Una Bomba per il surf

14 novembre 2010 da Alice

Alle Isole Vergini Britanniche, sono sicura che i vostri occhi saranno rapiti non solo dalle sorprendenti nuances dei blu dell’acqua e dei verdi della vegetazione, ma anche da un’originale macchia di colori allegri.
Allegri, non chiassosi. Sto parlando di cartelli e oggetti strampalati appesi alle pareti del Bomba’s Surfside Shack.

Un cartello recita: “ Se il tuo è un problema di cuore, con 3 o 4 Bomba Punch il problema è risolto”.
E sentite quest’altro, ancora più incisivo: “Fermati, diventa un amico, fatti un amico, spendi un dollaro”.

Questi ed altri slogan non sono creati da una famosa agenzia pubblicitaria, ma è farina che proviene direttamente dal sacco del proprietario, Mr Bomba. Il locale si trova nella meravigliosa spiaggia che si estende tra Carrot Bay e Long Bay, ed è chiamata dagli abitanti locali Capoons Bay. Non pensate di trovarvi davanti ad un Club per gente che se la tira. Tutt’altro!  È una capanna emersa sulla spiaggia in modo spontaneo nel1976, architettura naif, ma per i surfisti è il ritrovo più esclusivo di tutti i Caraibi.

Le sue famose Full Moon Parties (Feste della luna piena) sono un’esperienza indimenticabile, da spenderci su una lacrima al solo ricordo. Oltre ai party al chiaro di luna, la Capanna di Bomba è l’ombelico dei Caraibi anche per il Bomba Rum e i Tè parties. Tagliamola corta: una vacanza a Tortola non è completa se non si fa un giro da Bomba.

Se poi amate il surf, allora fate tombola: tavola sotto il braccio, andate dritti dritti alla spiaggia di Apple Bay. Nella stagione invernale questa striscia sottile di spiaggia è la Mecca per chiunque voglia praticare il surf, grazie alle spettacolari onde alte più di sei metri. Apple Bay, passeggiare sulla spiaggia sorseggiando un drink prima di fare surf, il sole che cala all’orizzonte… il ricordo vale una lacrima di commozione!

Ospitalità 100% made in BVI

20 aprile 2010 da Alice

Recentemente vi ho presentato un locale molto casual che si trova sulla spiaggia che va da Carrot Bay a Long Bay.
Chi ha letto il post o ha visto dal vivo queste quattro semplici pareti di legno e cartelloni colorati, sa che è il santuario dei surfisti.

È il bello delle Isole Vergini Britanniche: potete trovare Hotel esclusivi, Club da nababbi, ma anche l’originale e senza pretese Capanna Bomba, così chiamato dai suoi frequentatori il Bomba’s Surfside Shack . Il Resort in stile balinese di Sir Richard Branson, a Necker Island, è l’estremo opposto della Capanna di Mister Bomba, in puro stile naif, a Tortola. Tra questi due estremi, alle BVI ci sono alberghi, ristoranti e locali di varie categorie e fasce di prezzo.  Per farvi capire meglio il concetto, vi presento un hotel  che non maltratterà il vostro portafogli e allo stesso tempo vi offrirà un ambiente ospitale e un servizio impreziosito dal calore familiare.

Affettuosamente è chiamato JR, ma il nome ufficiale che compare all’ingresso è The Jolly Roger Hotel. È facile da trovare, soprattutto per chi arriva dal mare. Siamo a Tortola, nel cuore pulsante della parte occidentale dell’isola, ingresso di Soper’s Hole, molo 75, proprio quello dove attracca il traghetto che arriva da St. Thomas.

Camminate per 137 metri ed entrate: sarete abbracciati dalla più spontanea ospitalità, 100% made in BVI.

Altra piacevole sorpresa è che al Jolly Roger Hotel i prezzi delle camere sono indicati, tutti possono vederli. Sono infatti pochi gli alberghi che mettono ben in vista i prezzi. Da notare che la tariffa comprende tutti i servizi fondamentali, aria condizionata compresa. Al Jolly Roger Hotel sarete sempre i benvenuti anche solo per una notte, se avete noleggiato un’imbarcazione o se state lasciando le Isole Vergini Britanniche per ritornare a casa. Se avete noleggiato una barca, anche se non siete ospiti dell’hotel potete chiedere il servizio fax  e l’approvvigionamento del ghiaccio.

