Un video rubato…

7 ottobre 2010 da Alice

Eh si, ragazzi, la vostra Alice ogni tanto si bea della compagnia di altri viaggitori velisti che come me amanno il mare e l’atmosfera delle Isole Vergini Britanniche.

Guardate il video che ho trovato su you tube questo pomeriggio, mentre pigramente gironzolavo sul web.

Che ne dite, rende giustizia alle “mie” isole? :)

Armi e bagagli

14 agosto 2008 da Alice

Ok, ammettiamolo. Sto diventando dipendente da questo blog: ma è più forte di me: vi narro delle mie isole, delle mia vita, delle mie emozioni, ed è per me ormai un appuntamento irrinunciabile, anche mentre sono in vacanza ;-)

A proposito di vacanza.. vi confiderò una cosa: ogni anno che passa, viaggio dopo viaggio, il mio bagaglio è sempre più ridotto. Le prime volte partivo con una grande Samsonite e benché piena, mi sembrava sempre che non fosse sufficiente a contenere tutti i miei effetti personali. Oggi ho dimezzato ingombro e peso e devo confessarvi che spesso torno con parte dei vestiti mai utilizzati.

Ho capito che nella mia full immersion di mare e di sole tutto ciò che mi necessita sono un paio di costumi e un paio di parei, più qualche maglietta con bermuda. Che la sera, un tubino blu insgualcibile o dei pantaloni bianchi da indossare con le mie camice leggerissime risolvono brillantemente le mie cene in un ristorantino pieds dans l’eau. Pinne e maschera son già certa di trovarle e stavolta non mi sono portata neppure il mio PC portatile, ché l’anno scorso è rimasto rigorosamente spento nella sua custodia. Mi aspetta il patio del mio bungalow sull’acqua dove anche questa volta poserò delle conchiglie e quella visione sarà il mio salvaschermo, il mio salvavita, il mio salvagente dalle fatiche di un anno di città.

Buona evasione anche a voi, ovunque voi siate!

PS parlando di valigie, mi è venuto in mente un post utilissimo che avevo letto tempo fa su Donnecolavaligia, un blog su cui ogni tanto faccio una capatina, scritto dalla brava Marina, che parla di donne viaggi e.. valigie! Questo il post su come prepararle al meglio: 10 ottimi consigli per far (bene) le valigie

Rivivere la Spring Regatta..

9 maggio 2008 da Alice

Sentire il profumo del mare, avere la brezza che scompiglia i capelli, provare l’emozione della corsa, avvertire un brivido di adrenalina come fanno i veri lupi di mare.. tutto questo è la Spring Regatta!
Ho già scritto della competizione di quest’anno, dell’evento velico con vascelli storici a cura di Foxy Callwood.. insomma, alle BVI la vela si sente sulla pelle ..
Se, come me, volete rivivere le emozioni della Spring Regatta Vi invito a vedere ITINERARI, la trasmissione di viaggi curata dal mio amico giornalista e velista Stefano De Franceschi.
Stasera, venerdì 9 maggio, alle 20.30 su TeleCapodistria (e in replica domenica 11 maggio alle 17.30
ma anche via satellite su “hot bird 3″ o su internet: www.rtvslo.si/capodistria oppure sul sito www.terrediitinerari.it
“IL PARADISO DEI VELISTI” è il titolo della puntata interamente dedicata alle ISOLE VERGINI BRITANNICHE. E per chi volesse leggere il “diario” di Stefano, vi segnalo il link alla pagina in cui narra della sua avventura fra i mari delle BVI:
http://www.terrediitinerari.it/mostraviaggi.php?codice=140
In occasione della 37^ edizione della BVI Spring Regatta, come dicevo, Stefano ha avuto la possibilità di visitare in barca a vela alcune di queste isole:
Stefano al timone durante la Spring Regatta 2008 - tks to DoraTortola, Virgin Gorda, Peter Island, Norman Island sulle orme dei pirati che un tempo popolavano queste acque!

Non perdetevelo!!

Le barche ritrovate

26 aprile 2008 da Alice

Ve lo ricordate Foxy? Il cantastorie dell’isoletta Jost Van Dyke; quello che non voleva accendere la luce e di cui vi ho raccontato il 10 febbraio scorso? È proprio vero che i poeti, gli artisti, i musicisti sono spesso nostalgici romantici. Era il 1974 quando nella baia di Great Harbour dove – come succede ancora – si ancoravano lucenti yacht da crociera, Foxy sentì la nostalgia di quando le barche erano fatte di legno e non di vetroresina;Wooden Boat Regatta - thanks to www.foxysbar.com le vele di canapa e non di mylar. Radunò un manipolo di amici, reclutò i piccoli schooner sopravvissuti alla modernità e inventò la sua piccola regata, la Foxy’s Wooden Boat Regatta. Erano sette barche nella prima edizione di quell’estate lontana. Oggi, dopo 34 anni sono ormai decine: barche nate come mezzi da lavoro o da trasporto, restaurate secondo i canoni della carpenteria tradizionale, un mestiere che andava scomparendo. Devo dirvi che vederle costeggiare gli isolotti corallini di Sandy Cay o di Green Cay,Wooden Boat Regatta poster - thanks to www.foxysbar.com con quegli scafi di legno e le vele color panna, è una visione di estetismo e di eleganza che si fonde al paesaggio in modo ideale e perfetto. Da due anni sono ammesse alla linea di partenza anche le imbarcazioni a vela che abbiano compiuto i trent’anni di vita e dunque, acquisita una sorta di classicità. L’appuntamento velico, coordinato dal West End Yacht Club di Tortola è fissato per il 23, 24 e 25 maggio prossimi. Chi vuol vedere una scena mobile e vivente di com’erano i Caraibi, deve fare un salto in quei giorni a Jost Van Dyke.

