Prickly Pear Island - Virgin Gorda thanks to: Ente del Turismo BVINe ho conosciuti uomini (e anche donne), che anche quando si trovano in vacanza su isole meravigliose sono insofferenti, fremono e, dopo due ore di spiaggia, non ne possono già più.
E tu lì: a dirgli che al ritorno quel silenzio lo rimpiangeranno; che quella laguna è così viva che – guarda – sembra respirare; che leggere all’ombra delle palme l’ultimo romanzo di McEwan è un impagabile piacere. Niente da fare: certe persone quel rapporto apparentemente ozioso con il mare non lo reggono. Devono fare, muoversi, non avere spazi vuoti. Soprattutto se, del mare, la cosa che amano è andare in barca a vela. Allora sono guai: se sentono la brezza fra i capelli, invece che un brivido di piacere provano un brivido di rabbia e di scontento: pensano a che bolina potrebbe in quel momento solcare la laguna; pensano che invece che starsene con le mani in mano sulla spiaggia, potrebbero stringere un timone e divertirsi da mattina a sera. Insomma, capirete che in certi casi la vacanza in coppia può scatenare scaramucce a meno che uno dei due, non rinunci alla propria personale idea dell’evasione. La soluzione in questo caso? Io ne conosco una che si chiama Bitter End Yacht Club.
È un resort (forse l’unico del mondo) concepito per fare una vacanza full immersion nella vela e allo stesso tempo, se si vuole, sulla spiaggia. Anzi, sulle spiagge perché il North Sound dove si trova, sull’isola di Virgin Gorda, è un dedalo di isole, spiagge bianche, canali navigabili. I cottage, immersi nella macchia tropicale affacciano sullo yacht club che dispone di oltre 100 barche a vela di ogni genere. Dall’Optimist, al Laser, all’Hobie Cat fino ai cabinati. Così, la vacanza è davvero libertà: chi vuole la spiaggia, i coralli e la laguna non deve più fare compromessi col compagno di viaggio che invece, con ostinazione vuole andare a vela, dovunque e comunque.