Se vi fermate a mangiare nel ristorante interno del JR, chiede il grande BBQ: è l’ottimo barbecue in stile caraibico. Il venerdì e il sabato, intrattenimenti dal vivo con musicisti locali o le migliori band provenienti dagli Stati Uniti. Molto frequentati anche i due bar, e non solo dai fan dei drink.

Al Jolly Roger Hotel si incontrano viaggiatori come voi, marinai e la gente locale o provenienti dalle altre isole. Mare ovviamente pulito, cristallino. Le camere pure.

Palle di fuoco

29 novembre 2009 da Alice

Dopo avervi parlato di Great Wall, la galleria d’arte a cielo aperto di Tortola, mi sono scaldata sull’argomento “arte”.  Sono sicura che siete d’accordo con me: insieme ai viaggi, l’arte è una di quelle rare cose che danno più sugo alla nostra vita, ci emozionano, ci fanno sognare. Ed eccomi dunque a presentarvi Aragorn Dick Read, che dal cognome potrebbe sembrare un discendente di un arcigno pirata, ma che invece è uno scultore talentuoso e affermato. Per ammirare le sue opere dovete recarvi a Trellis Bay, Beef Island.
Fate il suo nome, lo conoscono tutti: vi indicheranno dove si trova il suo studio, un laboratorio-scrigno in cui potrete ammirare le sue superbe sculture in rame e acciaio. Aragorn è nato a Tortola nel 1966.
Ama esprimersi attraverso diverse tecniche artistiche come la ceramica, la stampa su metalli e il design.  Si è specializzato in arte tribale e del ventesimo secolo. Ha lavorato un po’ ovunque in Europa, Russia, nei Balcani, in Nepal, in Papua Nuova Guinea, Australia, Marocco… Come vedete, un grande viaggiatore. E dove ha trovato la donna della sua vita? In Italia, naturalmente! Si chiama Federica. Torniamo all’arte. Dovete vederle le sculture di Aragorn, aragorn_w_fireball2ci troverete subito i caraibici. Soprattutto i colori, un piacevole mix di contrasti tra il turchese intenso e la lucida luminosità del caldo rame o del freddo metallo. Un pezzo forte sono le Fireball.
Aragorn realizza le sfere interamente a mano, di diverse grandezze. Su di esse ritaglia delle immagini. Queste sono illuminate all’interno dal fuoco che, grazie ad un effetto ottico fantastico, sembra che si muovano agli occhi incantati di chi le osserva.
Con le sue Fireball organizza spettacoli di intrattenimento al chiaro di luna, e lo spettacolo trova un posto priviliegiato nella valigia dei ricordi di ogni spettatore. Se avete la fortuna di soggiornare a Beef Island, sappiate che potete frequentare nello studio di Aragorn lezioni di ceramica, intaglio del legno e cesteria. Lo scultore organizza anche eventi assieme agli altri artisti della cultura locale tra i quali Zelia Frett ed Estelle Dawson. Vi consiglio di andarci a primavera. Ogni anno a marzo, infatti, Trellis Bay ospita il più grande Festival dell’artigianato delle BVI, il Carribean Arts & Crafts Festival, a cui partecipano numerosi artisti provenienti  da tutta l’area caraibica.

Kats, che bello!