BVI Spring Regatta: l’edonismo dell’agonismo

8 aprile 2008 da Alice

BVI Spring Regatta 2008 - thanks to BVI Spring RegattaHa compiuto la sua trentasettesima primavera la regata più amata dei Carabi. Oltre 160 barche hanno felicemente invaso gli specchi d’acqua di un arcipelago che sembra modellato proprio per essere navigato a vela. E i velisti lo sanno. Lo sanno coloro che da anni non mancano all’appuntamento della BVI Spring Regatta e che raggiungono Le Vergini Britanniche con scafi da competizione pura. Lo sanno gli amanti della crociera che nella classe a loro dedicata, esprimono l’indole sportiva altrimenti chiusa nel cassetto. Il dilettevole si sposa finalmente con una kermesse che mette insieme le due diverse anime degli uomini di mare. Quattro classi (Racer, Cruiser, Bareboat, Multihull) che con appositi handicap regatano sulle stesse rotte.
La marina di Nanny Cay a sud dell’isola di Tortola, quartier generale della Spring Regatta, anche quest’anno ha vissuto la sua annuale settimana di fulgore. Dal 31 marzo al 6 aprile ha calamitato l‘entusiasmo di migliaia di velisti. Così diversa dalle competizioni veliche consuete perché diverso è soprattutto lo scenario. Diverso e unico è affrontare la bolina nel canale luminoso del Sir Francis Drake Channel e poi virare intorno all’isola di Norman, costeggiare Peter Island e vederne il bagliore delle spiagge bianche e sfilare sottovento il turchese dei fondali prossimi alla riva.
Diverso è vedere gli spinnaker gonfiarsi di aliseo tra le quinte dei piccoli isolotti. Diverso è tagliare la linea del traguardo, quale sia la propria posizione, se ad aspettarti a pochi metri c’è il ristoro meritato di una baia blu dove tuffarsi. Diverso è ritornare in porto a Nanny Cay e trovare il calore sensuale della festa: calore nell’accezione prettamente caraibica. Come ogni anno c’erano anche gli italiani a regatare: il team voluto dal BVI Tourism Board si è piazzato tredicesimo con il suo Sunsail. Il risultato conta, certo. Ma conta pur sempre meno di quello che gli occhi vedono nella solarità assoluta di una campo di regata senza uguali!

Dove la vela è una malattia (curabile)

13 marzo 2008 da Alice

Prickly Pear Island - Virgin Gorda thanks to: Ente del Turismo BVINe ho conosciuti uomini (e anche donne), che anche quando si trovano in vacanza su isole meravigliose sono insofferenti, fremono e, dopo due ore di spiaggia, non ne possono già più.
E tu lì: a dirgli che al ritorno quel silenzio lo rimpiangeranno; che quella laguna è così viva che – guarda – sembra respirare; che leggere all’ombra delle palme l’ultimo romanzo di McEwan è un impagabile piacere. Niente da fare: certe persone quel rapporto apparentemente ozioso con il mare non lo reggono. Devono fare, muoversi, non avere spazi vuoti. Soprattutto se, del mare, la cosa che amano è andare in barca a vela. Allora sono guai: se sentono la brezza fra i capelli, invece che un brivido di piacere provano un brivido di rabbia e di scontento: pensano a che bolina potrebbe in quel momento solcare la laguna; pensano che invece che starsene con le mani in mano sulla spiaggia, potrebbero stringere un timone e divertirsi da mattina a sera. Insomma, capirete che in certi casi la vacanza in coppia può scatenare scaramucce a meno che uno dei due, non rinunci alla propria personale idea dell’evasione. La soluzione in questo caso? Io ne conosco una che si chiama Bitter End Yacht Club.
È un resort (forse l’unico del mondo) concepito per fare una vacanza full immersion nella vela e allo stesso tempo, se si vuole, sulla spiaggia. Anzi, sulle spiagge perché il North Sound dove si trova, sull’isola di Virgin Gorda, è un dedalo di isole, spiagge bianche, canali navigabili. I cottage, immersi nella macchia tropicale affacciano sullo yacht club che dispone di oltre 100 barche a vela di ogni genere. Dall’Optimist, al Laser, all’Hobie Cat fino ai cabinati. Così, la vacanza è davvero libertà: chi vuole la spiaggia, i coralli e la laguna non deve più fare compromessi col compagno di viaggio che invece, con ostinazione vuole andare a vela, dovunque e comunque.