Le notti bianche

23 luglio 2008 da Alice

La luna piena sul mare di solito non mi fa dormire. Ricordo di aver trascorso una notte sveglia, su una chaise-longue nel patio della mia camera d’albergo a Virgin Gorda. La luna rischiarava la spiaggia sottostante e illuminava il basso fondale della riva che riusciva ad essere turchese anche nel cuore della notte. Una visione che mi ha impedito di chiudere gli scuri e andare a letto, e mi ha fatto restare in estatica contemplazione del mare con il fruscio delle onde in sottofondo.bomba’s shack - Tortola
Ebbene, se credete che per me alle BVI il plenilunio sia soltanto occasione di romanticherie, ricredetevi: di notte le BVI si accendono di feste sulla spiaggia: vi ho già parlato di Foxy Callwood, di Quito Rhymers e del Soggy Dollar di Jost. Oggi è la volta dei proverbiali full moon party.
Quando la luna – una volta al mese – è illuminata dal sole ed è interamente visibile dalla Terra, la festa comincia, a Tortola. Comincia già al calare del tramonto, spesso e volentieri si spegne soltanto all’alba del giorno successivo. Dove? Ci sono due party particolarmente animati, sull’isola: uno a Trellis Bay, nella penisola di Beef Island, l’altro sulla Cappon’s Bay nella “boite” in riva il mare chiamata “Bomba Shack”.
I surfisti sono i primi ad arrivare e man mano che la bomba shacknotte avanza e la palla della luna prende il sopravvento, centinaia di persone sono già a ballare a piedi nudi sulla sabbia. Sparsi tra le palme si cucinano pesce e chicken grilled e dai banchi di legno colorato del Bomba Shack vengono versati fiumi di cocktail a base di rum.
La musica si sparge al ritmo del calypso e del reggae: non ci sono limiti, non ci sono convenzioni. Siete avvisati. Il prossimo full moon party è per il 16 agosto: se siete in zona preparatevi ad una notte pazza, insonne e molto Caribe.

Il raggio verde

18 luglio 2008 da Alice

Tra i tanti buoni motivi per recarsi nel Mar dei Carabi durante l’estate boreale c’è il “raggio verde”. È questa, infatti, la stagione che rende più probabile il suo manifestarsi. Le Rayon Vert - Jules Verne
La prima volta che ho sentito parlare di questo affascinante fenomeno di rifrazione è stato per “voce” di Jules Verne. Lo scrittore gli ha appunto dedicato un suo romanzo nel quale sosteneva che chi ha la fortuna di vederlo, da quel momento in poi avrà più facilità nel leggere i propri sentimenti e quelli altrui.
E non vorrei dimenticare il film Le rajon vert col quale il regista francese Eric Rohmer vinse il Leone d’Oro al Festival di Venezia del 1986.
Insomma, è per queste suggestioni che ogni volta che mi son trovata davanti ad un tramonto sopra il mare l’ho cercato. Ho cercato l’ineffabile riflesso verde che accompagna con un lampo breve l’ultima pozione di sole che tramonta. Ed è stato a Virgin Gorda che l’ho visto, in una sera di agosto di dieci anni fa. Ero sulla spiaggia di Devil Bay e alla palla rosso fuoco del sole che annegava dentro il mare è seguita quella luce inequivocabilmente verde: pochi secondi e poi mai più. La scienza ottica e atmosferica danno plausibili spiegazioni a questo insolito fenomeno. Ma io quel giorno ero soltanto emozionata perché a me – proprio a me – era capitato di vederlo. Dopo averlo cercato tante volte invano e ovunque, si è infine rivelato sul mare delle Vergini ad ovest del mio sguardo. Peccato solo non avere avuto tempo e modo di fotografarlo..

Alba chiara a Virgin Gorda

3 luglio 2008 da Alice

chiedo venia a tutti coloro che hanno trovato la pagina non aggiornata per un po’..
Non sono stata troppo bene ultimamente, ma adesso sono in forma, e ha contribuito a tirarmi un po ‘ su il morale il ricordo delle mie isole.. ad esempio, guardate qua questo scatto di una bellissima alba a Virgin Gorda :-)