20 novembre 2009 da Alice

Non sono una patita di calcio, ma ho letto che in Italia le grandi società di Serie A hanno trascurato il settore giovanile. Un vero peccato perché, nello sport come in qualsiasi altra attività, è fondamentale investire sui giovani. In questo senso, una bella lezione arriva dalle piccole Isole Vergini Britanniche. Loro non hanno Kakà, ma KATS: Kids And The Sea, i Bambini e il Mare, il programma di sport acquatici per i giovani promosso dal governo delle BVI.
Tutto iniziò nel 1990 quando Tom Gerker, un uomo d’affari caraibico, decise di trasferire i corsi di vela proposti dal Rotary Club sull’isola di St. John anche nelle BVI, e precisamente a Tortola. Questo programma di sport acquatici è rivolto a tutti i giovani, locali e turisti. Kats prevede diverse tipologie di corsi per giovani dai 5 anni fino 18. Sono tre i corsi da seguire per completare il programma. Ogni corso prevede degli step che vanno superati per poter accedere a quello successivo. Il più importante è quello di vela, ma si possono seguire anche i corsi di scuba diving e di windsurf.
Si inizia dai fondamentali, come si dice a scuola, dall’ABC: il corso di nuoto e abilità in mare. L’obiettivo non è di diventare dei campioni, ma di acquisire sicurezza e familiarità con l’elemento acqua. cmpcup2000cFortunati questi alunni: hanno la palestra acquatica più bella del mondo, il mare caraibico! Quindi, si accede al corso di vela, il top che si possa trovare alle  BVI. Ogni anno c’ è una lunga lista d’attesa per iscriversi, dato il grande successo ottenuto negli ultimi sedici anni. Le lezioni si suddividono in tre livelli a seconda dell’abilità dei partecipanti. Il “gran finale” del programma di vela KATS è la Chief Ministers Cup che si tiene a Tortola, e che prevede un tour nei caraibi della durata di tre giorni. I partecipanti gareggiano in classe IC 2: da qui uscirà il miglior team della categoria. Di lunghe file per partecipare al Grande Fratello, qui alle BVI, nemmeno l’ombra.

Arte a cielo aperto

12 novembre 2009 da Alice

Nella sua bella canzone Il cielo in una stanza,  Gino Paoli canta “Quando sei qui con me, questa stanza non ha più pareti, ma alberi, alberi infiniti…” .
Vi sembrerà strano, ma a me questa canzone fa venire in mente le Isole Vergini Britanniche. Di pareti alle BVI non ce ne sono molte, ed oltre agli alberi si deve aggiungere ovviamente la distesa sterminata di blu, azzurro e turchese dell’oceano. Ma a me non viene in mente la libertà, la natura, il verde, le spiagge, il mare,… La canzone di Gino mi ricorda, guarda un po’ gli scherzi delle associazioni d’idee, proprio una parete! Anzi, un grande muro. È conosciuto come Great Wall e si trova a Tortola. murales_Tortola2Cosa ci fa lì? Non lo so. Forse è stato costruito per sostenere la Ridge Road.
In ogni caso, quel muro di cemento non era un bel vedere. A porre rimedio al difetto estetico ci ha pensato Eileen Lucia Parson, Ministro del lavoro e delle risorse naturali che in fatto di entusiasmo culturale non la batte nessuno. Trovata l’idea, l’arguto Ministro pensò di condividerla con l’artista locale Reuben Vanterpool, allora portavoce del Consiglio legislativo. Detto, fatto: con il progetto “Ridge Wall”  Eileen Lucia e Reuben trasformarono il grigio cemento in una variopinta galleria d’arte. Io lo vedo come un enorme affresco che racconta la storia della cultura delle BVI. Great  Wall è situato lungo la Ridge Road, nell’area di Fahie Hill, e mette la popolazione locale e i turisti faccia a faccia con gli aspetti principali della vita dell’isola a partire dagli anni 30. Così ha voluto Vanterpool che ha vissuto da bambino in questi luoghi e si ricorda tutto: i carretti tirati dagli asini lungo le spiagge, i preparativi per il mercato del sabato, la cottura del ‘bong bong’, la pesca notturna dei granchi, il commercio del bestiame e molto altro ancora. Mica ha dipinto tutto il Great Wall l’ex portavoce del Consiglio legislativo e attuale artista a tempo pieno! Vanterpool ha coinvolto altri artisti: Quito Rhymer, Cedric Turnbull, Pearl Friday, Thor Downing, Dean “Ghost” Smith e Garth Hewlette. Gli artisti della Great Wall.

A Quito’s legend, please!

