territori unici ed irripetibili, che vivono di propria, ciascuna isolata da mare, ciascuna con una propria identità. Dire quando e come un’isola è più bella di un’altra mi è sempre stato difficile. Ognuna ha sempre avuto una ragione che non era uguale a nessun altra. Eppure, ci sono isole che io chiamo “archetipo” e che possiedono l’essenza di un genere espresso con assolutezza.
Anegada è così: non ha foreste, né promontori, né vere insenature. flukes-2000-map-500x335.jpgÈ, potrei dire, la forma più essenziale di un’isola. Anegada che in spagnolo voleva dire “sommersa”: una lingua di sabbia lunga diciannove chilometri; un’altezza che non supera i sei metri; una laguna corallina che la circonda ininterrottamente, creandole un anello intorno di turchese puro.  A terra, solo sabbia. Sulla sabbia, una pista di atterraggio per piccoli aeroplani, piccole casette sparse per duecento anime, un hotel che non può che chiamarsi Reef Hotel. Se non vi piace il mare non andate ad Anegada. Se non vi piace immergervi tra i relitti affondati nei coralli, scegliete un altro luogo. Se amate vivacizzare la serata con qualcosa di diverso dalle stelle, rimanete nelle isole più inclini alla mondanità.
Sarete invece al vostro posto se vi piace vivere gli estremi naturali. Se guardare il mutare dei blu e dei celesti di una laguna immensa, non vi stancherebbe mai. Se quello che cercate è il significato più profondo di un atollo. Ovvero, l’affioramento di voi stessi nella radiosità della natura.

Il tropico a Milano

12 novembre 2008 da Alice

È un autunno insolitamente tiepido in città, ma quel giorno – una sera di due settimane fa -  c‘era un’aria decisamente caraibica. Succedeva in quartiere denominato “l’isola”, precisamente nella calda e trasparente location dello Yacht Club Milano. Era in corso la serata Exclusive, organizzata dal British Virgin Island Tourism Board.
Ho rivisto tanti amici che come me amano quell’arcipelago. Alcuni ci sono stati una sola volta ma non l’hanno mai dimenticato; altri, soprattutto velisti, ci tornano invece quasi tutti gli anni. In nessun altro tropicale luogo trovano le stesse chance. Vale a dire, spiagge bianche, fondali corallini, paesaggi variegati e soprattutto, le ideali condizioni per navigare a vela. Per spostarsi di isola in isola al soffio caldo dell’aliseo, col solo dilemma di scegliere  tra gli approdi innumerevoli ove fare il bagno.
Quella sera c’era anche Stefano De Franceschi, un giornalista amico amante della vela, che la primavera scorsa ha partecipato alla Spring Regatta. La barca, un Oceanis 473 l’ha noleggiata lì, come fanno in tanti.  L’evento velico che ha esordito negli anni ’70, è certamente il più popolare e prestigioso dei Caraibi.  Ogni anno richiama le più belle barche da regata e da crociera che navigano in quelle latitudini.  Stefano ha raccontato a tutti di quanto gli fosse stato difficile rimanere ligio ai percorsi di regata, alle boe da virare, ai traguardi da tagliare.
Era entusiasta nel riuscire a regolare al meglio lo spinnaker al fine di guadagnare una buona posizione tra le centinaia di barche che partecipavano. Ma allo stesso tempo, era attirato dalle spiagge che sottovento o sopravento, sfilavano bianche e turchesi. E sembravano chiamarlo, con quella loro luminosa facoltà di seduzione.
Insomma, tra agonismo ed edonismo, un vero match-race. La prossima edizione si svolgerà dal 30 marzo al 5 aprile del 2009: quasi mi ci iscrivo anch’io con po’ di amici…

Aperitivo al tramonto a Peter Island

21 ottobre 2008 da Alice

Teatro di uno degli aperitivi piu’ spettacolari che io abbia mai fatto:
Moet & Chandon al tramonto, vista mare a Peter Island..
twilight_peter_island3.JPG

per la serie: cosa vuoi di più dalla vita?