Alice

dawn_virgin_gorda3.JPG

I frutti della pesca

20 giugno 2008 da Alice

A uno scrittore da me molto amato, piaceva molto pescare. Faceva uscire a pesca anche il personaggio protagonista di certi suoi romanzi, un certo Montale. marlin - tks to guidebvi.comEgli un giorno, uscendo in barca con le sue canne sottobraccio aveva detto che “Pescare era secondario. Solo un omaggio da rendere a questa immensità”. Non per tutti è così: per alcuni, pescare è uno sport che sfiora i connotati della malattia, una vera fissazione. Ma per molti, invece, uscire in barca, sistemare l’attrezzatura e aspettare che un segno annunci l’inizio dei “giochi”è davvero uno dei modi più esaltanti di vivere il mare. Di conoscerne i segreti, di godere della luce che riverbera sulla superficie, di esplorare il luogo che si è scelto per mezzo di un pretesto favoloso.
I pescatori d’altura, infatti, favoleggiano – chi più chi meno – di prede avvistate o mancate; se non di quelle pescate delle quali si esagera sempre un poco circa le dimensioni reali. Alle isole Vergini, non ce n’è bisogno: il mare circostante, qualche miglio oltre le coste, è attraversato da specie di passo innumerevoli. Kingfish, tonni, marlin, BVI Billfish Tournament logo - tks to bvibillfishtournament.comsnapper (il nostro dentice), barracuda. Ovvio, dunque, che la pesca d’altura sia una delle grandi attrattive dell’arcipelago. Per gli amanti del big game, c’è in particolare un appuntamento che li riguarda: il BVI Billfish Tournament. Cinque giornate di grande pesca (dal 19 al 23 luglio prossimo), da trascorrere in flotta (non oltre 30 barche) e a partire dal Bitter End Yacht Club situato nel North Sound a Virgin Gorda.

Dire spiaggia è riduttivo

30 maggio 2008 da Alice

Quando leggo sui giornali le classifiche di Condé Nast Traveller e la vedo, sul podio delle spiagge più belle del mondo, mi dico che sì: tra le migliaia che ho visto, The Baths è davvero di irripetibile bellezza. the Cave at VG Baths - tks to ciasaiMa poi, pensandoci, chiamarla solo spiaggia non dà l’idea della follia geologica che la contraddistingue. La spiaggia esiste, certo, e si allunga per quasi 900 metri ma la sua prerogativa è la sequenza del granito, scolpito in massi enormi che in modo grandioso e surreale ne disegnano anfratti, grotte, piscine naturali.
Dal villaggio di Spanish Town, la strada che porta ad ovest dell’isola di Virgin Gorda, finisce dove il promontorio comincia ad essere tempestato di rocce tondeggianti. Virgin Gorda, The Baths - tks to BVI TBUn bistrot a palafitta di foggia coloniale (si chiama Top of The Baths) vi dice che siete quasi al dunque.
Un sentiero scende tra le agavi e le bouganville, serpeggia fin alla prima luna di sabbia dove l’esuberanza del granito che si erge sulla riva è una magnifica visione. Ma siamo solo all’inizio. Dall’ultima imponente roccia a sinistra della spiaggia, si apre un varco minuscolo che è l’incipit del sentiero più stupefacente che abbia visto mai. A tratti, è “addomesticato” da un camminamento in teak che consente di percorrere il dedalo fantastico tra i massi di granito e le anse marine che tra questi si nascondono. Chi ce li ha messi qua? Viene da chiedersi. Sembrano giganti posati sulla riva da una mano ribelle e visionaria. L’eco dei passi e delle voci si stempera nell’acqua che ha il colore perlaceo del turchese. Ogni tanto, le sculture di granito danno tregua ad una piccola spiaggia dove verrebbe voglia di fermarsi. Ma i passaggi successivi, rasenti a quel granito rosa affondato nella sabbia, inducono in tentazione irrimediabile. Un’emozione primitiva ti fa desiderare di voler essere l’unica persona – anzi la prima – ad aver scoperto quella meraviglia. Tra te e te, dici che – domattina ci tornerò da sola, all’alba, per sentirne fino in fondo la forza primordiale. The Baths vista dal mare è una bizzarra e spettacolare spiaggia; ma penetrata dentro il suo segreto non è più soltanto spiaggia. È la forma fantasiosa e impertinente di un’architettura naturale formatasi per imperscrutabili dinamiche geologiche. È un corto circuito dell’energia di terra e mare, che ha generato uno scenario non riproducibile.

Virgin Gorda, The Baths - tks to ciasai

A volte val la pena sorvolare..