12 ottobre 2009 da Alice

Siete seduti? Vi svelo la mia vera professione: spionaggio di cocktail.
In via del tutto eccezionale vi passo i segreti per preparare uno dei drink che preferisco: il Quito’s Legend. lemonade-cocktail-sl-1665308-l
niziate a scrivere il nome dei componenti e la loro quantità: un bicchiere di Bacardi Rum bianco, un bicchiere di Smirnoff Vodka (i russi non possono mancare), un bicchiere di grappa alla pesca, curaçao blue, sciroppo di lime, Seven Up (ci sono anche gli americani), Granatina. Imparateli a memoria, poi mangiatevi il pezzo di carta su cui li avete scritti.
Chiudetevi in cucina, tirate le tende e alla luce di una pila seguite attentamente questi passaggi.
Primo: versate nel mixer il rum, la vodka, la grappa  e il blue curacao.
Secondo: miscelate il tutto lentamente.
Terzo:  aggiungete il Seven Up e quindi, sempre lentamente, lo sciroppo di granatina.
Quarto: versate in un generoso bicchiere la formula ottenuta e guarnite con fettine d’arancia e lime, una ciliegina sotto spirito. Il drink Quito’s Legend, invitante e coloratissimo, è pronto da sorseggiare per la goduria della vostro corpo e della vostra mente.
Questo cocktail l’ho ”rubato” al barman del Quito’s Gazebo Restaurant, Cane Garden Bay, isola di Tortola. Non è stato facile, ho dovuto dar fondo a tutte le mie capacità di irresistibile seduttrice per sciogliere la lingua del barman.
Già che ci sono, due notizie sul Quito’s Gazebo Restaurant.QuitoRhymerTheEdge Il locale, ristrutturato di recente, è noto per due buoni, anzi, ottimi motivi. Primo: il proprietario è Quito Rhymer, artista, musicista, compositore e cantante. Non un tipo qualsiasi, ma uno dei personaggi e musicisti più conosciuti nelle BVI. In più, cosa che non guasta, è una persona maledettamente deliziosa. Secondo: a pranzo e a cena si mangia bene. Alla sera, mentre il sole tramonta, potete anche limitarvi a bere dei drink tra un ballo e l’altro, o semplicemente fermarvi ad ascoltare il sound caraibico, perfetta colonna sonora della Cane Garden Bay.
Quito e la sua chitarra acustica si esibiscono ogni martedì e mercoledì sera. Il venerdì e il sabato, invece, si balla al ritmo della band di Quito e The Edge. Se volete carpire i segreti di uno dei deliziosi cocktail state attenti: il barman del Quito’s Gazebo Restaurant è un osso duro.

A Tavola! Zuppa creola e focaccine di granchio

20 luglio 2009 da Alice

Recentemente vi avevo preso per la gola presentandovi un libro di ricette caraibiche scritto da Jinx e Jefferson Morgan, i due californiani proprietari del Sugar Mill Hotel. Come promesso, vi passo due ricette tratte da questo libro, specialità che sono servite anche nel famoso ristorante del Sugar Mill Hotel. Inizio con la zuppa creola alle arachidi. food-3Prendete nota degli ingredienti: 250 gr di burro, 2 cipollotti medi tritati, 3 spicchi di aglio, 2 peperoncini piccanti, 250 gr di farina, 1 litro di brodo di pollo, 1 pollo in pezzi,1 tazza di crema di latte, 100 gr di burro di arachidi, zucchero quanto basta, sale e pepe, prezzemolo tritato, coriandolo fresco e mezzo scalogno. E ora, ai fornelli.
Soffriggete nel burro (normale) i cipollotti, l’aglio e i peperoncini fino a quando la cipolla diventa bionda, aggiungete la farina mescolando per evitare che si attacchi e quindi versate il brodo di pollo. Fate bollire per 30 minuti. Aggiungete quindi i pezzetti di pollo, la crema di latte e il burro di arachidi, in pizzico di zucchero e portate il tutto a ebollizione. Salate e pepate, aggiungete come guarnizione il prezzemolo tritato, il coriandolo fresco, lo scalogno a fettine o, se preferite, qualche arachide. Armatevi di un cucchiaio e dateci dentro.
La seconda ricetta, focaccine di granchio alla salsa di gamberetti  è ancora più facile. Ingredienti: mezzo chilo di polpa di granchio, 1 ciuffo di prezzemolo tritato, 1 pizzico di timo, 1 pizzico di pepe di Cayenna, 1 cucchiaio di pangrattato, 1 uovo, 1 cipollotto fresco a fettine, 1 peperone rosso tagliato a pezzi, 1 gambo di sedano tagliato in quattro pezzi,1 etto di mais dolce, 3 o 4 patate precedentemente lessate e tagliate a pezzi, mezzo chilo di gamberetti (sgusciati).
Passate tutti gli ingredienti al mixer fino ad ottenere un composto omogeneo e cremoso e lasciatelo riposare per due minuti. Spalmate questo composto su alcune focaccine sottili del diametro di circa 10 cm. Mettete le focaccine in una teglia antiaderente ed infornate a fuoco medio.  Quando sono pronte (fidatevi devi vostri occhi), servite le focaccine: andranno a ruba.
Certo, non potete avere l’atmosfera del ristorante del Sugar Mill Hotel, ma se chiudete gli occhi i sapori della zuppa creola e delle focaccine di granchio vi porteranno dritti dritti all’isola di Tortola.

BVI Music Festival: appuntamento al prossimo anno

6 luglio 2009 da Alice

In Italia abbiamo il Festival di San Remo, alle Isole Vergini Britanniche c’è il BVI Music Fest.
Tutta un’altra musica, ovviamente.

Ho chiesto, via e-mail, ad una mia amica del posto che mi ha insegnato a ballare, come è andata l’edizione 2009 e ho scoperto che è saltata. Non ho capito bene le cause, ma so che gli amanti dei ritmi caraibici ci sono rimasti male. Niente di grave, si sta già lavorando per l’edizione del prossimo anno. bvi-music-fest-logo
Il BVI Music Festival si svolge a Cane Garden Bay, isola di Tortola, una lunga baia costellata di locali sulla spiaggia. Ogni anno, verso la fine di maggio, qui si mescola lo sciabordio delle onde alla musica e alle danze caraibiche. Ma al BVI Music Fest non c’è solo musica. La spiaggia più famosa dell’isola si anima con giochi, feste e tradizioni della cultura caraibica.

Se siete rigidi come dei tronchi, dopo alcuni minuti di calypso, reggae e soca vi troverete belli sciolti e danzerete fino a notte inoltrata. “Soca” non vi dice niente?  Eppure, tempo fa, Raffaella Carrà fece ballare gli italiani con la canzone “Soca dance”. Soca, o Soul Calypso, è una musica dance proveniente da Trinidad. Sulla base del ritmo cadenzato-melodico del calypso inserite i veloci battiti delle percussioni e, se possibile, anche due ottoni, preferibilmente le trombe. E poi ondulate i fianchi a piacimento!
Nelle passate edizioni,  artisti del calibro di Wyclef Jean e Percy Sledge hanno preso parte al festival che raduna alle BVI amanti della cultura musicale caraibica, provenienti anche dalle isole vicine. Appena ho notizie della prossima edizione, ve le canto.

Alle BVI venti in poppa per gli investimenti

24 giugno 2009 da Alice

Dici “Isole Vergini Britanniche ” e pensi subito agli alisei e alle barche a vela, al sole e alle spiagge incantevoli, alla natura da sogno ed ai gustosi sapori caraibici.
Con questo pezzo vi stupirò: cambio il mio look casual, sostituisco le mie infradito con scarpe tacchi a spillo 12 cm,  indosso un tailleur da donna in carriera e vi parlo, udite udite, di finanza. In fatto di investimenti sono un disastro, quindi non aspettatevi analisi da esperta economista.
Allora, nei primi anni ’80, quando le BVI formarono una giurisdizione a sé, ci fu una straordinaria crescita dei mercati finanziari.
Nel corso di una generazione l’economia è cresciuta fino a raggiungere un reddito pro capite di circa  40.000 dollari! Mica male. Ciò fa delle  BVI uno dei luoghi più ricchi al mondo, oltre che uno dei più belli. Parecchie società finanziarie hanno la loro sede estera proprio qui. Per completare il quadro, ecco due cifre: circa 750.000 le compagnie presenti, oltre 65.000 società finanziarie locali in più rispetto allo scorso anno. Le BVI  sono oggi una giurisdizione ideale per i fondi di investimento. Questa crescita inizia nel 1996 con l’introduzione del Mutual Fund Act. La collaborazione tra settore pubblico – privato e i servizi finanziari delle BVI consente di offrire vantaggi agli investitori della comunità internazionale. Conosciuto come THE BVI ADVANTAGE, questo accordo significa: sostenere la stabilità economica e politica; una vasta gamma di prodotti e servizi finanziari innovativi; un regime di regolamentazione moderno, flessibile e solido; ambiente operativo  efficiente e favorevole alle imprese; un team di professionisti con grande esperienza e conoscenza; l’uso del dollaro USA come valuta corrente; impegno politico nell’attuazione di norme e leggi che soddisfino le necessità degli investitori e proteggano l’integrità delle BVI. Io aggiungerei il valore aggiunto della BVI: isole da mille e una notte. Anzi, mi viene il sospetto che tutte queste società  e questi professionisti hanno scelto di venire alle BVI proprio per il panorama! Ad esempio, gli avvocati: le Isole Vergini Britanniche sono l’unica giurisdizione dei Caraibi che vanta la presenza di sei tra le più grosse compagnie di consulenza legale del mondo, con una grande presenza di avvocati penalisti e civilisti. L’ICF (Centro Finanziario Internazionale delle BVI) si muove molto bene nella diffusione dei vantaggi che può offrire una sana competitività territoriale e si impegna a promuovere grandi eventi come le conferenze internazionali. Con un capillare programma informativo, il BVI IFC vuole spingere la comunità internazionale ad investire in servizi finanziari. Questo programma globale è stato ben recepito all’estero, soprattutto dai principali centri del business come New York, Londra, Hong Kong, Singapore, Miami, Ginevra, Zurigo e Shanghai.
Mi rimetto le mie infradito, mi infilo i mie pantaloni di leggero cotone bianco e vado a farmi una bella passeggiata a Tortola. Come avrete capito, i miei investimenti alle BVI sono di tutt’altro genere! :-)