23 maggio 2008 da Alice

Ne vale la pena soprattutto quando si sorvolano le isole: dall’alto, una visione entusiasmante. Volare mi piace e non mi fa paura; semmai, a volte provo solo un timore contenuto e ragionevole. Mi piace perché volando – che si tratti di una breve tratta o di un volo intercontinentale – mi si svela sotto gli occhi tutta la geografia che ho amato nei libri della scuola.
Al check-in, chiedo sempre un posto-finestrino e se riesco ad ottenerlo, il volo mi tiene incollata al doppio vetro dell’oblò. Mi piace vedere lo zoom alla rovescia che dal decollo in poi, fa della terra un paesaggio di puro graficismo. Mi piace entrare nelle nuvole, per poi superarne il primo strato e ritrovare nei diecimila metri, il sole. Mi piace sorvolare gli oceani e guardare la loro splendente e reiterata solitudine. Mi piace, dall’alto, indovinare il profilo di una costa, associarlo ad un reale nome. Certe volte, in volo, vorrei tanto andare nella cabina di comando, e chiedere ai piloti mille cose che lassù, solo lassù mi vengono alla mente.
Però, tra tutte le variabili del volo, quella che ho sempre preferito accade sui piccoli aeroplani da “turismo”. Volano più bassi e meglio mi consentono di conoscere e di riconoscere. Uno dei voli più spettacolari della vita l’ho fatto sopra l’arcipelago delle BVI. Eravamo in tre: io il pilota e un fotografo impegnato a fare un reportage aereo. In quel caso, il fotografo fece smontare il portellone destro del piccolo veivolo per poter fare le riprese “comme il faut”. Io ero passeggera e niente più, ma il fotografo in questione mi chiese la cortesia di passargli le pellicole man mano che gli scatti della Nikon le esaurivano. Dissì di sì – con piacere. Il Piper decollò dalla pista sabbiosa di Anegada e in pochi secondi, si aprì alla nostra vista un miracolo visivo. Il mare della laguna era turchese ma tempestato di macchie blu cobalto. Un blu, che faceva male agli occhi. La cintura del reef era segnata da un pizzo di schiuma delle onde che vi si rifrangevano e dall’alto, segnavano un eccitantissimo contrasto con il blu oceanico. Io ero ipnotizzata. A certe cose non ci si abitua mai.
D’improvviso, il fotografo cambiò la sua pellicola e in tono perentorio mi chiese di porgergli la successiva. Io non ero pronta. È vero, mi ero impegnata a farlo, ma ero stata soggiogata da quel film dal vero che mi aveva presa per la gola. Spazientito ed irritato per aver perso alcuni magici secondi, riprese a scattare. E scattò. Per un’ora intera. Scattò sugli ultimi lembi di barriera corallina di Anegada. Scattò sui profili verdi-azzurri di Dog Island e Peter Island. Macinò fotogrammi al momento di sorvolare Virgin Gorda. Immortalò tutte le isole.veduta di Guana Island - tks to BVI TB Dava al pilota ordini del tipo: “ripassiamo sopra quel fondale celeste, ma voglio avere alla mia destra i graniti di The Baths! Capito? ”
Si ripassava allora sopra quella meraviglia: lui, il fotografo pensava giustamente alle sue immagini da scattare giuste rispetto alla direzione della luce. Io, che avevo imparato a scartargli e passargli le pellicole in automatismo, pensavo solo a quello che vedevo. Quello che vedevo, era irresistibile. Domani, forse, sarei andata laggiù a piedi nudi tra i graniti e la sottilissima sabbia. Ma in quel momento, assorbivo la visione di un mondo ideale, visto integralmente. Emozionata dalle infinite varianti degli azzurri. Sedotta dalle lusinghe di uno scenario così forte e impertinente.
Sono atterrata dopo un’ora di volo trascorsa sopra ad una cosa che somiglia all’idea di perfezione. Sono scesa a terra con un bagaglio che prima di salire non avevo ma che da allora, non voglio scrollarmi più di dosso perché ad esso è legata la mia facoltà di discernere le cose semplicemente belle, dalle cose così belle da sembrare irraggiungibili.

http://www.fly-bvi.com

Aloe Vera che più vera non si può..

21 maggio 2008 da Alice

Nell’attesa che l’anticiclone delle Azzorre si stabilizzi sul Mediterraneo e ci consenta di prendere il sole come piace a noi latini, vi suggerisco il modo per non andare incontro a scottature e conservare il vigore della pelle. Ero sulla spiaggia di Savannah a Virgin Gorda, stesa senza moderazione al sole come tante volte ho letto che non si deve fare. A un certo punto è passato sulla spiaggia un ragazzino con un cesto pieno di foglie di Aloe Vera. aloe veraNe ho acquistata una e ho fatto come spiegatomi da lui e come poi ho saputo che si fa da sempre al sole dei Caraibi. Si apre la carnosa foglia ed ecco che la polpa verde si presenta esattamente come il gel che compriamo in farmacia. Ci si spalma il corpo: prima dopo e durante il sole. La pelle beve il prodigioso succo e il sole, da nemico potenziale, diventa amico, docile, tingendoci la pelle senza i suoi collaterali effetti. Anzi, nutrendola di preziosa clorofilla e donandole tono ed elasticità. Alle Vergini, l’Aloe Vera cresce spontanea dappertutto: la trovate fresca e davvero vera.
A Tortola, la Clinica Olistica ne ha fatto la base dei suoi trattamenti medici ed estetici.