Le pietre del Sugar Mill Hotel

15 giugno 2009 da Alice

Ci ho preso gusto. Dopo avervi raccontato la storia del Bitter End vi porto con la fantasia alle BVI sulle ali di un’altra storia.
Dopo Virgin Gorda, ci spostiamo a Tortola. Si tratta del Sugar Mill Hotel,Sugar Mill restaurant 23 stanze, aria condizionata, collegamento Wi-Fi ad internet, piscina, ristorante da favola ed altre delizie.  Facciamo un salto indietro nel tempo, nel 1640, quando il commercio di rhum e, purtroppo, di schiavi, era nel pieno dell’attività. Le navi salpavano dai Caraibi con le stive piene di casse di zucchero e rhum, rotta verso l’Inghilterra. Al ritorno, per fare zavorra e dare stabilità alla nave, era in uso portare a bordo cose pesanti. Gli ufficiali svegliavano la ciurma nel pieno della notte e comandavano a questi poveracci di recarsi a terra per recuperare grosse pietre e pezzi di acciottolato dalle strade di Liverpool, con grande disappunto dei cittadini che si trovavano le strade sempre piene di buchi. All’arrivo nelle Isole Vergini Britanniche, le pietre venivano poi scaricate e usate nelle piantagioni di canna da zucchero per costruire le Great Houses (Grandi Case). Avete già capito: qualcuna di quelle grosse pietre si possono vedere oggi sulle pareti della sala ristorante del Sugar Mill Hotel. Dell’antica Great House è rimasto poco ed è tutto vicino al parcheggio. L’hotel sorge a fianco della vecchia piantagione di Applebay, che ha sua volta ha dato il nome alla baia di Apple.
Verso il 1830 iniziò il crollo dell’economia delle piantagioni. Le Great Houses andarono anch’esse in rovina perché vennero lasciate in balia dell’abbandono e delle intemperie.
La sala del ristorante del Sugar Mill Hotel è ricavata dal vecchio locale in cui si distillava il rhum. La grossa caldaia di rame, che oggi da vita ad una suggestiva cascatella nel giardino, è ancora quella che veniva usata nel processo di fermentazione della canna da zucchero. La vecchia distilleria ha prodotto dell’ottimo rhum fino al 1957 e ancora oggi si può vedere l’alambicco usato nella distillazione, basta fare un giretto nei giardini che conducono ai vari gazebo dell’hotel. Per mettere in moto i vari macchinari, alcuni buoi azionavano una grossa macina che ora non c’è più. Indovinate cosa c’è al suo posto? Una fantastica piscina.
Ancora oggi, nelle notti stellate, sembra di sentire i suoni della vecchia distilleria portati da una leggera brezza che fa tremolare La luce delle candele sui tavoli del Sugar Mill Restaurant. L’atmosfera è decisamente romantica ma, vi giuro, ho visto gente commuoversi davanti al menu. A detta di chi la sa lunga, il ristorante del Sugar Mill è infatti uno tra i quattro migliori dei Caraibi.