The Sanctuary Holistic Therapy Centre, Tortola: sanctuary@surfbvi.com

Rivivere la Spring Regatta..

9 maggio 2008 da Alice

Sentire il profumo del mare, avere la brezza che scompiglia i capelli, provare l’emozione della corsa, avvertire un brivido di adrenalina come fanno i veri lupi di mare.. tutto questo è la Spring Regatta!
Ho già scritto della competizione di quest’anno, dell’evento velico con vascelli storici a cura di Foxy Callwood.. insomma, alle BVI la vela si sente sulla pelle ..
Se, come me, volete rivivere le emozioni della Spring Regatta Vi invito a vedere ITINERARI, la trasmissione di viaggi curata dal mio amico giornalista e velista Stefano De Franceschi.
Stasera, venerdì 9 maggio, alle 20.30 su TeleCapodistria (e in replica domenica 11 maggio alle 17.30
ma anche via satellite su “hot bird 3″ o su internet: www.rtvslo.si/capodistria oppure sul sito www.terrediitinerari.it
“IL PARADISO DEI VELISTI” è il titolo della puntata interamente dedicata alle ISOLE VERGINI BRITANNICHE. E per chi volesse leggere il “diario” di Stefano, vi segnalo il link alla pagina in cui narra della sua avventura fra i mari delle BVI:
http://www.terrediitinerari.it/mostraviaggi.php?codice=140
In occasione della 37^ edizione della BVI Spring Regatta, come dicevo, Stefano ha avuto la possibilità di visitare in barca a vela alcune di queste isole:
Stefano al timone durante la Spring Regatta 2008 - tks to DoraTortola, Virgin Gorda, Peter Island, Norman Island sulle orme dei pirati che un tempo popolavano queste acque!

Non perdetevelo!!

CAUTION: IGUANA CROSSING!

12 aprile 2008 da Alice

A chi non è mai capitato di vedere i segnali stradali con i koala o i canguri, quelli tipici australiani, per intenderci..
Ebbene, alle BVI si trova un cugino di questi cartelli sui generis: ecco uno scatto che ho fatto a Virgin Gorda tempo fa.. carino, vero?

IGUANA CROSSING

Dove la vela è una malattia (curabile)

13 marzo 2008 da Alice

Prickly Pear Island - Virgin Gorda thanks to: Ente del Turismo BVINe ho conosciuti uomini (e anche donne), che anche quando si trovano in vacanza su isole meravigliose sono insofferenti, fremono e, dopo due ore di spiaggia, non ne possono già più.
E tu lì: a dirgli che al ritorno quel silenzio lo rimpiangeranno; che quella laguna è così viva che – guarda – sembra respirare; che leggere all’ombra delle palme l’ultimo romanzo di McEwan è un impagabile piacere. Niente da fare: certe persone quel rapporto apparentemente ozioso con il mare non lo reggono. Devono fare, muoversi, non avere spazi vuoti. Soprattutto se, del mare, la cosa che amano è andare in barca a vela. Allora sono guai: se sentono la brezza fra i capelli, invece che un brivido di piacere provano un brivido di rabbia e di scontento: pensano a che bolina potrebbe in quel momento solcare la laguna; pensano che invece che starsene con le mani in mano sulla spiaggia, potrebbero stringere un timone e divertirsi da mattina a sera. Insomma, capirete che in certi casi la vacanza in coppia può scatenare scaramucce a meno che uno dei due, non rinunci alla propria personale idea dell’evasione. La soluzione in questo caso? Io ne conosco una che si chiama Bitter End Yacht Club.
È un resort (forse l’unico del mondo) concepito per fare una vacanza full immersion nella vela e allo stesso tempo, se si vuole, sulla spiaggia. Anzi, sulle spiagge perché il North Sound dove si trova, sull’isola di Virgin Gorda, è un dedalo di isole, spiagge bianche, canali navigabili. I cottage, immersi nella macchia tropicale affacciano sullo yacht club che dispone di oltre 100 barche a vela di ogni genere. Dall’Optimist, al Laser, all’Hobie Cat fino ai cabinati. Così, la vacanza è davvero libertà: chi vuole la spiaggia, i coralli e la laguna non deve più fare compromessi col compagno di viaggio che invece, con ostinazione vuole andare a vela, dovunque e comunque.